domenica 23 novembre 2014

Sformatini di broccolo fiolaro con tonno e albumi

Come dire, mangiare qualcosa che conosci, senza sapere che lo stai mangiando...
No, non mi sono fatta di crack. Mi spiego meglio: avevo sentito parlare, in passato, del broccolo fiolaro di Creazzo che è una varietà di broccolo tipica del Veneto. Per la precisione, delle colline coltivate intorno a Creazzo, in provincia di Vicenza.
Vabbé, ricordo che registrai l'informazione e la dimenticai in qualche angolo del retrocranio, pensando che tanto si trattava di un prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) con origine in una zona molto distante dalla mia, per cui era molto improbabile che avrei mai potuto assaggiarlo, a meno di recarmi dalle sue parti.


Poi, un bel giorno, nella cassetta di ortaggi bio a km 0, trovo, tra le altre cose, questi due cespi di broccolo che, lo dico in tutta onestà, pensavo fossero una qualche roba uscita male: praticamente un fusto lungo, dritto e cicciotto con una sola, piccola infiorescenza in cima e tante foglie lunghe scure e carnose, che quasi sembrava stessero lì a proteggerla. E mentre continuavo a studiarmi questo due cespi, chiedendomi se fossero commestibili, sentivo come un trillo lieve e insistente, sempre nel retrocranio... quasi un allarme, una sorta di richiamo che cercava di notificarmi che quei cespi non erano del tutto sconosciuti, ma avevano qualcosa di familiare.
Insomma, com'è come non è, mi ritrovo a guglare broccolo, chiedendo di visualizzare le immagini correlate e... miracolo! ecco lì, una foto di cespi uguali uguali ai miei! Ci clicco su e vado alla pagina, una pagina di Wikipedia che mi dice che quello è il famoso broccolo fiolaro di Creazzo!
Chettepossino! e potevi dirlo prima, no??? :-D
Comunque, a onor del vero, i broccoli miei non possono avere l'attribuzione di Creazzo, non foss'altro perché sono coltivati in Abruzzo, ma immagino che non debbano essere troppo diseguali dagli originali. Diciamo che è un po' come il broccolo romano, che pur avendo l'attribuzione romano, ormai viene coltivato un po' dappertutto.


E dunque, una volta scoperto cosa avevo per le mani, era giusto riservargli una preparazione degna. Ho pensato di farci questi sformatini, che mi hanno dato anche l'occasione di far fuori una mezza scatoletta di tonno che giaceva in frigo e qualche albume congelato. Sì, insomma, una degna preparazione svuotafrigo! :-D
  • 2 broccoli fiolaro (non dico di Creazzo perché sono coltivati qui in Abruzzo) bio
  • 5-6 cm circa di porro bio
  • 70-80 g di tonno al naturale sgocciolato
  • 4 acciughe sott'olio
  • 2 albumi bio
  • 2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato bio
  • pangrattato
  • olio evo, pepe nero al mulinello
Pulire i broccoli e lessarli in acqua salata.
Affettare sottilmente il porro e farlo appassire in padella con un po' d'olio.
Mescolare in una terrina la verdura col porro, il tonno sgocciolato e sbriciolato, le acciughe spezzettate, gli albumi, il parmigiano e insaporire con una macinata di pepe. Non ho salato perché i broccoli lo erano già, e c'erano le acciughe e il parmigiano, già sufficientemente sapidi di loro.


Ungere leggermente due stampini monoporzione da forno e spolverare col pangrattato. Riempire ognuno con la verdura, livellare, spolverare ancora con pangrattato e colare un filo d'olio.
Preriscaldare il microonde a 160° e cuocere con la funzione combinato ventilato + microonde per 15 minuti, più 2 minuti di grill per dorare, se necessario.
Fiolaro fiolaro delle mie brame, chi è il più broccolo del reame??? :-D

Nils Lofgren, un ottimo chitarrista che spesso si esibisce col Boss, ma che ha fatto un sacco di cose carine di suo. Una delle sue canzoni che preferisco, e che spesso mi ritrovo a canticchiare, è Shine Silently, in cui la chitarra sembra il naturale prolungamento delle braccia di Nils. Un virtuoso, un grande.

2 commenti:

  1. Vabbè per Nils mi tocca ripassare, intanto mi complimento per il piatto e la scoperta di questo ortaggio a me sconosciuto. Troviamo il modo di sostituirlo, oppure una passeggiata tra i banchi del mercato bio? Chissà!
    Intanto bacioni!

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    Risposte
    1. Potresti usare le cime di rape, le cimette più centrali, quelle più tenere. Però io un giretto al mercato bio lo farei. Tieni presente che molto spesso non lo sanno neanche loro che si chiamano così. Io al telefono chiesi alla mia pusher "che ci sono questa settimana i broccoli fiolaro?" Silenzio. "Pronto?"
      "Sì scusa, è che non ho capito..."
      Allora ho dovuto descrivere più o meno com'erano fatti, e quando lei ha capito le ho chiesto "come li chiami tu?", e lei "broccoli!"
      :-DDDDD
      Tu stampati la foto e portala con te, così sbirci tra i banchi e vedi cosa ci si assomiglia di più, altrimenti te l'ho detto, ripieghi sulle cimette! ;-)
      Ciao!

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