giovedì 15 maggio 2014

Spring vegetable stew (vignole, o vignarola) di Jamie Oliver

    Mi piace il colore verde. E' rilassante e fa pensare alla natura. Quando preparo qualcosa da mangiare, devo sempre vedere sulla tavola qualcosa di verde, che sia un'insalata, un piatto di verdura cotta, asparagi, carciofi...
    Per questo, quando ho visto la fotografia di questa ricetta sul mio libro Jamie's Italy, è scattata immediata la voglia di farla. Anche come stagione, si era nel momento giusto, quello in cui si comincia a vedere sui banchi delle verdure le primizie primaverili, ma è ancora possibile trovare qualche ortaggio tardivo invernale. Perché è di questo che si tratta la vignole, o vignarola: un incontro di verdure primaverili con le ultime invernali. Il tutto insaporito col prosciutto crudo e profumato con foglie di menta e prezzemolo freschi. Una pietanza tipicamente romana, in un'originale rilettura del simpatico Naked Chef ;-)


    Ottima come minestra, da servire con fette di pane bruschettato, ma Jamie la consiglia anche per condire una pastasciutta. Io l'ho provata nella prima versione, ma non mi lascerò scappare la possibilità di provarla anche su un piatto di pasta!


    Per 4 porzioni:
    • 4 carciofi violetto tardivi, senza spine
    • 340 g di fave fresche sbucciate
    • 6 baby-porri, o un porro grande (io il porro grande)
    • 200 g di spinaci o bietoline puliti (io le bietoline)
    • 1 cipolla piccola
    • 340 g di piselli freschi sbucciati
    • 310 ml di buon brodo di pollo (io non avevo voglia di prepararlo, quindi ho fatto un brodo col mio insaporitore vegetale)
    • 4 fette spesse di buon prosciutto crudo
    • un mazzetto di menta fresca, solo le foglioline
    • un mazzetto di prezzemolo fresco
    • olio evo, pepe nero al mulinello, sale se necessario (nel mio caso no)

    Spuntare le foglie dei carciofi, immergerli in una pentola d'acqua fredda salata e portare a bollore, lasciando cuocere una decina di minuti, o comunque, finché la lama aguzza di un coltello non ne penetri facilmente il cuore.
    Scolare e, appena sarà possibile maneggiarli senza procurarsi ustioni di 3° grado, togliere tutte le foglie esterne più dure e tagliare in quarti, e tagliare via i gambi privandoli della corteccia più esterna.
    Riempire nuovamente la pentola con altra acqua salata, ponendola sul fornello. Togliere le foglie più esterne del porro e tagliare in pezzi di circa 8 cm. Quando l'acqua giunge a bollore, immergere le fave e lasciarle bollire per un minuto, quindi scolare con una schiumarola. Immergere anche i porri e lasciar bollire per 3-4 minuti, finché non diventino teneri, e scolare pure questi. Infine immergere anche gli spinaci (o le bietoline) e scolarli quasi subito, appena appassiscono.


    Mettere tutto da parte e, nel frattempo, in una casseruola bella ampia, far rosolare delicatamente la cipolla affettata sottilmente con l'olio evo, finché non diventi morbida. Versare il brodo di pollo (o l'acqua calda con l'insaporitore vegetale, oppure Jamie dice che si può usare anche l'acqua di bollitura delle verdure, tenuta da parte) e i piselli, quindi coprirli con le fette di prosciutto. Portare tutto a bollore, quindi abbassare la fiamma al minimo e lasciar cuocere dolcemente per una decina di minuti.
    Tagliare i porri a fettine (o strapparle a strisce grossolane) e aggiungerli al fondo di piselli e prosciutto, insieme con le fave, i carciofi e gli spinaci (o bietoline). Lasciare che spicchi nuovamente il bollore, quindi abbassare nuovamente la fiamma e far stufare tutto insieme per un'altra decina di minuti.


    Assaggiare e aggiustare di sale (a me non è servito) e pepe nero al mulinello, spegnere la fiamma, cospargere col prezzemolo e la menta tritati, mescolare e dare un altro bel giro d'olio evo prima di impiattare, con una bella fetta di pane bruschettato a lato.
    Jamie dice che si può scegliere se togliere il prosciutto oppure lasciarlo. Dato che sono 4 fette, e le dosi sono per 4 porzioni, io ho preferito lasciare una fetta in ogni porzione.
    A proposito, il pane che vedete nelle foto è questo! ;-)

    Che effetto fa ascoltare gli sfoghi di un porcospino? Vediamo che ne pensa Simon's Cat


    2 commenti:

    1. Ciao Minnie!!
      Ma lo sai che pur vivendo a 60 km da Roma non conoscevo questo piatto fino a circa 15 giorni fa quando l'ho assaggiato in un agriturismo della zona???

      E così quando ho visto il tuo post di oggi mi son detta: caspita! Minnie ha fatto la vignarola!!!!!!!
      Confermo essere buonissima...; profumata di un profumo speciale e saporita come solo l verdure sanno essere!
      Poi tu ce la presenti con quel signor pane!!!! :-OOOOOOOOOOO
      Ci sarà stato da leccarsi i baffi!!!

      Buon fine settimana mia cara!!! E a presto :))))))))

      p.s. ma se volessi scrirverti una mail, dove trovo l'indirizzo??
      So' mezza cecata... :DDDDDDDDDDDDDDDD

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      Risposte
      1. E' meravigliosa la vignarola, di una bontà che faccio fatica a descrivere. Bisogna mangiarla, a parole non si riesce a dire.
        L'unica nota un po' stonata è che debba aver conosciuto una pietanza tipicamente romana attraverso uno chef inglese... forse dovremmo rivalutare un po' questi piatti che sono retaggio di una cucina più "povera", ma eccellente tanto da guadagnarsi le luci della ribalta di uno chef straniero di fama internazionale.
        Ti assicuro che mi sono leccata baffi, dita, mento e pure la punta del naso... buona! buona! buona! e sana! ;-)

        PS: vai a controllare la tua casella di posta elettronica ;-)

        Baci! :-*

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