giovedì 9 luglio 2015

Ciambellone all'acqua senz'acqua, di Cavoletto di Bruxelles

Questo ciambellone l'ho fatto verso metà maggio, proprio sul fil di lana con le ultime arance bio della stagione (che poi, nella grande distribuzione si trovano lo stesso anche d'estate, solo che sono d'importazione). E' una ricetta che avevo visto sul blog di Cavoletto di Bruxelles sin dai tempi in cui era stata pubblicata, a giugno 2014, e che da allora mi ero ripromessa di fare con l'arrivo della stagione fredda e il ritorno degli agrumi. Rimanda oggi, rimanda domani, ho rischiato che per quest'anno saltasse. Sono felice di avercela fatta, perché è un ciambellone che merita assolutamente di essere provato, gustato, e poi rifatto di nuovo, e ancora, e ancora...


Si tratta di una rivisitazione molto personale del famoso ciambellone all'acqua (il ciambellone più soffice del mondo) di Ady Melles, da sempre il suo cavallo di battaglia, la ricetta di famiglia che l'ha resa famosa nel mondo dei foodblogger e non solo. Cavoletto attribuisce la maternità di questo ciambellone a Anna Moroni, avendoglielo visto fare in occasione di una sua partecipazione come ospite alla Prova del Cuoco. Ignorava completamente che si trattasse di una ricetta di Adelaide Melles, finché qualcuno dei commentatori al suo blog non gliel'ha fatto notare.


Purtroppo, il plagio di ricette, rifatte a man bassa spacciandole per proprie, continua a essere una pratica diffusa e molto scorretta, che dimostra una grande mancanza di onestà intellettuale, specie se a compierla è un noto (e per me, insopportabile) personaggio televisivo.
Ma vabbé, per me questa è e resterà per sempre la ricetta di Ady Melles, rielaborata da Cavoletto di Bruxelles e riprodotta da me per proporla a chi ancora non la conosce :-)


E' un ciambellone completamente privo di lattosio, molto leggero, che io ho voluto rendere ancora più salutare usando una farina di grano antico semintegrale e zucchero di canna.

  • 3 uova bio
  • 200 g di zucchero chiaro di canna bioequosolidale
  • 120 ml di spremuta d'arancia bio
  • 130 ml di olio evo delicato bio a km 0
  • 10 ml di acqua di fiori d'arancio
  • 150 g di farina di solina tipo 1 bio a km 0
  • 100 g di farina di mandorle
  • 15 g (una bustina) di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di un'arancia oppure un cucchiaino colmo di pasta d'arance
  • 1 cucchiaino raso di cannella in polvere

Preriscaldare il forno a 180° ventilato.
Nella ciotola della planetaria, con la frusta a K, battere a spuma le uova intere con lo zucchero. Abbassare la velocità a medio-bassa e aggiungere a filo prima l'olio, poi il succo d'arancia e infine l'acqua di fiori d'arancio.
Nel frattempo, mescolare insieme la farina di solina (o altra farina non raffinata), quella di mandorle e il lievito. Una volta che i liquidi sono stati tutti ben incorporati, abbassare ancora la velocità quasi al minimo e aggiungere le farine un cucchiaio alla volta, fino ad esaurimento, quindi anche la scorza o pasta d'arancia e la cannella.


Raschiare le pareti della ciotola per incorporare gli ingredienti rimasti fuori e battere ancora, a velocità medio-alta per rendere l'impasto soffice e spumoso.
Versare in uno stampo da ciambellone di silicone, oppure in uno stampo tradizionale precedentemente unto e infarinato.
Infornare e lasciar cuocere per circa 45 minuti, eventualmente abbassando la temperatura se dovesse colorire troppo in fretta. In ogni caso, fare sempre la prova stecchino per testare la cottura.


Sformare su una griglia e far raffreddare completamente prima di servire.

Non c'è pace per chi ha un gatto. Guardare la televisione? Provateci, se ci riuscite!


    4 commenti:

    1. famoso ciambellone,soffice e profumato,brava e grazie

      RispondiElimina
    2. Ne ho sempre sentito parlare ma mai fatto, devo rimediare!
      La su citata "simpaticona" non la passo né vedere e né sentire figurati!
      Guardare la tv? So, so. :[

      RispondiElimina
      Risposte
      1. Ti dirò, finché ne sentivo parlare come ciambellone all'acqua o ciambellone più soffice del mondo, non mi è mai venuta la fantasia di provare a farlo. Pensavo che okay, sarà pure il più soffice del mondo, ma sempre un ciambellone è, con tutto il rispetto per la ricetta di famiglia tramandata di madre in figlia.
        Poi, questa rielaborazione di Cavoletto di Bruxelles mi ha fatto scattare la molla... ecco, questo non è il solito ciambellone, e vale davvero la pena provare a farlo, che poi di sicuro torna anche la voglia di rifarlo ;-)
        Sul personaggio in questione, io soprattutto non la posso sentire... detesto la sua voce chioccia e tutti i tesoro e amore con cui infarcisce i suoi discorsi. Raramente mi è capitato di vedere quella trasmissione televisiva perché la situazione me lo imponeva, ma era una sofferenza indescrivibile... vabbé.
        Ciao!

        Elimina

    LinkWithin

    Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...