giovedì 1 ottobre 2015

Lemon Cheesecake

Non c'è niente da fare: la cheesecake è sempre la cheesecake! Anche quando c'è la canicola (io questa l'ho fatta a luglio, nei giorni di gran caldo, intorno al 20, ve lo ricordate???) con 37° fuori e 30° in casa, e serve la cottura in forno (perché a noi ci piace farci del male!), una cheesecake vale sempre il sacrificio... soprattutto se si ha l'aria condizionata, che sempre sia lodata lei e chi la inventò! :-D


Questa al limone poi, è particolarmente rinfrescante, e per questo ancora più gradita col caldo, soprattutto se la provenienza dei limoni è il giardino di un collega che, nel farmene regalo, ha tenuto a precisare che avevano visto solo la pioggia. Limoni meravigliosi, grossi e profumati che quasi sembravano cedri... una parte è diventata limoncedis, un'altra è stata trasformata in marmellata, e con gli ultimi spaiati, una cheesecake e qualche altra minuteria.


La fonte di questa ricetta è il sito di Lakeland, che non è esattamente un sito di cucina, quanto piuttosto un sito commerciale, inglese, che vende tutto per la casa, soprattutto per la cucina, e dove ogni tanto mi diverto a comprare cose più o meno utili che non troverei altrove, o magari le troverei pure, ma non mi va di cercarle. Cose come, ad esempio, il fantastico stampo che ho usato proprio per cuocere questa cheesecake: uno stampo di alluminio col fondo mobile, da loro chiamato Pushpan, e a tenuta stagna, per garantire la cottura a bagnomaria senza infiltrazioni d'acqua. Io ho preso quello quadrato che ho usato per fare questa cheesecake, e uno tondo classico.
Ci sta quindi, che un sito così abbia anche una sezione ricette, da realizzare, ovviamente, con le caccavelle che vendono loro! ;-)


Ho parlato dei limoni, ho parlato del sito dove ho preso la ricetta e lo stampo, ora voglio fare un'annotazione sull'ingrediente fondamentale della cheesecake: il creamcheese.
Chi mi conosce sa che, per la cheesecake, non transigo: la cheesecake deve avere un gusto leggermente acidulo, perché questo è il sapore che avevano le cheesecake che mangiavo da bambina in America, ed è il sapore che mi porto dietro nel mio forziere dei ricordi. Perciò, per me non esiste che la cheesecake si faccia con la robiola, col mascarpone o, peggio, con la ricotta (tranne che se la ricetta ne richiede una minima quantità in rapporto al totale, come nel caso di questa lemon cheesecake che impiega anche il mascarpone in ragione di poco più di 1/4 sul peso totale del formaggio, o di quest'altra in cui c'è una minima parte di ricotta).
Per soddisfare il requisito gusto, dunque, non ho mai trovato altra soluzione se non usare il Philadelphia che, e lo dico a gran voce, non mi entusiasma affatto. Non mi convince perché è un prodotto industriale di una multinazionale alimentare, ma soprattutto non mi convince che si possa definire fresco un formaggio che ha scadenza 6 mesi. Mi sembra un'assoluta contraddizione in termini. Tuttavia, in mancanza di alternative, e solo per la cheesecake, mi sono sempre turata il naso e andavo giù di Philadelphia. Come si suol dire, il fine giustifica i mezzi.
Fino a ieri.


Già, perché finalmente l'alternativa l'ho trovata, e ne sono soddisfatta e compiaciuta. Signore e Signori, vi annuncio formalmente che la vera cheesecake, col vero sapore di cheesecake, si può fare anche col quark! E il quark è un formaggio vero (e non è ricotta, come erroneamente pensa qualcuno), di origine tetesko-österreichisch :-P, è fresco sul serio (non scade dopo 6 mesi, ma molto prima) e si può trovare biologico, come quello che compro io all'Emporio Primo Vere. Veramente mi dicono che si può anche fare in casa. Io non ci ho mai provato, ma potrei incuriosirmi ;-)
Bene, e dopo questa corposa introduzione, vogliamo vederla insieme questa ricetta, allora?


Base:
  • 175 g di biscotti digestive
  • 75 g di burro bio non salato
  • la scorza grattugiata di un limone bio (non presente nell'originale)
 Filling:
  • 250 g di mascarpone bio
  • 600 g di quark bio (in mancanza, Philadelphia semplice)
  • 150 g di zucchero fino
  • 3 uova intere e 3 tuorli, tutti bio
  • scorza grattugiata di un limone bio
  • 3 cucchiai di succo dello stesso limone bio di sopra :-)
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia

Metodo:
come sempre, fondere il burro e ridurre in briciole fini i biscotti. Versare il burro fuso nella farina di biscotti, aggiungere la scorza grattugiata del limone, amalgamare bene e versare nello stampo, pressando bene col dorso di un cucchiaio, per fare la base della cheesecake.
Far riposare in frigo intanto che si prepara filling, e accendere il forno a 170° statico.
Nella ciotola dell'impastatrice, con la frusta a K, mescolare a velocità minima (non deve incorporare aria, altrimenti in cottura si formeranno le crepe in superficie!) i due formaggi con lo zucchero. Aggiungere le uova e i tuorli, uno alla volta e sempre dopo che il precedente sia stato completamente assorbito. Incorporare quindi il succo e la scorza di limone e l'essenza di vaniglia.


Versare il composto nello stampo con la base di biscotto, quindi inserire questo stampo in un altro più grosso e riempire quest'ultimo con acqua, fino a circa due dita dal bordo dello stampo della cheesecake. Lo ripeto per chi non avesse letto le mie precedenti ricette di cheesecake: la cottura a bagnomaria, oltre a far rimanere umido il dolce, è un altro espediente per non far formare le crepe in superficie.
Infornare nel forno preriscaldato e far cuocere per 50-60 minuti. La cheesecake è pronta quando apparirà soda intorno ai bordi e leggermente tremolante al centro.
Togliere dal bagnomaria e far stiepidire per un'ora nel forno col portello leggermente socchiuso. Quindi far finire di raffreddare su una griglia e quando è completamente fredda, tenere alcune ore in frigo, ancora meglio tutta la notte.


Togliere dallo stampo poco prima di servire e guarnire con zeste di limone, o con altro a piacere.
Fresca deliziosa bontà!

Il seguito della striscia precedente


    9 commenti:

    1. Utile e bellissima questa ricetta. Il quark l'ho conosciuto in Germania, vero è acidulo, l'ideale per il cheesecake, ma qui in Italia l'ho cercato e non l'ho mai trovato ... come pure il latticello. Sono prodotti che non sono nella nostra arte culinaria e spesso dobbiamo arrangiarci e sostituire questi prodotti o farceli in casa.

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      1. Ciao Jo, sono molto felice che questa ricetta ti piaccia :-)
        Quark e latticello, hai provato a cercarli nei negozi specializzati in prodotti biologici? Io li trovo lì, il quark praticamente tutte le settimane, sia semplice che alle erbe, evidentemente perché è un prodotto con un bello smercio. Il latticello solo su ordinazione, anche se questo me lo faccio da me spesso e volentieri... un surrogato, per la verità. Ne parlerò tra un paio di post, credo ;-)

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      2. No, non ho mai provato nei negozi per prodotti biologici, grazie per la dritta cercherò. Il latticello ho provato a ricavarlo dal residuo del burro fatto in casa ... ma non so se è la stessa cosa, forse manca la fermentazione.

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      3. Sì Jo, prova. Il mio è un negozio bio-equosolidale, e lo propone proprio come alternativa biologica al Philadelphia che, ovviamente, non vende.
        Il latticello, per quanto ne so, si fa proprio come fai tu. Io qualche volta lo faccio così, ma siccome non posso fare il burro ogni volta che mi serve il latticello, ho trovato un sistema per fare un surrogato con... no, nessuna anticipazione ;-) ne parlerò in un post che è già pronto e sarà online l'11 ottobre.
        Ciao!

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    2. Vabbè 'sto commento gira a metà su questo post dall'altro giorno quando ti ho scritto nel precedente.
      Formaggio
      appena ho letto le tue considerazioni sul formaggio definito fresco ma con scadenza lunga e soprattutto come lo descrivevi in base ai tuoi ricordi, ho pensato subito al quark! E che scopro continuando la lettura? Che avevi messo proprio quello! Sto facendo una dieta in cui c'è molto uso di quark, probabilmente se non fosse stato per questa occasione magari non mi sarebbe balzato subito alla mente come invece ho fatto ora.
      Interessante cheese cake e relativo stampo.
      I nostri Amici tutti bene?

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      1. Io invece il quark lo conosco da sempre, da quando studiavo tedesco all'università, e la professoressa ce ne parlava. E poi i viaggi in Germania e Austria, dove l'ho pure mangiato, e qualche volta anche in Alto Adige. Però la lampadina mi si è accesa solo quando, al negozio, ho trovato scritto vicino alle confezioni alternativa biologica al Philadelphia. Evvabbé, meglio tardi che mai ;-)
        Gli a-mici stanno benone, grazie. Minnie, un po' vecchiettina, appare sempre più stanca e lenta e insofferente, ma di salute, finora, per fortuna tutto OK :-) E i tuoi?

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    3. Ciao, ora che ho comprato lo stampo, proverò a cuocerla a bagnomaria...cercherò il quark, se non lo trovassi potrei provare ad usare un formaggio prodotto dal kefir secondo te?? Grazie!! Baci

      Simo

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      1. Non ho mai mangiato formaggi prodotti dal kefir, non ti saprei dire. Se ha un gusto leggermente acidulo, può andar bene, altrimenti farai una simil-cheesecake che non sarà meno buona ;-)
        Hai preso lo stampo uguale al mio, quadrato 20 cm di lato?

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      2. Oppure, se riesci a trovare il latte crudo, il quark te lo puoi autoprodurre! Jé Allen spiega come si fa su CIS. Altrimenti puoi provare col labneh... ecco, sì! Io, se non riuscissi a trovare il quark, la cheesecake la farei proprio col labneh, si fa con facilità, in poco tempo e non richiede niente di strano o introvabile... pensaci!
        Baci! :-*

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