mercoledì 30 maggio 2012

Baccalà coi ceci

Ricordo che da bambina, il baccalà era una di quelle cose che proprio non mi piacevano. Non importa come lo si facesse, non c'era niente da fare, quando in tavola veniva servito il baccalà, io alzavo gli occhi al cielo e mi apprestavo al sommo sacrificio, perché a casa mia non esisteva il "piatto di riserva": o te magnavi la minestra o te zompavi la finestra. L'unico modo in cui mi piaceva il baccalà era fritto, di quello ero proprio ghiotta, ma purtroppo la frittura non si faceva spesso.
Crescendo, piano piano ho imparato ad apprezzare il baccalà, e appassionandomi di cucina ho anche imparato che lo si può preparare in mille e mille modi, uno più buono dell'altro. Ho imparato a capire che maturando, matura anche il palato, e che esistono sapori che io definisco "da adulti", che risultano ostici quando si è bambini, ma che esprimono al meglio tutta la loro personalità solo quando noi siamo pronti ad percepirla.
Perciò oggi il baccalà è uno degli alimenti che mi piacciono di più, e amo ricercare modi sempre più innovativi per prepararlo.


Uno di loro è questo, una ricetta che è riportata sul mio bellissimo libro di ricette portoghesi Piri Piri Starfish di Tessa Kiros, di cui ho già avuto modo di illustrarvi qui qualche ricetta.
Questa preparazione di baccalà coi ceci è un piatto freddo, pertanto molto indicato per l'estate, e anche se io lo annovero tra i piatti unici perché molto completo e nutriente, servito in quantità più modeste può anche essere un secondo, o addirittura un antipasto, magari finger food.


Consiglio di provarlo perché io ne sono rimasta estasiata. Servito come piatto unico per 4 persone, occorrono:
  • 600 g di filetto di baccalà (il filetto è sotto sale, ma non totalmente avvizzito come il baccalà secco, ed è già privo di spine, quindi si lavora di meno ;-) )
  • 350 g di ceci secchi (io ho finito di usare i miei magnifici ceci di Cicerale che mi regalò l'impareggiabile Iris)
  • carota, sedano, cipolla (la ricetta parla di cipolla bianca o rossa; io, dato che è stagione, ho usato il cipollotto fresco), alloro
  • 1 cucchiaio di aceto di vino rosso
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • una bella manciata di olive nere snocciolate
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • sale e pepe
Per preparare la vinaigrette per condire:
  • 125 ml di olio evo
  • 2 cucchiai di aceto di vino rosso
  • il succo di 1/2 limone
  • 1/2 cucchiaino di paprika dolce in polvere
  • 1 pizzico di peperoncino piri piri (o altro peperoncino piccantissimo) tritato fino
  • 1 spicchio d'aglio passato allo schiacciaaglio
Il filetto di baccalà va messo ammollo, per dissalarlo, circa 36 ore prima di usarlo, cambiando l'acqua un paio di volte al giorno. I ceci vanno messi a bagno per tutta una notte.
Scolare i ceci, quindi metterli in una pentola con un pezzo di carota, uno di sedano, un cipollotto tagliato a metà e una foglia di alloro, portare a bollore e farli lessare per 40 minuti, o comunque finché non siano diventati teneri. Salare solo a fine cottura, scolarli e scartare gli odori.


In un'altra pentola grande abbastanza da contenere il filetto di baccalà, portare a bollore l'acqua con un altro pezzo di carota, uno di sedano e un cipollotto tagliato a metà. Quindi aggiungere il filetto e lasciar cuocere per una decina di minuti. Scolarlo, scartare gli odori, farlo raffreddare e quindi togliergli la pelle e farlo a pezzi più o meno grandi, secondo il proprio gusto.
Affettare sottilmente un altro cipollotto, metterlo in un recipiente, coprirlo a filo con acqua e aggiungere un cucchiaio di aceto rosso e 1/2 cucchiaino di sale. Far riposare 30 minuti e scolare.
Nel frattempo, preparare la vinaigrette mescolando energicamente con una frusta a mano l'olio con i 2 cucchiai di aceto rosso, il succo di limone, l'aglio schiacciato, la paprika e il piri piri.


Porre in una capiente insalatiera il baccalà, i ceci, la cipolla scolata, le olive e il prezzemolo e condire con la vinaigrette. Salare se necessario e pepare a gusto. Mescolare bene e tenere in frigo fino al momento di servirlo con un'ultima spolverata di paprika dolce.

sabato 26 maggio 2012

Gratin di patate e primizie primaverili

Il gratin di patate non è niente di veramente originale in sé, ma può acquisire una lieve connotazione di originalità ogni volta che la si fa in base agli ingredienti con cui si decide di arricchirlo. In altre parole, se non c'è mai niente di innovativo negli ingredienti di base che generalmente sono patate, uova, formaggio, tuttavia può diventare qualcosa di inedito ogni volta, se si sceglie di insaporirlo con qualcosa di nuovo.


Io stavolta mi sono liberamente ispirata a questa ricetta di Jo, che mi è piaciuta per l'impiego di ortaggi che sono considerati delle tipiche primizie primaverili: asparagi, piselli, cipollotto fresco, erba cipollina... tuttavia mi sono alquanto discostata da alcune cose perché l'ho adattata a quello che avevo già disponibile, a cominciare proprio dalle patate che andavano smaltite perché stavano facendosi vecchiotte.


Ne è risultato uno squisito piatto unico, ottimo da consumare a cena col solo accompagnamento di un'insalatina fresca.
  • 500-600 g di patate
  • 2 uova
  • 1 vasetto di yogurt bianco magro
  • 10-15 asparagi
  • 15-20 piselli in baccello
  • 1 cipollotto
  • 1-2 spicchi d'aglio
  • 75 g di prosciutto cotto a dadini
  • qualche filo di erba cipollina
  • parmigiano grattugiato
  • olio evo, sale, pepe bianco macinato, pangrattato


Lessare le patate (io le ho cotte al vapore nel microonde, generalmente tendo a preferire questo sistema di cottura perché così le patate rimangono più asciutte) e schiacciarle con l'apposito attrezzo.
Sbaccellare i piselli, sbollentarli un paio di minuti e scolarli. Sbollentare e scolare anche gli asparagi e tagliarli a pezzettini. Affettare sottilmente il cipollotto. Scaldare dell'olio evo in un padellino, farvi appassire il cipollotto e l'aglio a fettine sottili, aggiungere il prosciutto a dadini, quindi anche i piselli e gli asparagi tagliati a pezzetti, salare, pepare e far insaporire il tutto qualche minuto.


Nella ciotola in cui si sono raccolte le patate schiacciate, aggiungere le uova, il vasetto di yogurt, il parmigiano grattugiato, sale e pepe. Quindi aggiungere le verdurine fatte insaporire in padella, l'erba cipollina spezzettata con le mani e mescolare bene per far amalgamare il tutto.
Ungere una pirofila da forno e cospargerla di pangrattato, quindi versarvi il composto di patate e verdurine. Coi rebbi di una forchetta, praticare dei solchi sulla superficie, spolverare ancora con pangrattato e colare un filo d'olio.


Cuocere in forno preriscaldato a 200° ventilato per 20 minuti, quindi abbassare a 180° e lasciar cuocere per altri 25 minuti, o comunque finché la superficie non si presenti dorata.

martedì 22 maggio 2012

Scones all'arancia e mirtilli rossi

Ero molto indecisa se postare o no questa ricetta. Il motivo è che questa è stata la prima volta che facevo gli scones, e ovviamente ho toppato su qualcosa: non sono venuti alti come dovrebbero essere. Alla fine, pensa che ti ripensa, ho deciso di postare lo stesso la ricetta perché mi sono detta che mi avrebbe fatto da promemoria per la prossima volta che li farò (perché li rifarò, e non solo per prendermi la rivincita, ma perché sono proprio buoni!), per meglio aggiustare il tiro sui passaggi che ho sbagliato questa volta, e poi perché comunque, facendomi un giretto su internet, ho visto che ci sono anche altre foto di scones bassi come i miei, quindi dopotutto non sarà poi questa grande nota di demerito.


Questi sono particolari: sono aromatizzati all'arancia con i mirtilli rossi disidratati nell'impasto e una glassa leggera all'arancia sopra. La ricetta l'ho presa dal blog Tracey's Culinary Adventures, dimezzando le dosi. Nell'impasto ci andrebbe la scorza d'arancia grattugiata, ma dato che non avevo arance bio da poter usare stavolta, ci ho messo 1 cucchiaio di essenza d'arancia. La prossima volta però esagero, e ce ne metto due o più, perché mi piacerebbe che il sapore dell'arancia fosse più accentuato. Infine, la ricetta originale parla di usare la panna liquida, che io ho rimpiazzato con della panna acida perché ce l'avevo e dovevo farla fuori.


Comunque, la ricetta nel dettaglio:
  • 2 cup di farina 00, + 1/8 di cup
  • 1/8 di cup di zucchero fino Zéfiro, + un po' per spolverizzare
  • 1 cucchiaio di lievito in polvere per dolci
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaio di scorza d'arancia grattugiata (io di essenza d'arancia, prossima volta aumento a 2-3 cucchiai)
  • 170 g di burro freddo a pezzetti (secondo me è troppo, la prossima volta uso 150 g)
  • 2 uova
  • 1/2 cup di panna liquida (o panna acida) fredda
  • 1/2 cup (= 50 g) di mirtilli rossi disidratati
  • 1 uovo sbattuto con 1 cucchiaio di latte per spennellare
  • 1/4 di cup di zucchero a velo
  • 2 cucchiaini di succo d'arancia appena spremuto

Il procedimento per fare gli scones si caratterizza per la sua semplicità, e per il fatto di avere in comune coi muffins il fatto di miscelare da una parte gli ingredienti secchi e dall'altra quelli liquidi, e poi di combinarli insieme... sì, insomma... quasi ;-)
Accendere il forno a 200° statico e foderare una leccarda con della cartaforno. In una ciotola, mescolare i mirtilli rossi disidratati con l'1/8 di cup di farina che era stata misurata a parte.


Miscelare nella ciotola dell'impastatrice, con la frusta a pala, le 2 cup di farina con lo zucchero, la scorza d'arancia (se invece si usa l'essenza, vedere più avanti), il lievito e il sale, quindi aggiungere il burro freddo a pezzetti e far andare finché il tutto non assuma un aspetto granuloso.
In un bicchiere graduato, sbattere bene le uova con la panna, quindi colare questo intruglio un po' alla volta nell'impasto di burro farina e zucchero, tenendo l'impastatrice alla minima velocità. Aggiungere l'essenza d'arancia se si è preferita questa alla scorza, e infine i mirtilli con la farina a cui erano stati mescolati.


Quando tutti gli ingredienti sono ben combinati tra loro, rovesciare il composto, che risulterà molto morbido, sul piano di lavoro infarinato (la farina deve servire a non far appiccicare l'impasto al piano, evitare di fargliene assorbire ancora), formare una palla e appiattirla aiutandosi con un mattarello. Il blocco dovrà avere un'altezza non inferiore ai 3-4 cm, e qui è dove ho sbagliato io, che l'ho appiattito troppo, per cui i miei scones sono rimasti bassi.
Con un coppapasta del diametro di 7,5 cm circa, ritagliare dei cerchi di impasto (se si è mantenuta l'altezza giusta, ce ne dovrebbero uscire 6-7, che sono circa la metà di quelli che sono venuti a me) e disporli sulla leccarda foderata con la cartaforno. Ovviamente i ritagli si possono rimpastare e ritagliare fino ad esaurimento dell'impasto.


Spennellare gli scones con l'uovo sbattuto col cucchiaio di latte e spolverizzarli con lo zucchero, quindi infornarli e farli cuocere per 20-25 minuti, o comunque finché non appariranno dorati in superfice e sodi al tatto.
Farli raffreddare sulla gratella, e quando saranno completamente freddi, decorarli in superficie con la glassa ottenuta mescolando lo zucchero a velo col succo d'arancia.
Torno a dire, a me sono piaciuti molto... con i piccoli aggiustamenti segnalati, secondo me saranno perfetti!

venerdì 18 maggio 2012

Olio aromatizzato allo zenzero

Un'idea che ho visto sul blog Il Gusto del Laboratorio Magico, che mi ha fortemente incuriosito: sono un'appassionata dei condimenti originali, come ho dimostrato anche in passato postando i procedimenti per fare il sale alle erbe, la riduzione di aceto balsamico, la vinaigrette al passito e altro. Sono convinta infatti, che un olio aromatizzato, un sale profumato, un mélange di spezie spesso sia sufficiente a dare un tocco di grande personalità alle pietanze più semplici e rimediate in fretta e furia, come puo essere una fettina di carne ai ferri, un pesce bollito o un'insalata.
Non potevo quindi, esimermi dal provare anche questo olio aromatizzato che si prepara interamente a freddo e necessita di un adeguato periodo di infusione perché i sapori possano perfettamente amalgamarsi.
L'occorrente (qualche dose è modificata rispetto all'originale):
  • 7 dl di ottimo olio extravergine di oliva
  • 50-55 g di zenzero fresco (al netto degli scarti)
  • 25-30 foglioline di menta fresca
  • la scorza di 1/4 di limone (solo il giallo senza la parte bianca)
  • 2-3 pizzichi di sale rosa dell'Himalaya (grosso, tanto si scioglierà durante l'infusione)

Mettere tutto in una bottiglia, lo zenzero tagliato a pezzettini, le foglie di menta lavate e ben asciugate. Tappare e conservare in un luogo buio per almeno 20 giorni, agitando almeno una volta tutti i giorni.

lunedì 14 maggio 2012

Stringozzi con sarde, pinoli e crumble di pane e mandorle

C'è riuscita di nuovo. Io continuo a sorprendermi di come lei ogni volta riesca a sorprendermi, mentre dovrei solo smettere di lasciarmi sorprendere e prendere atto del fatto che lei ha questo dono, ce l'ha, punto e basta.
Lei è Jo, e il dono è la sua capacità di prendere pochi, semplici ingredienti, molti dei quali spesso sono d'uso comune e quasi sempre presenti nelle nostre dispense, e improvvisare un piatto che è un piccolo capolavoro di arte culinaria.
Prendiamo questa pasta con le sarde, per esempio: non c'è niente di strano o ricercato, semplicemente sarde fresche, finocchietto, pinoli, pangrattato e farina di mandorle. Ed è proprio nella farina di mandorle che sta la genialata, o meglio, nel modo in cui la farina di mandorle viene impiegata: tostandola in un padellino col pangrattato e aggiunta alla pasta condita. Punto. Semplice, no? Talmente semplice da risultare disarmante, e talmente disarmante da riuscire a trasformare una banale pasta con le sarde in qualcosa di unico e ricercato.


Io c'ho condito gli stringozzi che, tanto per cambiare, ho imparato a fare sempre da lei, e che non sono nuovi al mio blog, dato che già ne avevo parlato qui, qui e qui. Perciò rimando a uno dei post linkati per la spiegazione su come preparare dei favolosi stringozzi fatti in casa.


Invece, per fare il condimento per 2 porzioni (200 g) di stringozzi, occorrono:
  • 5 sarde fresche belle grosse
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 acciuga dissalata e deliscata
  • 15 g di pinoli
  • 5-6 cucchiai di olio evo
  • 1 mazzetto di finocchietto
  • uno spruzzo di vino bianco
  • 1 cucchiaio colmo di pangrattato
  • 1 cucchiaio colmo di farina di mandorle
  • sale e pepe bianco
Eviscerare, deliscare e scartare le code e le teste delle sarde, sciacquandole velocemente sotto l'acqua corrente.
In un padellino, mettere a scaldare l'olio con l'aglio a fettine sottili e l'acciuga. Quando cominceranno a prendere colore, aggiungere le sarde tagliate in 4 e i pinoli. Farli rosolare un po', quindi aggiungere anche il finocchietto, mescolare e dopo un paio di minuti spruzzare col vino bianco.
Salare, pepare, incoperchiare e far cuocere pochi minuti.
Far scaldare bene un altro padellino antiaderente senza aggiungere grassi, quindi versarvi il pangrattato e la farina di mandorle (io ho preso una manciata di mandorle spellate e le ho ridotte in farina col mixer del minipimer) con una piccola presa di sale e far tostare a fiamma bassa, agitando il padellino e finché non abbia preso un leggero colore dorato e non cominci a sprigionarsi il profumo delle mandorle abbrustolite.


Lessare gli stringozzi, scolarli al dente, spadellarli nel condimento con le sarde e un attimo prima di spegnere la fiamma, aggiungere il mix di pane e mandorle tostati. Mescolare, impiattare e servire.
Devo confessare che aveva un solo difetto: la porzione è finita subito! ;-P
Grazie Jo, tu continua sempre a sorprendermi! ;-)

giovedì 10 maggio 2012

La torta di mele come la facevo da ragazza

La torta di mele è una di quelle cose che, comunque la si faccia, piace sempre. Questa in particolare è stata per lungo tempo il mio cavallo di battaglia quando ero una giovincella (non fatemi dire quanto tempo fa che me pija male ;-P ). Ogni volta che la facevo, il successo era assicurato, innanzitutto perché l'impatto visivo era notevole, come si può anche vedere dalle foto, e poi perché era davvero buona buona buona.


Per questa che ho fotografato ho usato uno stampo da 22 cm, per cui è venuta piuttosto altina, ma se la si preferisce meno spugnosa e più umida, basta usare uno stampo leggermente più grande, 24 cm dovrebbe andar bene, mantenendo inalterate le dosi (però potrebbe volerci una mela in più).


Ingredienti:
  • 3 mele + 1
  • 1 limone, succo e scorza
  • 75 g di burro
  • 150 g di zucchero (io 130) + 1 cucchiaio
  • 2 uova
  • 200 g di farina
  • 1/2 bustina di lievito
  • 1 cucchiaio di rum
  • 1 tazzina di latte
Procedimento:
Grattugiare la scorza del limone, quindi spremerlo e tenere da parte succo e scorza. Tagliare in quarti le 3 mele, sbucciarle, togliere il torsolo e inciderle nel senso della lunghezza. Raccoglierle in un recipiente, spolverizzarle con il cucchiaio di zucchero e bagnarle col succo di limone. Mescolarle in modo da far sciogliere lo zucchero e tenerle in frigo fino al momento di servirsene.


Montare a crema il burro con lo zucchero, aggiungere la scorza grattugiata, i tuorli uno alla volta, il cucchiaio di rum, la farina setacciata col lievito un cucchiaio alla volta, il succo di macerazione delle mele quando si nota che l'impasto comincia ad essere troppo duro e il latte. In ultimo, gli albumi montati a neve molto ferma, facendo attenzione a non smontarli.


Versare metà dell'impasto nella teglia imburrata e infarinata (si consiglia di usare uno stampo a cerniera per facilitare l'operazione di sformatura), quindi disporvi la quarta mela sbucciata e tagliata a fettine. Finire di colare l'impasto e disporvi i quarti di mela incisi, tutto intorno al bordo e, al centro, tutti quelli che si riesce a farci stare. Colare un filo d'olio evo sopra le mele (non chiedetemi perché, così me l'hanno insegnato ed io l'ho sempre fatto, il sapore non si sente) e infornare in forno già caldo a 180° statico per 1 ora e 10 minuti circa, comunque fare sempre la prova stecchino.
Lasciar stiepidire, quindi sformare e finire di far raffreddare su una gratella. Spolverizzare con zucchero a velo, se lo si gradisce.

venerdì 4 maggio 2012

Polpette libanesi al cumino - Lebanese cumin meatballs

Il cumino è un ingrediente che è entrato da poco a far parte della mia dispensa. Non che non lo conoscessi... avevo già mangiato molte altre volte pietanze aromatizzate con questa spezia, sia in Alto Adige, che in Austria/Germania, che a Cuba... solo che non lo avevo mai impiegato nella mia cucina. In effetti, la prima volta in assoluto in cui ho usato il cumino è stato per fare l'ovino tikka masala, e poi di nuovo per fare questo pane austriaco e quest'altro pane della Val Pusteria.
Ultimamente mi è capitato di vedere, su un blog di ricette libanesi e mediorientali in generale, molto ricco e che seguo con grande interesse, una ricetta di polpette aromatizzate col cumino.


E dato che io adoro le polpette (e a chi non piacciono? ;-D ) e l'abbinamento mi incuriosiva non poco, ho voluto provare a fare questa ricetta libanese, e ne sono rimasta piacevolmente impressionata. Oltretutto è anche di facile esecuzione, fattibile in davvero pochissimo tempo, quindi se piace il cumino, la consiglio vivamente come alternativa alle solite polpette al sugo.
Io le ho servite con i soliti ramequin di riso long & wild, che mi ha completamente catturato e che trovo si sposi favolosamente con le pietanze etniche "pucciose". Per la spiegazione su come prepararli, rimando a questo post. Tuttavia, nulla impedisce di accompagnare queste polpette con del normalissimo pane, ottimo per fare la scarpetta nel sughetto ;-)


Invece, per fare 16 polpette della grandezza di una... polpetta :-P occorrono:
  • 650-700 g di macinato magro di manzo o vitellone (io ormai uso da tanto l'attrezzo tritacarne del mio K-Chef, un oggetto favoloso! che mi consente di scegliermi un bel pezzo di polpa magra e macinarmelo da me)
  • 1 uovo
  • 2 spicchi d'aglio (sì, vengono piuttosto "agliose", che a me non dispiace)
  • 1/4 di tazza di pangrattato
  • 1/2 cucchiaino di cumino (mi sarebbe piaciuto che il sapore fosse stato più pronunciato, per cui la prossima volta ne userò un cucchiaino)
  • sale e pepe
  • 3 cucchiai di olio evo

Per la salsa di cottura invece, occorrono:
  • 1 tazza e 1/2 di acqua
  • 3 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1/4 di cucchiaino di aglio in polvere
  • sale e pepe
Preparare le polpette mescolando insieme il manzo macinato con l'uovo, l'aglio passato allo schiacciaaglio, il pangrattato, il cumino ridotto in polvere, sale e pepe, e formarle dando loro la grandezza approssimativa di una pallina da ping pong.
In un ampio tegame antiaderente, far scaldare l'olio evo e farvi rosolare le polpette su tutti i lati. Quindi toglierle dal tegame e tenerle da parte.


Nello stesso tegame, portare a bollore l'acqua e stemperarvi il concentrato di pomodoro, il succo di limone, l'aglio in polvere, sale e pepe. Mescolare bene e, quando spicca nuovamente il bollore, abbassare la fiamma e aggiungervi le polpette, incoperchiare e lasciarle cuocere per 15-20 minuti, o comunque finché l'acqua della salsa non sia quasi completamente evaporata.
Impiattare e servire coi ramequin di riso sformati.

martedì 1 maggio 2012

Roccocò 2: la vendetta

Essì, la vendetta.


Perché con questi signori avevo una partita aperta da quel dì, da quando cioè, li feci la prima volta e, seppure fossero venuti buonissimi, non avevano per niente l'aspetto dei veri roccocò napoletani.


Questa cosa mi era rimasta veramente sul piloro, e non avevo nessuna intenzione di darmi per vinta, per cui ho continuato a rimuginare e rimuginare sul fatto che dovessi rifarli.
Mi sono decisa a farli il 1° maggio, dopo essermi informata e accertata che non esistesse alcuna legge che dice che è severamente proibito fare i roccocò il 1° maggio, e chiunque contravviene a questa norma potrebbe diventare cieco, sordomuto e pure sciancato! :-D
Sì, insomma, il punto è sempre quello: sono dolci natalizi, ma che male c'è a farli anche in altri momenti dell'anno, se piacciono? E a me non solo piacciono, ma dovevo farli venire come volevo io, e come vuole la tradizione, e sinceramente non mi andava di aspettare il prossimo Natale.


Ci sono riuscita... embé! figuriamoci se mi lasciavo piegare dai roccocò! La ricetta seguita è sempre quella postata qui. Le uniche variazioni sono che stavolta ho fatto impastare tutto a Ken, con la frusta a pala, e questo è stato di grande aiuto perché sono sicura che l'altra volta, essendomi ritrovata con tutte le mani impiastricciate da questo impasto che, tra zucchero e canditi, è decisamente appiccicoso, ho esagerato ad aggiungere la farina, il che deve aver inesorabilmente compromesso l'equilibrio tra gli ingredienti; e poi, non avendo un'arancia bio da cui grattugiare la scorza, ho usato un cucchiaino o poco più di essenza d'arancia, da considerare nel computo dei liquidi totali da mettere nell'impasto.


Inoltre, non mi sono fidata di mettere "un pizzico" di ammoniaca per dolci, ma l'ho pesata, 2-3 grammi circa. Ma soprattutto, le salsiccette che ho formato e chiuso ad anello le ho lasciate molto più tozze rispetto all'altra volta che le avevo sfinate e allungate troppo... vabbé, in conclusione, anche il risultato visivo stavolta è stato soddisfacente.
Ora posso dire di essere riuscita a fare dei roccocò a regola d'arte, anche se era il 1° maggio! ;-P

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