sabato 20 ottobre 2012

Nocino

E' un liquore che non son mai riuscita a preparare perché non sapevo dove/come reperire la materia prima: le noci col mallo. Insomma, pur abitando in campagna, non ho alberi di noci nelle vicinanze, da cui poter andare a fregare i frutti nottetempo (a dir la verità, non so neanche com'è fatto un noce :-P ), né so di negozi che le vendono.
E' successo poi che l'anno scorso, una mia amica mi avesse chiesto una ricetta collaudata per farlo. Ovviamente io non ce l'avevo, ma sapevo che ce l'aveva mia cugina, che da anni fa un nocino da urlo, grazie all'albero di una sua amica che le fornisce i frutti necessari. Quindi mi son fatta dare da lei la sua ricetta per passarla alla mia amica, e quel fare da tramite mi ha fatto intestardire: all'epoca della richiesta era già troppo tardi per organizzarmi, ma l'anno dopo non sarebbe passato indenne, avrei fatto il nocino, a qualunque costo!
E' stato così che già dallo scorso inverno mi sono messa in giro a chiedere a colleghi e conoscenti, che sapevo avere della terra in campagna, se per caso avessero pure un albero di noci, ed ho finito per trovare un collega con cui ho preso accordi perché mi fornisse 30 noci col mallo entro e non oltre il 30 giugno di quest'anno. Infatti, la leggenda vuole che al momento di coglierle, le noci debbano essere bagnate con la rugiada della mattina di San Giovanni, che cade il 24 giugno. Dato che è abbastanza improbabile riuscire a cogliere le noci la mattina del 24 giugno, diciamo che qualsiasi momento fino alla fine del mese può essere buono.
E invece è accaduto che una ventina di giorni prima della "fornitura", il mio collega mi chiama e mi dice che il raccolto di quest'anno era andato a farsi benedire, le noci erano poche, piccole e asfittiche, ed evidentemente la pianta doveva essersi presa una malattia.
Nooooooooooooooooo!!!!!!!!!! e ora che faccio??? per nessuna cosa al mondo volevo rinunciare alla mia decisione di preparare il nocino, ma dove le trovo le noci adesso?!?
E all'improvviso si accende il lampo di genio! massìììììì, devo chiedere al mio emporio bio equosolidale, quello dove faccio la GAS-spesa! Loro hanno contatti con diverse aziende agricole locali, da cui si riforniscono di frutta e verdura biologica che vendono in negozio: ci sarà tra questi qualcuno che abbia un albero di noci! :-D Parlo con la signora che si prende l'impegno di informarsi, e il giorno dopo mi fa sapere che sì, c'era chi avrebbe potuto darmi le noci. Vabbé, poi come sempre succede, quando dopo esserti scervellata per giorni, finalmente trovi la soluzione, all'improvviso salta fuori che c'era almeno un'altra persona che avrebbe potuto aiutarti, nel caso mio la signora che mi viene a fare le pulizie e il cui padre ha un albero di noci... pazienza, me ne ricorderò l'anno prossimo!


Comunque, finalmente entro in possesso delle mie noci e procedo con la ricetta di mia cugina:
  • 30 noci col mallo
  • 1,5 l di alcool etilico 90-95°
  • 0,5 l di acqua
  • 0,5 kg di zucchero
  • aromi misti (stecca di cannella, chiodi di garofano, scorza di limone bio, scorza d'arancia bio, zenzero...)
Preparare uno sciroppo con l'acqua e lo zucchero e far raffreddare.
Tagliare le noci a metà, o anche in 4 se sono molto grandi. Occhio che sono dure, io mi sono dovuta munire, oltre che di un coltello bello tagliente, anche di un martello perché a mani nude non ce la facevo. E' un lavoro abbastanza "sporco" perché i frantumi e i succhi vanno schizzando un po' dappertutto, diciamo che questa è la parte più antipatica di tutto il procedimento. Ah! indossare dei guanti di gomma perché ho imparato a mie spese che mani e unghie diventano nerissime, e rimangono così per diversi giorni.
Mettere le noci in un'albanella a chiusura ermetica bella grossa, io ho dovuto usarne una da 3 litri e una da 1,5 litri, perché le noci occupano molto volume e non è facile trovare un recipiente grande abbastanza da contenere tutto.
Quando lo sciroppo è completamente freddo, mescolarlo all'alcool e versare questa mistura sopra le noci nelle albanelle. Aggiungere gli aromi (io ho messo solo stecca di cannella e scorza di limone), chiudere e far riposare in un luogo buio e fresco per almeno 8 settimane, agitando di tanto in tanto. Io ho lasciato riposare anche un paio di settimane in più.
Trascorso il periodo di infusione, mescolare insieme il contenuto di entrambe le albanelle in un unico recipiente, filtrando. Quindi filtrare di nuovo e imbottigliare. Ho riempito in tutto 4 bottiglie da 50 cl più una quinta a cui mancava poco più di un dito per essere colma.
Lasciare che il liquore s'affini in bottiglia per almeno due settimane prima di degustare, più tempo si lascia affinare, e meglio si amalgamano i sapori, anche se so che è molto difficile resistere! ;-)

AGGIORNAMENTO 2016
Quest'anno, dopo alcuni passati "a riposo", ho rifatto il nocino con le seguenti, significative, modifiche:
  • sciroppo fatto con ZUCCHERO DI CANNA
  • aromi utilizzati: scorza di limone, stecca di cannella, chiodi di garofano, UNA BACCA DI VANIGLIA INCISA
Ne prendo nota perché il nocino è venuto particolarmente buono, direi meglio del solito.  

8 commenti:

  1. Aggiungo una cosa, solo per amor di cronaca: qui la tradizione vuole che le noci siano raccolte la mattina di San Giovanni da una vergine.
    Sempre più difficile... :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ARGH! come NON fare il nocino ;-) ...

      Elimina


  2. sapessi quanti ricordi ho legati alla preparazione del nocino e della ratafìa

    complimenti per la tenacia concè

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vale, me l'immagino i tuoi ricordi! ;-)
      Il ratafià (per me è maschietto ;-P ) è un altro liquore che avrei sempre voluto fare. Mai riuscita perché è difficilissimo trovare le amarene. Poi, quest'anno, a sorpresa, non ti vedo esposte le vaschette di amarene lì al solito emporio??? Ormai era andata perché ero già intrippata col nocino, ma l'anno prossimo alla signora gliele prenoto, così provo a fare anche il ratafià ;-)
      Bacetti!

      Elimina
  3. e la ratafia poi va messa a prendere il sole ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì, mi ricordavo d'averla letta 'sta cosa... come le amarene sciroppate del resto: 40 gg di esposizione al sole ;-)

      Elimina
  4. Ok, allora seguirò anch'io la ricetta di tua cugina! Spesso ci chiamano per chiedere botti in legno di rovere per invecchiare il nocino e anch'io sono un appassionato della bevanda. Non l'ho mai preparato e pensavo si facesse con le noci quelle che si schiacciano con lo schiaccianoci. Alla prima occasione voglio proprio provare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Certo che, invecchiato nelle botti di rovere dev'essere ancora più buono!

      Elimina

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...