martedì 28 agosto 2012

Soffice come una chiffon cake, ma non è una chiffon cake!

In effetti, questa torta è semplicemente una variante alla frutta di una nostra vecchia conoscenza, ovvero questa fantastica torta vasetto con l'impiego di soli albumi. Avevo i soliti due yogurt bianchi in scadenza nel frigo, i soliti albumi surgelati in freezer, e allora ho pensato di rifare questa golosa e soffice delizia, però rendendola un tantino estiva. Pensa che ti pensa, alla fine mi sono detta "e se facessi una versione coi pezzetti di pesca? Sì... però... solo pesche? e per profumare? mumble mumble... ma certo! la profumiamo come una delle mie marmellate, con la vaniglia e il rum!!!"


Ed è stato così che, sfidando il caldo atroce dello scorso luglio, ho fatto questo dolce soffice come di più non avrebbe potuto essere, anche più soffice della prima che feci, sicuramente soffice come una chiffon cake e resa deliziosamente umida dalla presenza dei pezzetti di pesca... una vera leccornia!
  • 3 pesche nettarine belle dolci (le mie erano del GAS, bio e piccoline, per cui ne ho usate 6)
  • 3 vasetti di farina
  • 2 vasetti di zucchero fino Zéfiro
  • 2 vasetti di yogurt bianco
  • 6 albumi
  • 3/4 di vasetto di olio di semi
  • una bacca di vaniglia
  • 1 bustina di lievito
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato per spolverizzare le pesche
  • 4-5 cucchiai di rum


Sbucciare le pesche e tagliarle a pezzi né troppo grandi, né troppo piccoli, spolverizzarle con lo zucchero, bagnarle col rum, mescolare e mettere in frigo.
Montare gli albumi a neve ben soda e mettere in frigo.
Aprire la bacca di vaniglia, grattarne via i semi e mescolarli allo zucchero Zéfiro.
Scaldare il forno a 170° ventilato.
Nella planetaria con la frusta a foglia, cominciare a battere lo zucchero e la vaniglia con 1 vasetto e mezzo di yogurt. Aggiungere l'olio. Aggiungere la farina un cucchiaio alla volta. Quando gli ingredienti sono tutti ben amalgamati, togliere la planetaria dalla sua base e incorporarvi un po' alla volta gli albumi montati a neve, a mano, mescolando lentamente dal basso verso l'alto. Sciogliere la bustina di lievito nel 1/2 vasetto di yogurt avanzato e aggiungere al composto e in ultimo incorporare le pesche con tutto il liquido di macerazione, piano.


Versare il composto nella tortiera imburrata e infarinata (io ho usato uno stampo da ciambellone di silicone, quindi ho saltato questo passaggio) e infornare per almeno un'ora.
La cottura, come sempre, è soggetta al comportamento del forno: io ho dovuto abbassare a 160° dopo circa mezz'ora. Dopo 50 minuti ho fatto la prima prova stecchino e ho visto che dentro era ancora liquido, quindi ho coperto con un foglio d'alluminio perché era già abbastanza colorita e ho tolto la ventilazione, dopodiché ho perso un po' di vista l'orologio perché ho continuato a controllare con lo stecchino. Di sicuro l'ho tenuto in cottura per più di un'ora, forse un'ora e dieci.


Se si usa uno stampo di silicone, far raffreddare completamente prima di sformare, altrimenti lasciar stiepidire e sformare su una gratella di raffreddamento.
Vi dico solo questo: risulterà talmente soffice, che vi verrà la tentazione di trattarla con la stessa delicatezza con cui maneggereste una bambolina di porcellana, per paura che possa rompersi!

venerdì 24 agosto 2012

Peperoni e zucchine ripieni di tonno (e non solo)

Anche se il caldo incalza e rende oltremodo faticoso accendere il forno, resta il fatto che in questa stagione si trovano le verdure migliori da fare proprio al forno, con un bel ripieno gustoso. Ancora meglio se sono pure di provenienza biologica, come queste GAS-zucchine e questi GAS-peperoni.
A dir la verità, non mi ero preparata all'eventualità di prepararli così, però poi ho pensato che, per variare un po' il menù, sarebbe stata una buona idea. E come avevo già avevo avuto modo di scrivere qui, son di quelle cose che difficilmente si rifanno sempre uguali, seguendo rigorosamente la stessa ricetta ogni volta. I "ripieni" infatti hanno questa virtù di essere versatili e di prestarsi ad audaci voli di fantasia, complici anche gli ingredienti disponibili in casa in quel momento.


E dunque, presa la decisione di fare i miei bei peperoni e le mie belle zucchine ripieni, dò inizio alla "caccia all'ingrediente"... dunque, mumble mumble... sicuramente il tonno perché quello in casa non manca mai. E poi, per creare un mélange di sapori? la scavatura della polpa della zucchina, è ovvio! e poi del pane raffermo bagnato al latte per dare morbidezza, acciughe e capperi per aggiungere sapidità, il parmigiano grattugiato, l'uovo per legare ci vuole sempre... oh! guarda guarda: in frigo ho 2/3 di un vasetto di yogurt! via, mettiamoci pure questo prima che mi vada a male! basilico per profumare... sì, direi che ci siamo, magari strada facendo mi viene in mente pure qualcos'altro ;-)

  • 2 peperoni rossi "cornetto"
  • 4 zucchine, 2 grandi e 2 più piccole
  • 1 scatoletta di tonno al naturale da 180 g
  • 1 cipollotto fresco
  • 1-2 spicchi d'aglio
  • 4-5 acciughine sott'olio
  • una bella manciata di capperi in salamoia
  • 30-40 g di pane raffermo ammorbidito nel latte
  • 1 uovo
  • parmigiano grattugiato a volontà
  • 2/3 di vasetto di yogurt bianco
  • 3-4 prese di riso carnaroli
  • pangrattato q.b.
  • sale, pepe bianco macinato, foglie di basilico fresche
  • olio evo
Scaldare il forno a 200° ventilato. Foderare il fondo di una leccarda o di una pirofila da forno con della cartaforno e spennellarla con un po' di olio evo. Mettere il pane raffermo ad ammorbidire in un po' di latte. In un mixer triturare il cipollotto con l'aglio.
Lavare bene i peperoni e le zucchine, asciugarli e privare del picciòlo e dei semi i primi, mentre alle seconde si estrarrà la polpa usando un carotatore da verdure (che simpatico oggetto, lo adoro!). Mettere la polpa delle zucchine in una ciotola e schiacciarla grossolanamente con i rebbi di una forchetta e aggiungere eventuali ritagli di polpa di peperone, quella che magari è rimasta intorno al picciòlo.


A questo punto inizia il divertimento... aggiungere il tonno scolato dal suo liquido e sbriciolarlo, il pane strizzato, il parmigiano grattugiato, il trito di cipolla e aglio, le acciughe a pezzettini e i capperi sciacquati velocemente sotto l'acqua corrente, ma lasciati interi, l'uovo e lo yogurt.
Mescolare bene il tutto, che con ogni probabilità risulterà essere troppo morbido. In tal caso aggiungere del pangrattato, una cucchiaiata alla volta, fino a raggiungere la consistenza desiderata. Aggiungere anche il riso.
Salare, pepare e profumare con le foglie di basilico spezzettate con le mani.
Con il ripieno ottenuto, riempire i peperoni e le zucchine e disporli sulla leccarda preparata precedentemente. Se avanza del ripieno, com'è successo a me, ungere leggermente una cocottina da forno e versarcelo dentro. Cuocendolo al forno con le verdure, si otterrà un gustoso polpettoncino che di sicuro sarà molto conteso ;-)


Infornare e far cuocere per una quarantina di minuti, abbassando la temperatura a 180° dopo 20'. Lasciar stiepidire un po' prima di gustare, per evitare fastidiose (e dolorose) ustioni del cavo oro-esofageo.
Sarà un piatto banale, ma io per le verdure ripiene al forno potrei anche commettere un delitto!!! ;-P

mercoledì 22 agosto 2012

Chicuccell' cac' e ove (zucchine cacio e uova)

Era da tempo immemorabile che non mangiavo più questa pietanza, e sì che c'è stato un periodo in cui era una delle mie preferite, durante l'estate a casa si faceva spesso, e per un po' ho continuato a farla anch'io dopo che sono andata a vivere per conto mio.
Poi... poi niente, semplicemente non l'ho fatta più. All'epoca avrei fatto fatica a spiegare perché, ma oggi che l'ho rifatta, con le zucchine biologiche del GAS dell'ortofrutta, ora sì che lo so il perché: perché le zucchine che compravo al super o nei negozi non mi piacevano, perché erano sciape e tiravano fuori ettolitri d'acqua, per cui alla fine non ottenevo una minestra consistente di zucchine con le uova, ma una brodaglia primordiale con una poltiglia di zucchine insapori... blet!


L'ho definita "minestra", perché in effetti era così che la mangiavo da ragazza, però in quantità più modeste può essere anche un contorno reso più sostanzioso dalla presenza dell'uovo e del formaggio, sostanzioso e molto saporito. Oppure potrebbe essere anche un secondo-contorno tutto-in-uno... insomma, oltre che buona è anche una pietanza versatile ;-)
  •  3 zucchine medie, biologiche
  • 1 cipollotto fresco, biologico
  • una decina di pomodorini ciliegino (o una dadolata di pomodoro maturo), biologici
  • 3 uova biologiche (in pratica, uno per ogni zucchina)
  • abbondante pecorino grattugiato (ma va bene anche il grana o il parmigiano)
  • olio evo, sale, pepe bianco macinato, foglie di basilico fresco


Affettare sottilmente il cipollotto e metterlo ad appassire in una casseruola con un po' d'olio evo. Lavare le zucchine e tagliarle a tocchetti. Porle a rosolare con la cipolla, a fuoco vivace. Quando cominciano a dorare, aggiungere i pomodorini ciliegino lavati e tagliati a metà, salare, pepare, incoperchiare e lasciare che il tutto cuocia nel liquido rilasciato dalle verdure, fino ad evaporazione. Profumare col basilico spezzettato con le mani.


Battere le uova col formaggio grattugiato e un pizzico di sale (non esagerare col sale, specie se si usa il pecorino stagionato), quindi aggiungerle alle zucchine lasciando che si rapprendano e mescolando di tanto in tanto per strapazzarle.
Impiattare e servire... davvero buonissime!

lunedì 20 agosto 2012

Friggitelli alla romana

I friggitelli preparati così sono stati una scoperta sconvolgente.
Per me, parlare di friggitelli equivale sempre a parlare di pipindun'e ove, e mai mi sarebbe venuto in mente di farli diversamente. Invece l'amico Raoul, che non è un foodblogger, ma spesso ci intrattiene coi racconti delle sue favolose libagioni, sia qui che qui, mi ha parlato di questa ricetta che non potevo non provare.


Sono rapidissimi e facilissimi da preparare e buonissimi da mangiare, l'unico inconveniente che hanno è che scoppiettano parecchio durante la cottura, quindi è meglio munirsi di un bel coperchio per chiudere la padella.
  • 400 g di friggitelli
  • 3-4 spicchi d'aglio
  • vino bianco, una tazzina circa 
  • pecorino romano grattugiato ad libitum
  • una bella manciata di prezzemolo tritato
  • foglie di basilico spezzettate a mano
  • sale e olio evo
Lavare e asciugare i friggitelli, lasciandoli interi col picciòlo. In una padella capiente, far scaldare l'olio e mettervi a rosolare gli spicchi d'aglio interi e scamiciati. Tuffarvi i friggitelli e farli rosolare a fuoco vivace. Come dicevo, scoppiettano che è 'na bellezza, quindi coprire col coperchio, lasciandolo un po' sollevato per permettere al vapore di sfiatare.
Di tanto in tanto mescolare, e quando i peperoni saranno belli rosolati, sfumare col vino bianco. A fine cottura, salare e profumare col prezzemolo e il basilico.
Versare nel piatto di portata e spolverare generosamente col pecorino grattugiato.


Si mangiano prendendoli per il picciòlo, addentandoli e tirando, e il picciòlo scivola via.
Io li ho trovati libidinosamente buoni, provare per credere!

giovedì 16 agosto 2012

Tiella di alici e patate all'abruzzese

Questa "tiella" è una pietanza della mia regione che ho mangiato spesso, ma sempre fatto da altri, e non so per quale motivo non mi sia mai venuto in mente di cercarne la ricetta, perché è un piatto veramente veramente buono, da servire come secondo, anche se, personalmente, lo preferisco come piatto unico. Io poi, che adoro il pesce azzurro e le alici in particolare, davvero mi meraviglio di me stessa.
Comunque, il fatto d'aver partecipato, a giugno scorso, all'iniziativa Abbecedario Culinario: L come L'Aquila, mi ha dato modo, oltre che di offrire il mio contributo di ricette abruzzesi, anche di entrare in possesso di ricette mai provate o, addirittura, totalmente sconosciute.


La tiella di alici e patate di Kristina, del blog Tutto a Occhio, è una di queste, ed ho voluto provarla anche perché mi sembrava un ottimo modo per cucinare le alici nostrane che compro al GAS del pesce, tutto freschissimo e proveniente dal nostro mare, quello che vedo ogni giorno dalle finestre di casa mia, quello che sta proprio qui, di fronte alla nostra costa, il nostro bel mare Adriatico! ;-)
  • 1 kg di alici fresche da pulire (circa 700 g pulite)
  • 500 g abbondanti di patate
  • 2-3 cucchiai di pangrattato
  • una bella manciata di prezzemolo fresco, tritato
  • uno spicchio d'aglio
  • olio evo, sale, facoltativamente un pizzico di pepe bianco macinato
Pulire le alici privandole delle teste, code, lische e interiora. Aprirle a libro, sciacquarle molto velocemente sotto l'acqua corrente (non troppo, altrimenti si "scipiniscono") e scolarle bene, magari tamponandole anche con lo scottex.
Sbucciare le patate e scottarle per qualche minuto in acqua bollente, oppure fare come me che lo ho passate al vapore nel microonde.


Ungere una pirofila e adagiare uno strato di fettine di patate. Irrorare con un filo d'olio e salare, quindi coprire con uno strato di alici, leggermente sovrapposte e comunque, ben serrate. Per la quantità di alici che avevo e la dimensione della pirofila, ho dovuto fare un secondo strato di patate, di nuovo irrorate d'olio e salate, e un altro di alici.
Condire il pangrattato con lo spicchio d'aglio passato allo spremiaglio, il prezzemolo, sale, olio e un pizzico di pepe bianco se gradito. Mescolare bene e distribuire sulla superficie del tortino.


Dare ancora un giro d'olio e infornare nel forno caldo, a 180° ventilato, per 30 minuti. A fine cottura, lasciare qualche minuto sotto il grill per la gratinatura finale.
Davvero ottima questa tiella, consiglio di spremere un po' di limone sulla porzione. E grazie a Kristina per la ricetta!
E alla prossima con un'altra ricetta abruzzese da scoprire ;-)

sabato 11 agosto 2012

Coconut cheesecake

Fa caldo, vero? Un caldo spossante, devastante... un caldo che invita al dolce far nulla e alla voglia di cose fresche. E siccome le cose fresche non si fanno da sole, la prospettiva di preparare una cosa fresca e golosa, senza dover assolutamente usare il fuoco, sollecita la voglia di fare che alla fine ha la meglio sulla pigrizia.

E cosa c'è di più fresco e gratificante di una bella cheesecake, magari al cocco, per rimanere in tema d'estate e di spiagge tropicali? Questa è una ricetta che ho trovato sul sito della Philadelphia, e che io ho leggermente cioccolatizzato, tanto perché mi piace l'abbinamento di gusto cocco-ciocco. 
  • 180 g di biscotti secchi (io ho usato metà McVities e metà cantuccini al cioccolato, tutto cioccolato, sia il biscotto che i pezzettoni di cioccolato fondente)
  • 100 g di burro fuso
  • 500 g di Philadelphia classico
  • 400 g di latte di cocco
  • 120 g di zucchero a velo
  • 10 g di colla di pesce
  • 2 cucchiaiate colme di farina di cocco
  • i semi di una bacca di vaniglia
  • gocce di cioccolato fondente q.b.
  • farina di cocco + cioccolato fondente a scaglie per decorare
  • 1 stampo a cerniera da 22 cm


Innanzitutto, fondere il burro e nel mixer ridurre i biscotti in farina. Amalgamarli e stenderli nello stampo a cerniera, dopo aver coperto il fondo con un foglio di cartaforno e imburrato i bordi. Livellare bene e mettere in frigo a compattare.
Dopo aver fatto ammorbidire la colla di pesce in una ciotola d'acqua fredda, farla sciogliere in 2-3 cucchiai di latte di cocco, tolti dalla dose prevista, e portati ad ebollizione in un pentolino. Tenere da parte e far stiepidire.
Versare nella ciotola dell'impastatrice tutto il Philadelphia con lo zucchero a velo e i semi di vaniglia e avviare la frusta a K a bassa velocità. Aggiungere il latte di cocco e le due cucchiaiate di farina di cocco.


Versare a filo il latte di cocco in cui si è sciolta la colla di pesce, tenendo sempre la frusta in movimento a bassa velocità, quindi alzare la velocità e far montare per 2-3 minuti. Spegnere e aggiungere le gocce di cioccolato, mescolando con un cucchiaio per farle disperdere uniformemente.
Versare nello stampo sulla base di biscotto e livellare bene, quindi porre in frigo a rassodare almeno per una nottata. Cospargere con la farina di cocco e le scaglie di cioccolato dopo 2-3 ore di riposo in frigo.


Al momento di sformare, passare un lama di coltello tutto intorno al bordo, rimuovere l'anello e la base dello stampo e porre delicatamente sulla tortiera. Tenere in frigo fino al momento di servire.
Sul sito della Philadelphia questo dolce viene proposto senza cioccolato e decorato con gli alchechengi... peccato che gli alchechengi si comincino a trovare da settembre in poi :-(

martedì 7 agosto 2012

Fagottini di carpaccio di manzo con crema di zucchine

Dritto dritto dal foodblog di Patrizia, una sfiziosissima idea per un freschissimo antipasto finger-food, cosa che si apprezza soprattutto in questi tempi di gran caldo estivo. Una preparazione davvero facile e veloce, da fare con pochi ingredienti e interamente a freddo, che vi garantirà un figurone coi vostri ospiti, oppure farà felice la vostra famiglia.
Nella ricetta originale Patrizia usa la bresaola. Io ho preso il carpaccio di manzo perché quel giorno, l'unica bresaola che c'era al negozio era quella di chianina toscana - 85,90€ al kg... GULP!!! Il carpaccio di manzo va benissimo, grazie!!! :-D
Forse, l'unico inconveniente del carpaccio di manzo è che le fettine sottili sono veramente delicate e si strappano con estrema facilità, quindi o ci si va con la mano leggerissima, o è meglio usare la bresaola.


Per una decina di fagottini:
  • 10 fette (ovviamente!) di carpaccio di manzo o bresaola
  • 150 g circa di zucchina (le mie erano le solite bio-GAS-zucchine)
  • 30 g circa di cipolla di Tropea
  • 1 cucchiaio scarso di aceto di mele
  • 2 cucchiai di olio evo
  • sale e pepe
  • 10 fili di erba cipollina
Mondare zucchina e cipolla, tagliarle a pezzi e metterle nel mixer. Impareggiabile quello del Minipimer, che per le piccole quantità è davvero un grande aiuto in cucina. Aggiungere l'aceto di mele e un cucchiaio d'olio e far andare il mixer fino a che non si formi la cremina. Finire di condire a mano con l'altro cucchiaio d'olio, il sale e il pepe.


Prendere le fettine di carpaccio a una a una e mettere un cucchiaino di crema al centro, avvolgere quindi ogni fettina a formare un pacchettino che si fermerà con un filo di erba cipollina annodato delicatamente.


Una delizia assolutamente da provare. E come dice Pat, la crema di zucchine si fa mangiare benissimo anche spalmata sulla bruschetta. E, penso io, si presta bene anche per condire un piatto di pasta al volo.
Io certamente l'ho apprezzata per tutte le sue doti: facilità, velocità e freschezza!

venerdì 3 agosto 2012

Scampetti dell'Adriatico con GAS-bio-zucchine :-)

"Signò, li vù li scampitt'? auà gna è bill'... friiische, mò armenute li barche! li sind' lu prufum'? jààà, pìjete nu chile di scampitt', ca ti li facce pagà bbone!"


Se si va al mercato ittico vicino al porto, non è affatto insolito imbattersi nelle pescivendole che col loro linguaggio colorito, cercano di vendere la loro mercanzia. Io però, i miei scampetti li ho presi dal mio GAS-pescivendolo che coi clienti non ha un approccio così da "popolano", ma anzi, comunica in un italiano molto forbito e con tanta buona grazia. E vi dirò, è anche un uomo piacente! ;-P
E tuttavia, secondo quelle che sono le regole del GAS, il box di pesce, di qualunque tipo tra quelli offerti, va prenotato e ritirato nel giorno e all'ora prestabiliti. E poiché dall'8 agosto all'8 settembre qui ci sarà il fermo biologico e lui per un mese non ci rifornirà, mi sono affrettata a comprare il mio box di scampetti. Come sarà possibile vedere più avanti nelle foto, molti scampetti erano già carichi di uova, chiaro segno che il periodo della riproduzione è già iniziato. Perciò ben venga questo mese di fermo, che consentirà al nostro mare di ripopolarsi.
Ovviamente, non è che per un mese non si troverà più il pesce: in una città di mare con una forte attrattiva turistica, sarebbe il suicidio collettivo di venditori di pesce e ristoratori. Il pesce ci sarà lo stesso, ma sarà di provenienza tirrenica e mediterranea, quando non addirittura oceanica, e siccome la filosofia dei GAS è quella di vendere merce locale a km 0, per tutto il periodo del fermo biologico resterà fermo anche il GAS del pesce.


Devo essere sincera, per questi scampetti m'ero fatta tutto un altro programma. Pensavo fossero un tantinello più grandi, abbastanza da poter essere sgusciati da crudi, per cui m'ero immaginata tutta un'altra ricetta. Quando poi ho visto che erano davvero "scampetti", ma proprio etti etti etti, mi son detta che il lavoro che volevo fargli io era improponibile, lo sclero sarebbe stato garantito. E dunque, cambio di rotta... si cuociono con tutto il guscio e chi se li mangia se li pulisce! ;-P
  • 1 kg di scampetti... etti... etti ;-)
  • 2 zucchine medie (meglio se biologiche)
  • una decina di pomodorini ciliegino
  • un paio di spicchi d'aglio
  • una bella manciata di prezzemolo tritato
  • un po' di peperoncino piccante
  • uno spruzzo di Shao Xing (vino di riso) oppure dry sherry (fino)
  • 2/3 di bicchiere di olio evo


Sciacquare gli scampetti molto velocemente sotto l'acqua corrente fredda, ma molto velocemente, altrimenti si scipiniscono.
In un ampio tegame, far scaldare l'olio e mettervi a rosolare l'aglio passato allo schiacciaaglio con una parte del prezzemolo tritato e il peperoncino, quindi aggiungere le zucchine lavate e affettate e, dopo un po' i pomodorini lavati e tagliati a metà. Far andare a fuoco vivace per qualche minuto, mescolando, quindi tuffarvi anche gli scampetti e lasciar rosolare sempre a fuoco vivace e mescolando. Quando gli scampetti cominceranno a cambiare colore, spruzzare con lo Shao Xing (o lo sherry), abbassare la fiamma e incoperchiare. Far cuocere 5-10 minuti e finire di spolverare col resto del prezzemolo tritato un attimo prima di spegnere la fiamma.
Si possono gustare così, accompagnando molto semplicemente con un po' di pane e un buon bicchiere di vino bianco fresco, Trebbiano d'Abruzzo o Pecorino d'Abruzzo. Ovviamente è vietato l'uso di qualsiasi posata, mentre è consigliabile munirsi di un bel bavaglione e un rotolo di scottex (i tovaglioli di carta sono troppo delicati!).


Oppure... perché no? ci si possono condire gli spaghetti...


E tutto quello che vorreste in quel momento, è che il tempo si fermasse!

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