domenica 3 luglio 2016

Ravioli su crema d'asparagi al puzzone di Moena

Potrà sembrare un connubio infelice, quello degli asparagi col puzzone di Moena. In effetti, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, il puzzone di Moena non puzza. Per meglio dire, l'impatto olfattivo è molto meno traumatico di quello che si ha con altri formaggi, e il gusto è molto più equilibrato di quanto si sospetti. Il retrogusto fievolmente amarognolo potrebbe ricordare un po' la fontina, con cui ha in comune il fatto di essere un formaggio d'alpeggio.


Il gusto degli asparagi senz'altro predomina, il formaggio alla fine lega e ammorbidisce. Si raccomanda di usare ravioli con un ripieno neutro, per non aggiungere altri sapori a un condimento già ricco di suo. Un semplicissimo quanto dignitoso ripieno di ricotta va più che bene.
I ravioli non li ho fatti io, ma sono comunque prodotti artigianalmente.


  • 250 g di ravioli di ricotta
  • 500 g di asparagi
  • un pezzo di porro
  • uno spruzzo di vino bianco
  • una spolverata di curcuma
  • sale e pepe nero kampot, al mulinello
  • 100 g di puzzone di Moena
  • latte q.b.
  • olio evo

Privare gli asparagi della parte legnosa dei fusti, sciacquarli e scolarli. Scottarli al vapore, tagliare via le cime e tenerle da parte. Fare a tocchetti i fusti.
Affettare sottilmente il porro e farlo rosolare dolcemente, quindi aggiungere i fusti degli asparagi tagliati e rosolare ancora.
Sfumare col vino bianco, salare, pepare e spolverizzare con la curcuma, lasciando cuocere finché gli asparagi non siano del tutto ammorbiditi. Aggiungere un goccio d'acqua, se necessario.
Versare nel bicchiere alto del frullatore a immersione e frullare con una quantità di latte sufficiente a ottenere una crema densa e vellutata. Tenere da parte.
Dadolare il puzzone di Moena e farlo sciogliere completamente in una padella antiaderente con un po' di latte. Aggiungere la crema d'asparagi e mescolare bene.


Lessare i ravioli, scolare al dente e servire su un letto di crema d'asparagi al formaggio, decorando ogni portata con le cimette tenute da parte e una macinatina di pepe nero, se gradito.

E a proposito di impatti olfattivi...

4 commenti:

  1. Accidenti quanto hai cucinato ultimamente! Mi sto rimettendo in pari ^_^
    Allora, quest'alga mi tocca provarla. Possibile che spiazzi pomodoro e basilico? o_O
    I 16 quadrotti non so. Sai che non ho mai fatto un dolce con le banane pur essendo queste un frutto che adoro? Strano vero?
    I ravioli col puzzone e gli asparagi mmmmm... quelli sì che li divorerei all'istante!
    Vado avanti ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahah! Ti assicuro che non ho cucinato tutto ultimamente... è tutta roba che stava in coda, in attesa di essere messa online.
      Ovviamente, pomodoro e alga non spiazza pomodoro e basilico, che rimane sempre un punto fermo. Però quel sughetto sulla pasta ci stava davvero bene, sia perché dava un sapore vagamente marino, e sia perché la carnosità dell'alga rende la pietanza ancora più sostanziosa e appagante.
      La banana negli impasti di torte e muffin dà morbidezza e umidità, e non senti il sapore di banana. Nella torta al cioccolato di Davina erano abbondanti, perché l'obiettivo era la consistenza fudgy, però usata singolarmente, in un impasto tipo questo, oppure questo, dà semplicemente sofficità.
      Sono sicura che se ti facessero mangiare una di queste cose, senza dirti che c'è la banana in mezzo, non te ne accorgeresti ;-)

      Elimina
  2. Ma non è che penso non mi piacerebbe, e non mi darebbe fastidio il sapore. Soltanto che non so spiegarmi perché ancora non abbia fatto dolci con la banana. Dai, non appena mi passa la pigrizia per lo spignattamento mi metto all'opera. ;);)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah OK, io l'avevo intesa diversamente, e cioè che pur piacendoti la banana, avresti delle remore ad usarla negli impasti. Invece si tratta solo di una casuale negligenza.
      Vabbé, presto o tardi proverai anche questo ;-)
      Ciao!

      Elimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...