martedì 8 gennaio 2013

Lenticchie col cotechino, quello fresco però!

Quest'anno ho deciso di trascorrere il fine d'anno ad una cena bio-vegetariana, e devo dire che è stata proprio una cena da leccarsi i baffi, tutto squisito e naturale, preparato da un amico che è un fine intenditore di erbe e verdure e altri prodotti della campagna, nonché abilissimo a cuocerli in maniera succulenta.
Tuttavia, per quanto cerchi di privilegiare un'alimentazione ispirata alla bioeticità e al salutismo anche nel mio quotidiano, non sono vegetariana, né penso che riuscirò mai ad esserlo. Anche se poca, ma ogni tanto sento il bisogno di mangiare carne, e quindi cerco di limitarne il consumo, ma di selezionarla accuratamente.
E dunque, anche se non le ho gustate la notte di San Silvestro, come da tradizione, comunque ho provveduto a preparare le lenticchie col cotechino nei giorni immediatamente successivi al 1° gennaio. Cotechino sì, ma quello fresco però! Da quando l'ho assaggiato la prima volta un 2-3 anni fa, non son più potuta tornare indietro: è tutto un altro sapore, tutta un'altra consistenza, e nient'affatto difficile da preparare con, in più, il vantaggio che il lavoro di sgrassamento viene fatto in proprio e, potete credermi, la differenza si sente eccome!


Per una zuppa di lenticchie con cotechino per 3 porzioni, occorrono:
  • 160-170 g di lenticchie
  • 1 carota media
  • 1 cipolla piccola
  • 1 spicchio d'aglio
  • 2-3 foglie d'alloro
  • 1/2 mestolo di passata di pomodoro
  • olio evo, acqua, sale grosso, pepe nero al mulinello
  • 1 cotechino fresco da 500 g circa
Come prima cosa, sarebbe opportuno immergere il cotechino in acqua fredda e lasciarcelo per almeno 12 ore. Trascorso questo periodo di ammollo, è opportuno infilzare il cotechino qua e là con un po' di stuzzicadenti. Questo farà sì che, in cottura, la pelle non si spacchi lasciando fuoriuscire tutto il contenuto. A questo punto, si immerge il cotechino in una pentola d'acqua fredda e si porta a bollore. Dopo 15 minuti da quando ha spiccato il bollore, si butta via l'acqua e si riempie di nuovo la pentola con altra acqua pulita, che potrà anche essere calda, per abbreviare i tempi di ripresa del bollore. Quindi si lascia cuocere altri 15 minuti e si scola via di nuovo tutta l'acqua, lasciando che il cotechino si raffreddi.
Il tempo di cottura è generalmente un'ora per ogni kg di cotechino. Quindi, per un cotechino da circa 500 g com'era il mio, 15 + 15 minuti, per un totale di mezz'ora. Un consiglio sulla pentola da usare: la pastaiola è perfetta! Questo perché il cotechino immerso nell'acqua in cui si è sciolto tutto il suo grasso, risulterà essere terribilmente scivoloso. Quindi il contenitore interno forato della pastaiola è particolarmente funzionale per toglierlo dall'acqua bollente senza rischiare che vada scivolando dappertutto, ingrassando ogni superficie dove rimbalzerà.


Per la zuppa di lenticchie, ho proceduto così: ho messo la legumiera di coccio con un po' d'olio evo sul fuoco, in modo che potesse cominciare a scaldarsi mentre affettavo sottilmente la cipolla e tagliavo a pezzettini la carota. Quindi ho messo cipolla, carota e spicchio d'aglio,tagliato in due, a rosolare. Ho aggiunto le lenticchie e fatto tostare qualche minuto, quindi ho messo la passata di pomodoro e mescolato bene per far insaporire. Infine, ho allungato con acqua calda, fino a coprire e sovrastare le lenticchie per circa 3-4 dita, ho immerso le foglie d'alloro, una presa di sale grosso, pepe nero al mulinello, una bella mescolata, incoperchiato e portato a bollore. Quindi ho abbassato la fiamma al minimo e lasciato cuocere col coperchio leggermente sollevato.
Qualche minuto prima di spegnere, affettare il cotechino e aggiungerlo alla zuppa, lasciando che il tutto s'insaporisca per qualche minuto.
Per me, di gran lunga migliore delle lenticchie col cotechino precotto... non c'è proprio storia!

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