sabato 27 settembre 2014

La fecazze. Fecazze? Sì, la fecazze, altrimenti detta focaccia barese

PROLOGO

Scambio email del mattino. Il grassetto sono io, il corsivo è lei... l'unica, inimitabile, instancabile regina del Salento, la mitica Tamara@, special guest star di questo post!

Buongiorno! Sto facendo la fecazze... no, così,  per dire ;-)
 
Uh ma che bella sorpresa stamattina! ma che bella bella bella! ... poi dimmi come è venuta la fecazze! ricordati di coprirla con un telo quando "la esci" dal forno, sennò rimane troppo croccante.

Me lo ricordo di sicuro, è la parte che mi ha colpito di più!  :-D

Il seguito, la sera, dopo aver mandato la foto della fecazze appena sfornata.

Che bella! ci hai messo anche i capperi! capperi che bella idea!

No, non sono capperi, sono le foglioline di origano fresco, intere.
Senti ma... non si sforma? Con tutto quell'olio pensavo sarebbe scivolato fuori dalla tortiera, invece ho dovuto lasciarcela, il fondo non si stacca, grrrrr...


Hahahahaha pensa te, e dire che mi sono pure messa gli occhiali per guardare la foto! e si dovrebbe sformare sì

La mia sta comoda dove sta.
"Esci da lì, zoccola barese!"
"No, vafangul!"
Vabbé, la tirerò fuori a pezzi... È venuta altissima, nonostante la tortiera fosse la più grande che ho. Prossima volta metto in 2 stampi più piccoli o faccio mezza dose. Comunque è buonerrima, grazie!


Hahahahaha proprio una grandissima zoccola! Se è tanto alta farciscila in mezzo, però sì, la prossima o fai mezza dose o ne fai due, perché anche bassa la devi assaggiare!

Sì,  l'ho farcita infatti. Non con mortadella e provola che non li avevo, ma con bacon e brie, che non sarà la morte sua, ma fa tanto cosmopolita... senti come suona bene: fecazze bacon e brie. Pare quasi la voce di un menù degli spuntini di mezzanotte su una nave da crociera!

Hahahahaha la devo assolutamente provare! mi devo raffinare e bacon e brie mi fa alzare il mignolino già solo a pronunciarlo ;-) 


No, vabbé... dopo una conversazione così demenziale, non può non assalirvi la voglia di fare la focaccia barese, o focaccia pugliese, o pizza barese, o fecazze (che, mi dicono, si pronuncia  fcazz, anche se io, per ovvi motivi, preferisco scrivere fcats, ;-P ), ma solo come la fa Tam, che è da sturbo feroce, e non aggiungo altro.


Anzi, sì. Che la vogliate farcire, oppure no, mangiare una bella focaccia barese, unta e bisunta, è sempre un'esperienza esaltante. E quando mordete anche l'oliva, o il pomodorino abbrustolito, le papille gustative iniziano a turbinare e nella testa vi esplode un caleidoscopio di colori, e nelle orecchie le note travolgenti della Cavalcata delle Valchirie...
Allora, la vogliamo fare questa fecazze? anzi fcats, anzi fcazz? (e mò sono fcazz vostre!!! ;-) )


IL FATTACCIO

Per l'impasto della focaccia
  • 500 g di semola rimacinata (io metà durum, metà Senatore Cappelli, entrambi da agricoltura biologica)
  • 400 g di acqua
  • 1 patata media cotta al vapore (180 g cruda, 140 g cotta e sbucciata)
  • 80 g di LNL rinfrescato e al picco dell'attività fermentativa (o 5 g di lievito di birra)
  • 4-5 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaio di sale
  • 1 cucchiaino di malto d'orzo
  • 4-5 cucchiai di olio evo per ungere la teglia
Per condire
  • 10-12 pomodorini ciliegino
  • 10-12 olive verdi snocciolate (Tamara consiglia le baresane che io non ho trovato, le ho sostituire con le Nocellara Etnea, sempre snocciolate)
  • 1 giro d'olio evo e un paio di cucchiai di acqua
  • tanto origano, io l'ho usato fresco, ma ovviamente va bene secco
  • sale
Nella ciotola dell'impastatrice, sciogliere il lievito, naturale o di birra, in metà acqua con metà semola e la patata schiacciata bene bene e cominciare a mescolare con la frusta a foglia. Aggiungere gradatamente il resto della semola e dell'acqua, tenendo da parte un poco dell'una e dell'altra.
Unire l'olio e continuare a mescolare, e quando è stato ben assorbito dalla massa, finire di aggiungere il resto della semola e dell'acqua.
Sostituire la foglia col gancio e portare a incordatura. E' a questo punto che io ho aggiunto il sale, senza idratarlo come dice di fare Tam (la cosa mi era sfuggita), ma non credo sia rilevante ai fini del risultato finale.
Il mio impasto si è incordato in circa 15-20 minuti, a velocità medio-alta, tuttavia si presenterà liscio, morbido e appiccicoso.
Mentre l'impastatrice lavora, ungere bene il fondo e i bordi della teglia con gli altri 4-5 cucchiai di olio. La mia era una teglia di alluminio di circa 25 cm di diametro. Se si preferisce una focaccia più bassa, usarne una più grande, direi non meno di 30 cm, oppure suddividere l'impasto in due teglie. 
Quando l'impasto è pronto, versarlo nella teglia unta, quindi pucciare le dita di entrambe le mani sempre nell'olio e stendere bene l'impasto, facendo in modo che l'olio della teglia strabordi anche sulla focaccia. Insomma, deve avere l'aspetto untissimo. Anzi, deppiù!


Mettere a lievitare al riparo da correnti d'aria. Io ci ho steso sopra della pellicola alimentare, e quindi l'ho avvolta in un canovaccio, e messa nel forno alla minima temperatura.
A questo punto, prepariamo il condimento. Lavare i pomodorini e togliere gli eventuali picciòli, tagliarli a metà a metterli in una ciotola con le olive, una bella spolverata di origano, sale, un giro d'olio e un paio di cucchiai d'acqua. Mescolare bene e mettere a riposare in frigo, perché il tutto s'insaporisca bene.


Quando la focaccia si presenta bella gonfia e lievitata (a me sono occorse circa 4-5 ore), riprenderla e distribuire con un certo ordine i pomodorini e le olive, e tenere da parte il liquido, eventualmente filtrandolo dai semini (onestamente, io questo non l'ho fatto).


Far riposare ancora la focaccia per un'altra mezz'oretta e, nel frattempo, accendere il forno alla massima temperatura, con la ventilazione, e poggiare la griglia sul fondo.
Trascorsa la mezz'ora, riprendere ancora la teglia con la focaccia e... qui Tam dice di dare una lieve sonata coi polpastrelli delle dita. Io ci ho provato, ma ci ho subito rinunciato, perché l'impasto si presentava morbidissimo e mi si stava appiccicando alle dita, e inoltre, stavo facendo affondare pomodorini e olive. Quindi ho semplicemente irrorato col liquido di vegetazione e cosparso abbondantemente con l'origano. E no, non gli ho dato un altro giro d'olio (e quand'è troppo, è troppo! ;-P ). Però ho distribuito qualche grano di sale grosso, non troppo però.


Quando il forno è giunto a temperatura, ho infornato poggiando sulla griglia sul fondo per circa 15 minuti (perché era alta, altrimenti anche 10 possono essere sufficienti), quindi ho innalzato la griglia in posizione centrale e ho lasciato cuocere ancora per altri 15-20 minuti, ponendo un pentolino d'acqua calda sul fondo del forno.
Ad un certo punto, ho tolto la ventilazione perché la superficie della focaccia si era già fin troppo abbrustolita.
A cottura ultimata, si tira fuori dal forno e si copre subito con un canovaccio inumidito e ben strizzato. Questa è la parte che Tam mi raccomandava di non trascurare: serve a far ammorbidire la superficie che si è biscottata con la cottura. Lasciar intiepidire/raffreddare così.


EPILOGO

E quest'è facile: mangiare, avendo la massima cura di ungersi bene mani e muso, altrimenti che minkia ce l'avete messo a fare tutto quell'olio?!?!?!


CREDITS

Grazie Tam, una ricetta preziosa, da custodire gelosamente e rifare, anche nella versione più bassa ;-)
Ehi Tam, ma tu la conosci la storia di Simon's Cat? sì, insomma... com'è che sono nati il personaggio e i suoi cartoni?

mercoledì 24 settembre 2014

(Almost) Breaking News: 65, e non dimostrarli

Ieri, 23 settembre, è stato il compleanno del Boss. Mi spiace non essere riuscita a postare nulla il giorno stesso, ma comunque non voglio far passare l'evento sotto silenzio, anche perché sono ben 65, anche se non sembrano affatto. Anzi, come un grande vino di qualità, direi che il caro Bruce migliora ogni anno che passa.
Bruce Springsteen è la prova vivente che la Natura, quando vuole, sa essere generosa coi suoi figli: lo è stata con lui, che da figlio di immigrati proletari, è diventato una figura cult dell'universo musicale, e lo è stata con noi fans, che lo consideriamo un dono.

65 reasons to love Bruce Springsteen at 65 

Happy birthday Boss... they're fuckin' 65, but you're lookin' swell!


Italiaglobale
Huffington Post
NJ.com
USAToday 
Time



(foto prese da internet, qua e là)

martedì 23 settembre 2014

Fiori di zucchina al gratin

    "Quali sono i tuoi fiori preferiti?"
    "Che fiori ti piacciono di più?"


    Quante volte ci siamo sentiti porre queste domande? Quante volte, quando sognavamo sulle nostre cotte adolescenziali, speravamo che il ragazzino carino del penultimo banco ce lo chiedesse lui, in modo da regalarceli per il nostro compleanno? (ahò! ma l'avesse fatto mai anche solo uno di quelli che mi sono piaciuti, 'tacci loro!!! :-/ )
    Certo, se a farmi la domanda allora fosse stato davvero il ragazzino per cui avevo la cotta, non gli avrei mai risposto quel che risponderei adesso: "i fiori di zucchina... con acciuga e mozzarella... pastellati e fritti... ma anche al gratin!" ;-D Bé, che volete? il romanticismo adolescenziale se n'è volato altrove, insieme a quegli anni belli e spensierati. Oggi tendo ad essere più pragmatica e concreta... che fiori ti piacciono?
    Quelli che sono seccati nel vaso fuori al terrazzo e stanno imbrattando il pavimento di petali e foglie gialle... renditi utile, e và a ramazzà, và!
    Ecco, verosimilmente potrebbe essere questa, oggi, una conversazione tra me e un ipotetico ex-ragazzino del cuore.
    Ma vabbé, lasciando da parte nostalgie del passato e pH del presente, non trovate anche voi che i fiori di zucchina siano molto belli? Guardateli, che meraviglia, appena colti e consegnati con la cassetta delle verdure biologiche


    Peccato che non rimangano aperti a lungo, perché sarebbero davvero molto ornamentali, e potrebbero avere anche una funzione estetica, oltre che di conforto al palato.
    Certo che poi, la prima cosa per cui viene in mente di usarli è proprio per farli pastellati e fritti ma, come ormai è noto anche ai sassi, io non friggo :-( Allora ho pensato a questa alternativa che, per certi versi, ricalca la preparazione dei fiori da friggere, come per l'imbottitura a base di acciuga e mozzarella - di bufala in questo caso - però alla fine si cuociono nel forno, con una panatura leggera che conferisce una lieve croccantezza.


    No, non vi dirò mai che sono uguali a quelli fritti, perché direi una falsità. Ma non è falso dire che sono altrettanto buoni e saporiti, per cui, se anche voi avete qualche remora nei confronti della frittura, o se volete provare qualcosa di diverso, questi fiori potrebbero essere la risposta ;-)


    • fiori di zucchina
    • mozzarella di bufala
    • acciughe sotto sale
    • pomodorini ciliegino
    • pangrattato
    • olio evo, sale, pepe nero al mulinello
    Non dò dosi perché, ovviamente, il tutto dipende dal numero di fiori che si hanno e da quanto sono grandi, perciò conviene regolarsi man mano che si preparano.


    Togliere lo stelo ai fiori, sciacquarli delicatamente e farli scolare bene. 
    Tagliare i pomodorini ciliegino in pezzettini davvero minuscoli e mescolarli a una cucchiaiata di pangrattato condito con un po' di olio evo, sale e pepe.
    Aprire i fiori molto delicatamente e, in ognuno, porre un pezzettino di acciuga dissalata e deliscata, un pezzettino di mozzarella e  poco pangrattato, avendo l'accortezza di farci stare anche un pezzettino di pomodoro.
    In un piatto mettere dell'altro pangrattato (non condito questo!) e passarci i fiori uno a uno, rigirandoli per farli avviluppare bene.


    Adagiare i fiori su una pirofila da forno leggermente unta, irrorarli ancora con un filino d'olio e infornare nel forno preriscaldato ventilato a 180° per 15 minuti più qualche minuto di grill, se necessario per dare colore (qualcuno dei miei si è colorato pure troppo! :-D ).
    Fatto! Gustatevi i vostri fiori imbottiti, impanati e gratinati, pensando che, solo poche ore prima, facevano bella mostra di tutto il loro splendore, sbocciati in un bicchiere nella vostra cucina! ;-)

    Tunnel of Love. Non mi ricordo più se questa canzone l'ho già condivisa, ma comunque, se l'ho fatto, sicuramente non con questo video, girato nel casinò abbandonato di Asbury's South End. Ecco... ma non potrebbe chiedermelo lui quali sono i miei fiori preferiti? No, non gli risponderei "i fiori di zucchina... con acciuga e mozzarella... pastellati e fritti... ma anche al gratin!" ;-P


    venerdì 19 settembre 2014

    Cucinare con l'Acticook: fagiolini e patate al pomodoro

      Fagiolini e patate preparati così sono da sempre il mio modo preferito, e infatti quest'anno li ho fatti spesso. Adoro il profumo e il sapore del pomodoro col basilico, il modo in cui si fondono con la freschezza dei fagiolini e la pastosità delle patate.


      Ottimi come contorno, in quantità maggiore possono diventare pure un primo molto estivo e leggero, anche perché si possono preparare in anticipo e gustare sia caldi, che tiepidi, che freddi a temperatura ambiente.
      Facili e veloci, una bella alternativa ai soliti contorni, o quando non si sa su cos'altro ripiegare.

      Per un paio di contorni:
      • 200 g di fagiolini
      • 200 g di patate novelle
      • 200 g di passata di pomodoro
      • uno spruzzo di vino bianco
      • 1 pezzetto di cipolla
      • 1 spicchio d'aglio
      • 1 ciuffetto di basilico
      • olio evo, sale, pepe

      Ovviamente, gli ortaggi sono tutti da agricoltura biologica e a km 0. Spuntare e lavare i fagiolini. Sbucciare le patate e, se sono troppo grandi, tagliarle a tocchi.
      Mettere sia gli uni che gli altri nel cestello vitamine dell'Acticook, le patate sotto e i fagiolini sopra. Versare 2 ecodosi di acqua nella pentola Acticook, posizionarci il cestello coi fagiolini e le patate, chiudere la pentola con la leva sulla posizione "verdure" e impostare il timer su 5 minuti.
      Far cuocere e, a cottura ultimata, far sfiatare gradualmente il vapore, aprire completamente il coperchio e tirare fuori il cestello con gli ortaggi cotti.
      Asciugare la pentola, versarvi l'olio e farvi rosolare la cipolla e l'aglio tritati finemente. Aggiungere la passata di pomodoro e mescolare, la spruzzata di vino e mescolare ancora. Concedere qualche minuto per far svaporare l'alcool, quindi salare e pepare e far sobbolire per pochi minuti in modo da far restringere.


      Aggiungere i fagiolini e le patate, mescolare bene e lasciare ancora qualche minuto sul fuoco per far amalgamare i sapori.
      A fiamma spenta, aggiungere le foglie di basilico e dare un'ultima mescolata prima di servire.
      Ovviamente, se non si è in possesso dell'Acticook, tutto questo si potrà fare usando mezzi e metodi tradizionali ;-)

      Oggi due foto di MicioAlex, che dimostrano in modo incontrovertibile la sua amicizia con It, e il fatto che passi molto tempo a parlarci attraverso lo scarico del lavandino... Aaaaleeeeeeex! ho un palloncino rosso per teeeeeee!!! :-D


        lunedì 15 settembre 2014

        Linguine risottate... allo scoglio? ... facciamo "scoglietto", và ;-)

        Il tutto è nato davanti al banco del pesce fresco, dov'ero andata per comprare solo le vongole per una spaghettata. Poi vedo i calamari e mi domando "perché solo le vongole? due calamari non ci stanno bene pure?". E poi però vedo anche le mazzancolle, delle mazzancolle fresche e gigantesche, provenienti dal mare Adriatico, quindi niente roba che arriva non si sa da dove, decongelata oppure precotta... e penso "ma perché, pure due mazzancolle ti fanno schifo?"
        Insomma, a quel punto mi sono imposta di guardare altrove perché sennò saccheggiavo il banco del pesce. Mi sono accontentata di questo misto, che non sarà esattamente un misto scoglio, ma sicuramente si avvicina ad un misto scoglietto ;-P
        Io poi, nei sughi di pesce generalmente ci metto, quando disponibile, poco peperone verde dolce e poco pomodoro fresco, ma poco, giusto per tingere un po' di rosato. E un filino appena appena di piccantino, che non guasta mai... signore e signori, le mie linguine risottate allo scoglietto!


        Per 4:
        • 320 g di linguine
        • 500 g di vongole da sgusciare (nel mio caso, lupini dell'Adriatico)
        • 2 calamaretti
        • 300 g di mazzancolle fresche (le mie erano una decina, ma erano molto grandi)
        • 8 pomodorini datterino
        • poco peperone verde dolce (io ho usato mezzo friggitello piccolo)
        • 1 spicchio d'aglio
        • peperoncino q.b. (io 1 piri piri)
        • olio evo
        • uno spruzzo di vino bianco
        • prezzemolo
        Far spurgare le vongole almeno per una nottata. Scolarle, sciacquarle, quindi metterle in una pentola incoperchiata sul fornello a fiamma viva, finché non si siano aperte tutte. Privarle del guscio, tranne che a una ventina per la scenografia. Filtrare l'acqua rilasciata e tenerla da parte.
        Pulire i calamari (chissà perché, ogni volta che pulisco i calamari penso a costei ;-P ) e tagliarli ad anelli.


        Togliere teste e carapace alle mazzancolle, lasciandone 4 col carapace (e anche con la testa, se volete) per la scenografia.
        Affettare sottilmente l'aglio e tagliare il peperone a pezzettini. Sbriciolare il peperoncino. Lavare, asciugare e togliere gli steli al prezzemolo. Far rosolare il tutto in una casseruola con l'olio evo e poi sfumare col vino.
        Mettere i pomodorini tagliati in quarti e l'acqua delle vongole. Far sobbollire qualche minuto, quindi aggiungere i calamari. Far sobbollire qualche minuto, quindi aggiungere le mazzancolle. Far sobbollire qualche minuto, quindi aggiungere le vongole e far finire di cuocere.


        Non occorre sale, almeno a me non serve... i frutti di mare, quando sono freschi, danno già tutta la sapidità necessaria. Giusto un po' di sale grosso nell'acqua della pasta, nient'altro. Il condimento deve rimanere piuttosto liquido, per consentire la risottatura della pasta, quindi non farlo restringere troppo.
        Buttare le linguine nella pentola con l'acqua in ebollizione e scolarla esattamente dopo 2 minuti, per passarla quindi nella padella col condimento. Mescolare bene e incoperchiare, quindi far finire di cuocere aggiungendo poca acqua di cottura della pasta se dovesse asciugare troppo.
        Porzionare e spolverizzare col prezzemolo tritato.
        Più veloce da fare che da raccontare ;-) 

        Non è facile doversi misurare con uno scoiattolo dispettoso, nemmeno per Simon's Cat ;-)

        giovedì 11 settembre 2014

        Verdure al forno ripiene di... kugel!

          Come ogni estate, anche quest'anno la teglia di verdure ripiene al forno ha fatto bella, e buona, mostra di sé. Solo che avevo voglia di riempire le verdure con qualcosa di diverso ed insolito, e non il solito riso, o tonno, o pangrattato...


          Apro la dispensa per vedere cosa aveva da offrirmi e... mumble mumble... lo sguardo mi punta un fondo di sacchetto di quinoa.
          La quinoa! che bell'idea! Faccio le verdure ripiene di quinoa, così le faccio anche leggere e nutrienti.
          Sì, però, la quinoa... e poi? Sì, insomma, non è che potessi metterci solo la quinoa, dovevo insaporirla in qualche modo. Come?
          Dunque, intanto la quinoa la faccio cuocere, mi pare ovvio. Quindi una bella cipolla rosolata nell'olio, una tostatina alla quinoa, e poi a cottura con del brodo.
          Bene, e una cosa è fatta. Poi?


          Bé, la scavatura delle verdure, è ovvio! la polpa delle zucchine, quella dei pomodori...
          Bene, e pure questa ci sta, ma per insaporire? per profumare? che spezie posso usare?
          Un po' di pepe nero macinato mi pare d'uopo... poi una bella spolverata di curry, o di curcuma... di curcuma!!! sì sì, me gusta di più!
          Sì, vabbé, ma allora vuoi riempirle di kugel???
          Di KUGEL!!! ma sììììì, che bella idea!!! ci metto anche i fiocchi di latte, le uova per legare, e poi, invece di mettere tutto in una pirofila, ci riempio le verdure!!!


          Una genialata, e pure buonissima!!!
          • verdure estive miste (nel caso mio 2 pomodori maturi, 2 peperoni, 1 zucchina lunga tagliata in due, 1 zucchina tonda)
          • 100 g di quinoa
          • 1 cipolla rossa medio-grande
          • 300 g di acqua
          • 1 cucchiaino di insaporitore vegetale
          • 175 g di fiocchi di latte
          • 2 uova
          • semi di cumino
          • curcuma
          • 1 spicchio d'aglio
          • olio evo, sale, pepe

          Sciacquare la quinoa sotto l'acqua corrente e farla scolare.
          Affettare sottilmente la cipolla e metterla a rosolare in una casseruola con l'olio. Aggiungere la quinoa scolata e farla tostare qualche minuto, quindi allungare con l'acqua e aggiungere l'insaporitore vegetale. Far cuocere fino a totale assorbimento del liquido, quindi coprire con un coperchio e lasciar riposare.
          Nel frattempo, lavare bene le verdure e scavare via la polpa (pomodori e zucchine) e privare i peperoni del picciòlo, i semi e i filamenti. Il peperone che rimane attaccato intorno al picciòlo può essere fatto a pezzettini e messo anch'esso nel ripieno.
          Salare leggermente l'interno delle verdure e tenerle da parte.


          Riprendere la quinoa e aggiungerci i fiocchi di latte, le uova, la polpa scavata via dalle verdure e sminuzzata, la curcuma, il cumino, lo spicchio d'aglio a pezzettini piccini piccini, sale e pepe. Mescolare bene e riempire le verdure, incoperchiando con la loro calotta i pomodori e le zucchine nel caso fossero quelle tonde, fermando il coperchietto con uno stuzzicadenti.
          Adagiare su una pirofila da forno, eventualmente foderata di cartaforno e leggermente oliata, e infornare nel forno già caldo a 190° ventilato per circa 30 minuti.
          Lasciar stiepidire un po' prima di gustare. Sono davvero ottime, leggerissime ma molto gustose.
          E se avanza un po' di ripieno? e ci si fa un kugelino!!! :-D


          E meno male che ho potuto completare questo post in santa pace, senza che nessuno dei miei gattacci mi combinasse quello che ha fatto Simon's Cat!

            domenica 7 settembre 2014

            Barrette con nettarine profumate al lime e zenzero

            Queste deliziose barrette, o quadrotti se si preferisce, sono una libera reinterpretazione di queste barrette al cocco che mi piacquero tantissimo.


            Questo dolce ha tutta una serie di pregi che me lo rendono particolarmente gradito: è di facile e veloce realizzazione; è semplice nei componenti, quindi semplice nel gusto, ha pochi grassi e una quantità ragionevole di zucchero, quindi si fa mangiare volentieri per la sua leggerezza; si presta a diverse varianti, di cui questa è la seconda che provo, e forse altre ne verranno.


            Sta di fatto che, avevo voglia di un dolce con le pesche nettarine, per cui ho pensato che, come base, quella al cocco e limone poteva funzionare benissimo, mentre le nettarine le avrei potute profumare come per questa marmellata, col lime e lo zenzero.


            Ne è venuto fuori un dolce molto fresco ed estivo, buono per la colazione e la merenda. Insomma, se si ha voglia di dolce e poco tempo per farlo, allora raccomando questo che, oltre a essere buono, è anche molto fotogenico! ;-)


            Topping
            • 2 pesche nettarine, meglio se da coltivazione biologica, dato che non andranno sbucciate
            • succo di 1 lime
            • 1 cm di radice di zenzero fresco
            • 2 cucchiaini di zucchero chiaro di canna

            Base
            • 200 g di farina
            • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
            • 1 pizzico di sale
            • 1 cucchiaino colmo di zenzero in polvere
            • 150 g di zucchero fino tipo Zéfiro
            • 1 uovo medio
            • 80-90 g di olio di arachidi
            • buccia grattugiata di 1 lime
            • 3 cucchiai di latte
            • 3 cucchiai di succo di lime

            Rivestire con la cartaforno uno stampo 22x22, meglio se col fondo mobile. Accendere il forno a 180° ventilato.



            Lavare bene le nettarine, asciugarle, tagliarle a fettine e porle in una ciotola. Irrorarle col succo di lime e spolverizzarle con lo zenzero grattugiato e lo zucchero. Mescolare per farle intridere bene tutte e conservarle in frigo.
            Unire il latte al succo di lime. Il latte caglierà, nessuna paura perché è quel che deve accadere.


            In una ciotola, mescolare la farina col lievito, il sale e lo zenzero in polvere.
            In un'altra ciotola, mescolare con una frusta a mano l'uovo con lo zucchero, incorporare l'olio un po' alla volta, la buccia grattugiata del lime, il mix di latte e succo di lime.


            Unire questi ingredienti a quelli secchi e mescolare giusto il necessario per farli amalgamare, quindi versare l'impasto nello stampo, livellando bene con una spatola, con cui vi aiuterete anche a spargerlo bene fino ai bordi, dato che sarà un po' denso e non si spanderà da solo.
            Riprendere le fettine di nettarine dal frigo e disporle sulla superficie, senza calcare troppo.


            Infornare e lasciar cuocere per 20-30 minuti, o comunque finché la superficie dell'impasto non sarà dorato e, affondando uno stuzzicadenti, non verrà fuori asciutto.


            Sfornare, far stiepidire, togliere dallo stampo e far raffreddare su una griglia e togliere la cartaforno solo quando sarà completamente fredda.
            Tagliare a quadrotti e servire.

            E povero Simon's Cat scopre che i rospi...


              mercoledì 3 settembre 2014

              Pizzette di melanzane

                Le pizzette di melanzane d'estate sono un must, un po' come la parmigiana. Anzi, anche più della parmigiana perché sono più veloci e meno impegnative, quindi si possono fare anche senza un'eccessiva programmazione, basta avere le melanzane, del formaggio che fonde, pomodoro e odori.


                Poi ci sono tutte le variazioni sul tema, e devo dire che questa di EmmeTì di Un Condominio in Cucina mi incuriosiva particolarmente, sia per il fatto di infarinare le singole fette di melanzana, e sia per l'uso della scamorza affumicata. Devo dire che entrambe le cose hanno un loro perché, che mi ha fatto promuovere le sue pizzette al primo posto nella lista delle varianti provate finora.
                L'infarinatura conferisce alle fette di melanzana una lieve croccantezza, che potrebbe creare l'inganno che si tratti di fette fritte.
                La scamorza affumicata dà più gusto e sapidità.


                E infine, la spolverata di parmigiano grattugiato che, fondendo, crea una sorta di cialdina croccante... divine! queste pizzette di melanzane sono proprio divine. E sono buone calde, tiepide e fredde. Sì sì, anche fredde di frigorifero. Provatele!
                • melanzane
                • passata di pomodoro
                • scamorza affumicata
                • origano (secco o fresco)
                • parmigiano grattugiato
                • olio evo, farina, sale (ancora meglio se aromatizzato)

                Foderare la leccarda da forno con della cartaforno e mescolare una bella presa di sale aromatizzato (o semplice se non l'avete) alla farina.
                Affettare le melanzane dello spessore di 1 cm circa. Se si hanno le melanzane scure globose, tanto meglio che verranno delle belle fette tonde, e daranno ancor più l'idea della pizzetta. Io avevo solo le melanzane che ho trovato nella cassetta di verdura a km 0, qualcuna scura, ma lunga e sottile, e qualcuna tonda, ma chiara e piccolina. Le ho usate tutte, e alla fine erano tutte bone, credetemi!


                Andando avanti con la preparazione, passare ogni fetta nella farina salata, su entrambi i lati, scuotere via la farina in eccesso e adagiare le fette sulla cartaforno.
                Ultimata quest'operazione, passare un veloce giro d'olio su tutte le fette, quindi coprirle con la passata di pomodoro, salarle ancora e spolverarle con l'origano. Io ho usato quello fresco appena colto dalla piantina, ma EmmeTì usa quello secco, quindi l'uno vale l'altro, tanto il profumo è lo stesso.
                Ancora un rapido giro d'olio su ogni fetta, quindi infornarle nel forno preriscaldato a 200° statico per circa 20 minuti, e comunque finché non si nota che i bordi sono dorati.


                Nel frattempo, tagliare la scamorza a fettine sottili sottili.
                Appena pronte, tirare le melanzane fuori dal forno e adagiarci sopra le fettine di scamorza, quindi dare su tutto una bella spolverata di parmigiano e rinfornare per il tempo necessario a far fondere il formaggio.
                Sfornare, far stiepidire un po' e gustare.
                Favolose, brava EmmeTì!!!

                Un Bruce e una E-Street Band giovanissimi... Murder Incorporated

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