sabato 18 giugno 2016

Focaccia 100%

Impossibile trovare un titolo diverso per questo post... in effetti, sarebbe un 100% a 360°: 100% semola, 100% idratazione, 100% bontà, come già rimarcava Silvia nel suo post che ha catalizzato la mia attenzione.
Le foto a corredo di questa ricetta sono le uniche tre che ho fatto, al volo e con l'unico scopo di inviarle a Silvia soltanto, per testimoniare la soddisfazione che avevo ricavato dalla sua ricetta.
Ho atteso a lungo prima di scrivere questo post perché volevo rifare questa focaccia almeno un'altra volta, per poter scattare ancora altre foto e, ovviamente, per riassaporare la focaccia stessa. Invece, ad un certo punto mi sono resa conto che il tempo passava e io la focaccia non mi decidevo ancora a rifarla :-(
E allora, siccome qui il rischio che corro è che questo post lo scriverò alle calende greche, lo faccio ora e pazienza se ci sono solo tre foto. Quando finalmente rifarò la focaccia 100% (perché la rifarò, potete giurarci che la rifarò), scatterò altre foto e le verrò ad aggiungere, anche se nel frattempo questo post sarà diventato storia.


  • 300 g di semola di saragolla bio a km 0 (o altro tipo di semola)
  • 300 g di acqua
  • 1,2 g di lievito di birra secco
  • 9 g di sale
Sciogliere il lievito in 270 g di acqua e buttarci dentro tutta la farina. Impastare con la frusta a K, all'inizio velocità minima, poi portare a 2,5 e far incordare. Ci si metterà circa 10-15 minuti.
Aggiungere gli altri 30 g di acqua a mezzo cucchiaino alla volta, facendo colare lungo la parete della ciotola, senza rallentare la velocità e senza mai far perdere la corda, sempre con la frusta a K, per ancora circa 10 minuti.
Mettere a lievitare in un recipiente leggermente unto d'olio, coperto con pellicola, nel forno con la lucina accesa, circa 3 ore.


Ungere generosamente (e quando dico generosamente, intendo GENEROSAMENTE) con olio evo una teglia da forno 30x20, scaravoltarci sopra l'impasto e con le mani, anch'esse unte di olio evo, allargare delicatamente l'impasto senza sgonfiarlo, senza accanirsi per farlo arrivare ai bordi, che tanto ci arriverà da solo.
Rimettere a lievitare nel forno con la lucina accesa, altre 3 ore circa.
Condire a piacere, io con olio evo (sì, ancora!), aglio in polvere, semi di sesamo e aghi di rosmarino.


Cuocere nel forno preriscaldato a 220° statico per 20-25 minuti, abbassando a 200° se colora troppo in fretta.
Un trionfo di sottile croccantezza, la crosticina esterna, e di scioglievole morbidezza, la mollica ben alveolata.
Pura e semplice bontà!

E voi, dove andrete in campeggio??? :-D

7 commenti:

  1. Oh è passato talmente tanto tempo che avevo dimenticato pure che l'avevi fatta. Vabbè che io oramai ho cambiato nome, ora sono Helmut (Alzheimer)!
    Lo sapevo che ti sarebbe piaciuta! Oh ma sai che anche io è un bel po' che non la faccio? :O
    Ah! Per le vacanze mi organizzerò come Garfield. E tu?

    Ho appena scoperto di non essere più tra i tuoi followers. Mah! Ovviamente ho rimediato. ;))

    :*

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    Risposte
    1. Io invece non me ne sono mai dimenticata. Primo, perché è impossibile dimenticarsi di una focaccia così buona. Secondo, perché comunque avevo la bozza pronta del post, già scritta da quel dì, in attesa semplicemente delle foto che non arrivavano. Ma arriveranno anche quelle, con un po' di pazienza ;-)
      Ancora grazie per la ricetta :-*

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  2. Adoro questa ricetta! Bravissima, proverò!!!
    unospicchiodimelone!

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  3. Ecco, la semola di saragolla mi mancava!!!!!
    Mi piacciono tantissimo queste tue versioni rivisitate con le farine di millemilatipi e darei un morso gigante a questa focaccia così focacciosa!
    Con il rosmarino sopra poi...
    Nun me ce fa pensa' va, che è meglio!!! :-DDDDDD

    Un baciottolo bello e l'augurio di una buona serata! :-*

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    1. Ciao EmmeTì! Non ho fatto una versione rivisitata, giuro! La saragolla è una semola di grano duro che uso sempre, in alternativa alla Senatore Cappelli, e l'ho anche menzionata più di una volta sul blog. Piuttosto che usare una semola anonima industriale, prediligo queste due che hanno una loro identità ben precisa, sono da agricoltura biologica e macinate al mulino che abbiamo a pochi km da qui.
      Mi sorprende davvero che tu non conosca la saragolla. E' un grano khorasan, lo stesso ceppo del kamut che invece è grano tenero, solo che non ci hanno montato attorno tutta l'operazione di marketing che ha reso celebre il kamut. E' un grano antico (non risalente agli egizi tuttavia, che pure quella è una grande favoletta per il popolo bue che ci crede!) che viene coltivato nel centro-sud dell'Italia, per cui è facile da trovare anche fuori dall'Abruzzo, sia come farina che come prodotto di trasformazione, come pasta o pane.
      Devi colmare assolutamente la lacuna, una persona come te, che ama impastare, non può non aver usato la saragolla almeno una volta nella vita!
      Ciao cara, buona giornata!

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