domenica 14 giugno 2015

Anzac biscuits

Australian (and)
New
Zealand
Army
Corps


E mò che c'azzecca l'esercito dell'Australia e della Nuova Zelanda coi biscotti???
Eheh... c'entra, c'entra!!!
C'è tutta una storia dietro a questi biscotti, anzi due... una più romantica, un'altra più pratica.
Secondo quella più romantica, questi biscotti sarebbero nati per poter rifornire le truppe australiane e neozelandesi, impegnate nell'invasione di Gallipoli, in Turchia (non in Puglia!!!) durante la 1a Guerra Mondiale, di dolcetti di casa fatti con ingredienti che non deperissero facilmente. Da qui l'assenza di uova e l'uso del golden syrup come ingrediente aggregante.
Secondo la versione più pratica, questi biscotti venivano fatti in patria per le raccolte di beneficenza, per tirare su fondi con cui mantenere le truppe in combattimento. Personalmente, trovo molto più credibile questa seconda versione dei fatti.
Tutta la storia raccontata in maniera meno sintetica può essere letta qui The history of the Anzac biscuit.


Ora, la seconda domanda: ma come diavolo faccio io a conoscere questi biscotti???
Ecco, avevo già menzionato in passato, di avere un cugino che è chef professionale. Bene, da oltre un anno sta lavorando in Australia, a Melbourne, e quando è tornato in Italia lo scorso dicembre per le festività natalizie, ha preparato questi biscotti da regalare alle donne della sua famiglia, nonché alle amiche... eccoli


Quindi, in effetti, è da Natale che mi sono ripromessa di rifarli, e quando ho visto passare su internet quelli di Jamie Oliver, con l'invito a farli per il 25 aprile, in occasione del centenario dell'invasione di Gallipoli, mi sono decisa. Io li ho fatti il 26, però! :-D
Qui si può trovare la ricetta di Jamie Oliver. 
Prima di passare a illustrare la ricetta, un'ultimissima curiosità su questi deliziosi aussie cookies: per l'estrema semplicità di esecuzione, sono considerati l'ABC dei dolci fatti in casa, la prima ricetta con cui si cimentano i cuochi in erba di quella parte dell'emisfero australe. Diciamo che, sotto questo aspetto, sono un po' il corrispondente austaliano del nostro ciambellone!
E dunque, volete provare a farli insieme a me?


Per 13 biscotti (la ricetta dice 16, si vede che i miei sono più grossi)
  • 100 g di burro non salato (di centrifuga, biologico)
  • 2 cucchiai di golden syrup (*)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 120 g di farina debole (io solina bio tipo 1)
  • 80 g di fiocchi d'avena bio
  • 100 g di zucchero chiaro di canna (io muscovado, non avevo quello chiaro)
  • 80 g di farina di cocco disidratato bio
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • scorza grattugiata di un'arancia bio (io 1 cucchiaino colmo di pasta d'arancia)
(*) Il golden syrup è uno sciroppo di zucchero di canna parzialmente invertito, molto comune in Gran Bretagna, ma non altrettanto diffuso qui da noi. Ho letto da qualche parte che si può fare anche in casa, ma io non ho mai provato. Ne uso talmente poco (questa è la seconda volta, la prima fu per questo dolce) che una bottiglietta mi dura un sacco di tempo.


Procedimento
Foderare due leccarde con un foglio di cartaforno e accendere il forno a 180° ventilato.
Fondere il burro e diluirvi il golden syrup. Sciogliere il bicarbonato con 3 cucchiai di acqua bollente e aggiungere alla mistura di burro e golden syrup. Mescolare bene e tenere da parte.


In una ciotola capiente, miscelare insieme la farina, i fiocchi d'avena, la farina di cocco e lo zucchero. Fare una cavità al centro e versarci la mistura di burro, golden syrup e bicarbonato. Aggiungere anche l'essenza e la scorza d'arancia, con un cucchiaio dare una rimescolata ai liquidi e piano piano iniziare a incorporare gli ingredienti asciutti. Amalgamare bene il tutto fino a creare un impasto consistente e alquanto appiccicoso.
Fare dei mucchietti d'impasto sulle teglie, se ci si aiuta con un dosatore da gelato verranno più regolari, tenendoli a circa 3 cm di distanza l'uno dall'altro, perché col calore si spanderanno.


Infornare e far cuocere 10-15 minuti, comunque finché non siano dorati, eventualmente invertando la leccarda superiore con quella inferiore verso metà cottura.
Far stiepidire finché i biscotti non raggiungano la solidità necessaria a rimuoverli dalle teglie senza danneggiarli, quindi farli raffreddare completamente su una griglia.
Possono essere crunchy oppure chewy, dipende... quelli che fece mio cugino erano piuttosto crunchy, i miei sono più chewy, credo per via dello zucchero muscovado che tende a essere più plastico di quello di canna chiaro.


Comunque, chewy o crunchy, sono mostruosamente buoni, tutto l'anno e non solo il 25 aprile, e migliorano giorno dopo giorno, conservandoli in una scatola di latta.

Dei gatti, e il loro rapporto con le scatole...

4 commenti:

  1. qualunque sia la vera storia, son buoni assai! e semplici,quindi niente scuse per non farli, salvo la dieta, ma chi se ne frega :-D buona domenica e grazie per la ricetta

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    Risposte
    1. Ciao Sonia, scusami, leggo solo ora... visto il giorno, a questo punto ricambio la tua buona domenica con buona settimana, o almeno quel che ne resta! ;-)
      Ciao!

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  2. Ancora non è arrivata la mia socia malata di biscottite? Che riesca a farli prima io? ;)

    A proposito di gatti e scatole. ;)

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    Risposte
    1. Socia malata di biscottite? EmmeTì dici? No, veramente è un po' che non c'incrociamo né qui, né da voi, né altrove.
      I gatti... chettelodicoaffà??? :-D

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