lunedì 30 maggio 2011

Crema catalana con sorpresa

Questo dolce al cucchiaio è talmente buono, che è un peccato servirlo come dessert a fine pasto perché, secondo me, arrivati già satolli da tutte le portate precedenti, non se ne apprezza completamente il gusto come meriterebbe.
La sorpresa sotto la crema catalana è il cremoso al cioccolato di Maurizio Santin, una delizia che ho sentito il bisogno di provare sin dalla prima volta che ne lessi la ricetta... per chi non lo conoscesse, dovete credermi, è da sturbo feroce!
Tra lo strato di cremoso e quello di crema catalana, una generosa sbriciolata di amaretti.


Cremoso al cioccolato
Per il cremoso al cioccolato si prepara una crema inglese nel seguente modo:
  • 350 g di panna fresca
  • 150 g di latte
  • 110 g di tuorli (circa 7, dipende da quanto sono grandi le uova)
  • 65 g di zucchero
Portare a ebollizione la panna con il latte e nel frattempo battere i tuorli con lo zucchero, cercando di incorporare meno aria possibile (io ho usato banalmente una frusta a mano). Diluire i tuorli sbattuti col latte/panna, rimettere sul fuoco e mescolando, portare il tutto alla temperatura di 82-85°. Omogeneizzare con un frullatore a immersione.
Prima di fare tutto questo, avrete tritato
200 g di cioccolato fondente 70/75%, oppure
225 g di cioccolato fondente 55%, oppure
300 g di cioccolato al latte o gianduia
(io ho scelto la prima opzione, fondente al 75%)
Quindi, quando la crema inglese sarà scesa ad una temperatura di 50/60°, andrà incorporata a filo nel ciocco tritato, col frullatore a immersione, sempre senza incorporare aria. Poiché il mio minipimer è ad una sola velocità, e sarebbe stato impossibile non incorporare aria, ho preferito il vecchio metodo della frusta a mano.
Quando gli ingredienti si saranno ben amalgamati, ripartire il cremoso nelle cocottine che si useranno per servire il dessert, e porli in frigo per far solidificare il cremoso.


Quindi preparare la crema pasticcera con
  • 500 g di latte
  • 5 tuorli
  • 100 g di zucchero fino Zéfiro
  • 30 g di fecola di patate
  • la scorza di un limone
  • i semi di una bacca di vaniglia
Scaldare il latte con la scorza di limone e i semi di vaniglia intanto che si batte lo zucchero coi tuorli, ai quali si aggiungerà anche la fecola. Quindi colare a filo il latte caldo e riportare tutto sul fuoco fino ad addensamento.
Riprendere le cocottine e su ognuna sbriciolare 3 amaretti, quindi coprire con la crema pasticcera, che nel frattempo si sarà quasi del tutto freddata, e rimettere in frigo.


Al momento di servire, cospargere la superficie di ogni cocottina con dello zucchero di canna e fiammeggiare con il caramellatore... 250 calorie a cucchiaino, che però vi manderanno in estasi!

sabato 28 maggio 2011

Spaghetti profumati alla rana pescatrice

Tornano ad essere rigogliose le mie piantine aromatiche sul terrazzo, e con esse torna la voglia di preparare questi spaghetti profumatissimi che sanno d'estate e di mare... sperando che anche la stagione calda si decida finalmente ad arrivare!


Per 2 porzioni di spaghetti:
  • una rana pescatrice piccolina o mezza media
  • 2 spicchi d'aglio
  • 200 g di polpa di pomodoro
  • misto di erbe fresche tritate: origano, salvia, basilico, timo, prezzemolo
  • olio, sale, uno spruzzo di vino bianco
Privare la rana pescatrice del suo osso centrale e della palle e farla a tocchetti. Passare l'aglio allo schiacciaglio e metterlo a rosolare in una padella con l'olio, quindi aggiungere la rana pescatrice e lasciar asciugare tutto il liquido che tirerà fuori. Quindi spruzzare col vino bianco e far evaporare, e aggiungere il pomodoro, abbassando la fiamma e lasciando cuocere finché non restringe. Salare.


Nel frattempo, lavare le erbette aromatiche, tamponarle bene con uno scottex e tritarle tutte insieme, il più finemente possibile. Aggiungerle al condimento un attimo prima di buttarvi gli spaghetti lessati al dente.
Rapidissimi da preparare e terribilmente appaganti nel gusto!

giovedì 26 maggio 2011

Blondies

Dal mio solito libro di goloserie americane made in London, questi dolcetti che altro non sono che la versione bianca dei brownies, fatti cioè col cioccolato bianco.

  • 150 g di cioccolato bianco a pezzi
  • 125 g di burro non salato
  • 150 g di zucchero fino Zéfiro
  • 2 uova
  • 1,5 c di essenza di vaniglia
  • 200 g di farina
  • 1 pizzico di sale
  • 120 g di noci pecan (ma vanno bene anche quelle nostrane) sgusciate e ridotte in pezzettini

Non è necessario usare robot e impastatrici varie, il tutto si può fare con una ciotola e una frusta a mano.
Fondere insieme il burro col cioccolato bianco. Aggiungere lo zucchero, non contrariatevi se vedete che non si amalgamano bene perché s'aggiusteranno via via che si aggiungono gli altri ingredienti.
Incorporare le uova, agitando bene con la frusta, e l'essenza di vaniglia. Aggiungere quindi la farina col pizzico di sale e le noci.
Versare l'impasto in una teglia da forno da 33 x 23 (non di più o sennò i blondies vengono troppo bassi) foderata di carta forno e mettere nel forno caldo a 170° statico. La ricetta dice per 35-40 minuti... dipende, a me sono bastati 25 minuti. Comunque il dolce deve apparire dorato in superficie e, tastandolo al centro, dev'essere morbido.
Lasciar freddare bene prima di tagliare a quadrotti, ce ne escono 12.


I blondies, come i brownies, hanno la caratteristica di non essere né alti né spugnosi (infatti non ci va neanche il lievito), e anzi, devono rimanere "fondenti", ma non liquidi.
Sono goduriosissimi, very born in the USA!!!

martedì 24 maggio 2011

Il polpettone: come lo fai lo fai...

... è sempre bono! E se ci cuoci insieme anche qualche patata, diventa la cena perfetta!   
Generalmente, per polpette e polpettoni, ognuno ha una ricetta del cuore, tuttavia a me non succede mai di rispettare sempre rigorosamente la stessa, ogni volta cambio qualcosa, un aroma in più o in meno, piuttosto che un ingrediente in più o in meno... vi racconto come ho fatto questo, ispirandomi alla ricetta del falsomagro siciliano per la farcitura.


Per il polpettone:
  • 600 g di macinato magrissimo di vitello o manzo
  • 15 cm ca di luganega
  • 2 fette di pancarré ammollate in un po' di latte
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 spicchio d'aglio
  • una bella manciata di foglie di prezzemolo
  • una grattatina di noce moscata
  • sale aromatizzato
Per la farcitura:
  • 1 frittatina di un uovo
  • 3 belle fettine di prosciutto cotto
  • 2 cubelli di spinaci surgelati
  • 8 fettine di provola affettata sottile
Per la cottura:
  • olio evo
  • 1 bicchiere (da acqua) riempita con metà acqua e metà vino bianco
  • 3 belle patate a spicchi
  • 2 spicchi d'aglio
  • 2 rametti di rosmarino
Preparare la carne per il polpettone mescolando diligentemente (che significa con le mani, possibilmente pulite) insieme tutti gli ingredienti. Allargare questo impasto sopra un foglio di cartaforno abbastanza grande, perché dovrà servire poi anche ad avvolgerlo.
Preparare una frittatina sottilissima, come una crepe, e sovrapporla alla carne. Quindi adagiare sopra anche le fette di prosciutto cotto, gli spinaci fatti scongelare, strizzati e tagliuzzati con le forbici, e infine le fette di formaggio.
A questo punto, aiutandosi con la cartaforno, arrotolare la carne su se stessa formando il polpettone, compattando bene per sigillare il ripieno, e foderare nello stesso foglio di carta forno.


Nel frattempo portare il forno alla temperatura di 210-220° circa, statico, dove si metterà a cuocere il polpettone in una pirofila unta e con il bicchiere di acqua e vino. Dopo 15 minuti circa, rigirare delicatamente il polpettone dall'altra parte.
Nel frattempo, sbucciare e tagliare le patate e mescolarle in un piatto con il sale e l'aglio. Dopo mezz'ora, togliere la carta al polpettone e distribuire anche le patate nella pirofila, quindi portare il tutto a cottura per un'oretta, rigirando il polpettone almeno una volta.
Veramente buono nella sua semplicità e mancanza di pretenziosità!

domenica 22 maggio 2011

Matcha chiffon cake

E' da tanto che pensavo di farla, finalmente mi sono decisa!
Sulla scia di questa che mi aveva veramente entusiasmata per la sua sofficità indescrivibile, e dopo aver trovato questa girovagando per il web, mi sono messa d'impegno per trovare il tempo e l'ho messa in cantiere, comunque incoraggiata dal fatto che non è affatto complicata o lunga da preparare.


La ricetta non è dissimile da quella che avevo già dato, ma per comodità di lettura la ri-posto:
  • 7 uova
  • 285 g di farina
  • 300 g di zucchero fino Zéfiro
  • 195 ml di acqua
  • 120 ml di olio di semi (io ho usato quello di arachidi)
  • 10-11 g di polvere di té matcha
  • 1 c di essenza di vaniglia
  • 1/2 c di cremor tartaro
  • 1 c raso di sale
  • 1 bustina di lievito
Setacciare il té matcha con la farina, quindi mescolarla nella planetaria con lo zucchero, il lievito e il sale. Fare la fontanella al centro e versarvi l'olio, i tuorli, l'acqua e l'essenza di vaniglia. Avviare la planetaria (ho usato la frusta a filo), aumentando gradatamente la velocità finché l'impasto non fa le bolle.
Nel frattempo, in un altro recipiente, montare gli albumi col cremor tartaro a neve fermissima.

Aggiungere gli albumi all'altro impasto, un po' alla volta e mescolando lentamente dal basso verso l'alto per non smontare il tutto, quindi versare nello stampo CHE NON DEVE ASSOLUTAMENTE ESSERE IMBURRATO E INFARINATO.
Far cuocere in forno caldo a 160° ventilato per un'ora, comunque come sempre, regolarsi col proprio forno e, in ogni caso, fare sempre la prova stecchino... dovete munirvi di uno spiedino bello lungo, perché un semplice stuzzicadenti è troppo corto!
Tirare fuori dal forno e far raffreddare DENTRO ALLO STAMPO CAPOVOLTO (rimando al mio post sull'orange chiffon cake per vedere come dev'essere lo stampo), quindi sformarla delicatamente dopo aver passato una spatola di silicone tutt'intorno per staccarla dalle pareti della tortiera.



Sofficissima come sempre, con in più quel gusto inconfondibile del matcha, ottima da mangiare nature come dolce da colazione, ma anche da ricoprire con tanta bella panna montata, lasciata bianca oppure addizionata anch'essa con un po' di matcha, per darle una delicata colorazione verde.

venerdì 20 maggio 2011

Strangolapreti con pesto genovese e mazzancolle

Questo è un primo semplicissimo e velocissimo da preparare, che appaga il gusto senza lasciare nessuna zona grigia. La ricetta originaria l'ho presa qui e prevede l'uso delle pappardelle che io non avevo, ma vi assicuro che anche gli strangolapreti freschi ci si sposano benissimo.


Per 4 porzioni occorrono:
  • 400 g di strangolapreti
  • pesto genovese preparato sul momento secondo le vostre abitudini
  • 200 g di mazzancolle fresche
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • olio evo, vino bianco, sale se necessario
Preparare il pesto e, intanto che bolle l'acqua per la pasta, togliere la testa e il carapace alle mazzancolle e saltarle molto velocemente in una padella con l'olio e lo spicchio d'aglio, sfumando col vino bianco.
In un altro padellino, far tostare il pangrattato senza aggiungere grassi.
Quando la pasta è cotta, scolarla e spadellarla con le mazzancolle aggiungendo il pangrattato e, solo alla fine e a fiamma spenta, il pesto genovese.


Sentirete che meraviglioso che è l'accostamento del pesto col pesce, assolutamente irresistibile!

mercoledì 18 maggio 2011

Strawberry cheesecake cupcakes

Prosegue il mio viaggio alla scoperta del mondo delle cupcake. Anche queste sono prese dal libro di ricette della Hummingbird Bakery, impossibile resistere alla tentazione di provarle, visto che siamo proprio nella stagione delle fragole.


Per le cupcake:
  • 120 g di farina
  • 140 g di zucchero fino Zéfiro
  • 1 c e 1/2 di lievito in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 40 g di burro a temperatura ambiente
  • 120 ml di latte
  • 1 c di essenza di vaniglia
  • 1 uovo
  • 12 fragole fresche di grandezza medio-piccola
Per il frosting:
  • 300 g di zucchero a velo
  • 50 g di burro a temperatura ambiente
  • 125 g di Philapelphia
  • una decina di biscotti digestive McVities

La particolarità di questa ricetta è che il pasticcere ha voluto cercare di ricreare in queste cupcake la combinazione di gusto di un cheesecake alla fragola. E io direi che c'è riuscito in maniera strepitosa!
Scaldare il forno a 170° statico. Lavare le fragole, privarle del picciolo, asciugarle bene, tagliarle a pezzettini e ripartirle nei pirottini. Siccome si ottengono 12 cupcake, praticamente ci va una fragola a ognuna.


Versare nella ciotola dell'impastatrice la farina, lo zucchero, il lievito, il sale e il burro e cominciare a mescolare a bassa velocità con la frusta a K, finché gli ingredienti non si combinano insieme assumendo un aspetto sabbioso. Quindi alzare la velocità a medio-alta e aggiungere un po' alla volta il latte e l'essenza di vaniglia. Aggiungere infine l'uovo e lasciare che s'incorpori bene.


Versare l'impasto nei pirottini con le fragole e infornare per circa 30 minuti, e comunque fino a doratura. Lasciar raffreddare completamente. Ecco le tortine "ignude"


Sempre nella ciotola dell'impastatrice, versare lo zucchero a velo col burro e lasciar andare la frusta a K a velocità medio-bassa, finché i due ingredienti non siano ben mescolati, quindi aggiungere il Philapelphia ben freddo tutto in una volta, alzare la velocità a medio-alta e far andare finché la crema non diventi soffice e spumosa, almeno 5 minuti.


Guarnire le tortine con questa crema e spolverizzare ognuna coi biscotti ridotti in briciole finissime con l'aiuto del food-processor.
Non chiedetemi di descriverne la bontà perché davvero non ci sono parole!

lunedì 16 maggio 2011

Pilaf di riso venere con frutti di mare

Ultimamente mi sono trovata con delle persone a fare un gran parlare di riso, risotti, riso acquerello etc, ed è quasi superfluo dire che sono stata assalita da una gran voglia di mangiare riso. Dato che avevo in dispensa una scatola intonsa di riso venere che chiedeva a gran voce di essere utilizzato, mi sono cimentata in questo pilaf che ho trovato veramente appagante.

  • cozze
  • vongole
  • moscardini (o seppioline, o calamaretti)
  • mazzancolle (o gamberetti)
  • 1 codina di rana pescatrice da 150-200 g
  • trito di carota, sedano, cipolla, aglio
  • 1 peperone "cornetto" verde dolce
  • 3 cucchiaiate di polpa di pomodoro
  • 1 bustina di zafferano
  • brodo di pesce
  • olio evo
  • 200 g di riso venere
Come premessa, al riso venere ho dato una sbollentata prima, una quindicina di minuti in acqua salata, perché ha dei tempi di cottura veramente lunghissimi... non credete ai "18 minuti" scritti sulla scatola, è una bugia!
Se avete un recipiente che si possa usare sia sul fornello che in forno, usate quello, altrimenti prendere una padella bella ampia e metterci ad appassire il trito di aromi con il peperone tagliato a listarelle. Quindi aggiungere tutto il pesce, la rana pescatrice privata della lisca e della pelle e fatta a tocchetti, mescolare e aggiungere il pomodoro, mescolare e tenere ancora un po' sul fuoco.


Nel frattempo, si sarà fatto scaldare il forno a 250° statico. Quando il riso è scolato, aggiungerlo ai frutti di mare e coprire col brodo di pesce, diluendo in un mestolo anche lo zafferano (passando il tutto in una pirofila da forno, in mancanza di un recipiente adatto ad entrambe le funzioni).
Infornare per 25-30 minuti e lasciar riposare 5 minuti prima di impiattare.

sabato 14 maggio 2011

Yorkshire pudding

Con lo yorkshire pudding avevo già provato a combattere alcuni anni addietro, quando cercai di riprodurre quella cosa che mangiai in Scozia tanti anni fa, insieme all'haggis & vegetables. Però quel che mi veniva fuori non gli somigliava per niente, tentai numerose varianti alla ricetta ma niente, mi veniva sempre una cosa che non c'entrava nulla con lo yorkshire pudding che ricordavo io.


Poi qualche giorno fa da Tinny ho trovato questa ricetta di yorkshire pudding senza glutine, e Tinny diceva di averli visti fare a Jamie Oliver durante la sua trasmissione... eccacchio! se li ha fatti Jamie Oliver, DEVONO essere PER FORZA quelli!!! E allora, incoraggiata anche dal fatto che sono facili e veloci da preparare, mi sono cimentata e finalmente posso dire di essere soddisfatta del risultato!
  • 1 cup di farina
  • 1 cup di latte
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale

Scaldare il forno a 200° statico. Buttare tutti gli ingredienti nel frullatore e azionarlo. Se necessario, fermarlo e con una spatola staccare la farina che eventualmente rimanesse appiccicata alla pareti del bicchierone, quindi ri-azionarlo e farlo andare per alcuni minuti a velocità ben sostenuta.
Nel frattempo, spennellare con un goccio d'olio le cavità degli stampi da muffin (con queste dosi a me ne sono usciti 10), quindi versare l'intruglio nelle cavità riempiendole per 2/3 e infornare per una mezz'oretta.


Se tutto è stato fatto bene, dopo una decina di minuti cominceranno a gonfiarsi, a gonfiarsi, a gonfiarsi...
A fine cottura, quando saranno diventati belli dorati, capovolgerli su una gratella di raffreddamento.



Generalmente vengono serviti con l'arrosto, il tipico roast-beef inglese col suo gravy, che poi sarebbe la salsa d'accompagnamento. Con questa salsa, che è il grasso di cottura della carne fatto restringere con della farina o fecola, si irrora per bene sia la carne che il pudding.
Tuttavia io non vedo alcuna controindicazione a impiegarli come bigné da riempire con creme salate, tipo una crema tonnata o al formaggio... insomma, briglie sciolte alla fantasia!!!

giovedì 12 maggio 2011

Polpette allo zafferano, specialità aquilana

Se un giorno voleste andare a L'Aquila, passando per la vecchia strada panoramica, che da Bussi sul Tirino si snoda lungo tutta la Piana di Navelli, avrete modo di vedere delle lunghe distese pianeggianti nelle quali viene coltivato il crocus sativus, da cui si ricava la spezia nota col nome di "zafferano". Insieme con la Sardegna, l'Abruzzo è il principale produttore a livello nazionale di zafferano, a cui è stata riconosciuta la DOP.
Lungo questo percorso, e dalle strade secondarie che vi si dipartono per condurre nelle pittoresche località montane che lo costellano, sarà facile imbattersi in numerose trattorie più o meno rustiche, che preparano squisite specialità a base di zafferano. Una di queste sono le polpette. Anch'io ho voluto provare a farle, prendendo spunto da questa ricetta trovata online.



Ingredienti e dosi per una 20ina di polpette:

  • 500 g. di macinato di manzo o vitello
  • 2 fette di pane raffermo
  • 2 uova
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 2 bustine di zafferano
  • noce moscata
  • una grattata di parmigiano (mia aggiunta)
  • una manciata di pangrattato (mia aggiunta)
  • 3 cucchiai d'olio evo
  • sale, farina, vino bianco, acqua
Procedimento:
Tritare insieme finemente la carota e il sedano. Ammollare il pane nel latte, strizzarlo e mescolarlo alla carne. Aggiungere le uova, 2 cucchiai del trito di carota e sedano, il prezzemolo, una grattatina di noce moscata, una di parmigiano, una delle bustine di zafferano sciolto in un cucchiaio del latte dove è stato tenuto ammollo il pane, sale e pangrattato q.b. per avere un impasto consistente, ma non duro.
Mescolare bene con le mani, formare le polpette, passarle velocemente nella farina e farle rosolare in una padella in cui si sarà fatto scaldare l'olio. Girarle bene da tutte le parti, sfumare col vino bianco e portare a cottura con un mestolo d'acqua calda in cui si sarà sciolta la seconda bustina di zafferano. Salare e tenere la padella incoperchiata e non far restringere troppo la salsina. Se dovesse accadere, aggiungere ancora un po' d'acqua calda.



Queste polpette preparate così sono davvero molto saporite, ho trovato molto gradevole, quanto insolito, l'aggiunta di carota e sedano tritati all'impasto di carne, che hanno conferito alle polpette una morbidezza davvero speciale.

Una ricetta che vi consiglio caldamente!

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iniziativa proposta da Vale di In Cucina Senza Glutine.

martedì 10 maggio 2011

Pasticcio boscaiolo

Metti che hai tanta voglia di pasta al forno, ma così tanta che se, passando davanti ad un ristorante coi tavolini sul marciapiede vedessi qualcuno che la sta mangiando, saresti capace di fregargli il piatto da sotto il naso e mangiartelo mentre scappi come una lepre per non farti prendere...
E metti anche che in congelatore hai un fondo di busta di piselli, un fondo di busta di funghi porcini, quelli freschi che hai comprato lo scorso autunno, un fondo di busta di finferli, idem come per i porcini, e due mozzarelle fiordilatte... tutta roba che pensi "se la tengo ancora un po' là dentro, finirò per tirare fuori Sid, Manny, Diego e Scrat avvinghiato alla sua ghianda"... insomma, cosa fareste voi al posto mio? Scommetto esattamente quello che ho fatto io!!!


  • 350 g di pasta corta (io i tortiglioni della Voiello)
  • 1 cipolla media
  • 1 carota media
  • 1 mestolata di piselli surgelati
  • 2 salsicce
  • 1 mestolata di funghi porcini surgelati
  • 1 mestolata di finferli surgelati
  • 1 spicchio d'aglio e una generosa manciata di prezzemolo tritato
  • 1/2 litro di latte
  • 1 noce di burro
  • 2 C colmi di farina
  • una grattata di noce moscata
  • 2 mozzarelle fiordilatte
  • parmigiano grattugiato
  • olio evo, sale, vino bianco

In una casseruola con un po' d'olio, mettere ad appassire la cipolla affettata sottile e la carota ridotta a dadolini. Aggiungere le salsicce spellate e sbriciolate, far rosolare, quindi buttarci dentro i piselli e portare a cottura con una tazzina da caffé di vino bianco. Salare, pepare e mettere da parte.
In una capiente padella mettere a rosolare lo spicchio d'aglio passato allo schiacciaaglio con una metà del prezzemolo, buttarci dentro i due tipi di funghi e far cuocere a fuoco vivace, salando e aggiungendo il restante prezzemolo a fine cottura. Mescolare funghi e piselli in un unico recipiente e far cuocere insieme ancora un minutino per far amalgamare i sapori.


Con la noce di burro, la farina, il latte, la noce moscata e un pizzico di sale preparare una bechamelle lasciandola piuttosto fluida.
Nel frattempo, lessare la pasta scolandola ben al dente. Condirla con un po' di bechamelle e 2-3 cucchiaiate di verdure-salsiccia, spolverando con un po' di parmigiano. Quindi, in una pirofila da forno leggermente unta di olio evo, cominciare a stratificare: pasta, bechamelle, mozzarella a pezzetti, parmigiano, condimento verdure-salsicce, fino ad esaurimento di tutti gli ingredienti.


Infornare in forno caldo a 220° ventilato per 20 minuti, abbassando la temperatura se dovesse cominciare a colorire troppo in fretta... chevvelodicoaffà???

domenica 8 maggio 2011

Melanzane alla menta e al pepe rosa, nel microonde

Ecco un contorno relativamente veloce e senz'altro saporito e profumato. Dico che è "relativamente" veloce perché, se da una parte è vero che con la cottura nel microonde si risparmia un sacco di tempo, è anche vero che bisogna dare alle melanzane il tempo di stare un po' sotto sale per perdere quel liquido di vegetazione un po' amarognolo, però alla fine basta organizzarsi per tempo.


Per farne un quantitativo sufficiente per 3-4 persone, occorrono:
  • 3 melanzane scure lunghe e strette
  • 3-4 rametti di menta fresca
  • qualche filo di erba cipollina
  • 10-15 grani di pepe baie rose, leggermente schiacciati
  • 1 spicchio d'aglio
  • una macinatina di pepe nero
  • un po' d'olio evo
Lavare e tagliare a dadotti le melanzane, tenendole un'oretta sotto sale grosso. Versare un filo d'olio evo in una pirofila da microonde, tenendo presente che alla fine bisognerà dare anche una botta di grill, quindi no plastica, meglio pyrex o porcellana da forno.
Buttarci dentro le melanzane e mescolarle con l'aglio passato allo schiacciaaglio, le foglie di menta e l'erba cipollina tutte spezzettate, il pepe rosa e quello nero.


Cuocere al microonde per 12 minuti alla massima potenza (che nel mio micro è 800W), dando una mescolatina verso metà cottura. Quindi passare per 5 minuti al grill, ma prima di fare ciò, adagiarci sopra delle fettine di fontina, oppure di mozzarella fiordilatte, o di provola, o quel che più vi va in quel momento.
Personalmente, adoro le melanzane preparate così!

venerdì 6 maggio 2011

E' tempo di fragole... facciamo la marmellata?

Eh sì, come resistere al desiderio di catturare il colore e il profumo di questi gustosissimi frutti, per poter trovare un'illusione di primavera in un toast la mattina a colazione, o in una fetta di crostata, anche quando ormai la primavera non sarà che un lontano ricordo?
Ma non una marmellata di fragole qualunque... questa volta ne prepariamo una con un quid in più, un'aroma, anzi due, che la renderanno ancora più profumata e particolare... facciamo una marmellata di fragole con marsala e aceto balsamico.


La ricetta è di Papi di Cucina in Simpatia. Per circa 6 vasetti di marmellata bisogna procurarsi:
  • 1 kg di fragole
  • 1/2 kg di zucchero semolato
  • 100 g di marsala
  • 50 g di aceto balsamico buono
  • 1 busta di Fruttapec 2:1
Togliere il picciòlo alle fragole, lavarle bene e tagliarle a pezzettini, mettendole direttamente nel pentolone, di acciaio alto e con doppio fondo, dove si andrà a cuocere la marmellata. Mescolarle col marsala, quindi dare una bella minipimerata riducendone circa i 2/3 in poltiglia.
In un altro recipiente mescolare lo zucchero col Fruttapec, quindi aggiungerli al pentolone con la frutta, mescolare e mettere sul fuoco. Portare ad ebollizione e, dal momento in cui inizia a bollire "allegramente", contare 3 minuti di orologio. Eventualmente si può fare la "prova piattino" per avere la certezza che raffreddandosi, la marmellata raggiunga la densità voluta.


Togliere dal fuoco e aggiungere l'aceto balsamico, mescolando bene, quindi rimettere di nuovo sulla fiamma e far bollire ancora per un minuto.
Schiumare e invasare bollente, chiudendo i vasetti e capovolgendoli per almeno un quarto d'ora.
Io non ho aspettato che tornasse l'inverno per gratificarmi con una bella colazione...


... delizia delle papille!

mercoledì 4 maggio 2011

Key lime pie con topping di meringa italiana

Per chiudere la carrellata di portate del mio pranzo vegetariano di Pasquetta, eccovi il dolce che ho proposto. Sarebbe potuto venire meglio se non avessi avuto la presupponenza di poter usare il latte condensato homemade al posto di quello industriale. Il mio errore è stato tutto lì, e dire che se avessi dato retta al mio istinto... ma vabbé, diciamo che alla fine s'è fatto mangiare lo stesso. Tuttavia raccomando a chi volesse provare a rifarlo di non commettere la mia stessa leggerezza: se riuscite a trovare una marca alternativa a Nestlé (mi dicono che se ne trovi uno di marca tedesca nei supermercati Esselunga che ahimé, qui da me non ci sono), altrimenti turatevi il naso e prendete quello della malefica multinazionale... altrimenti datemi retta, è meglio non farlo!


Ancora una volta, le splendide foto sono di una delle mie ospiti, e scusatemi se le metto tutte, ma sono talmente belle che faccio una gran fatica a selezionarle. La ricetta invece è, come al solito, della Hummingbird Bakery.


Base:
  • 500 g di biscotti digestive McVities
  • 200 g di burro fuso
Sbriciolare i biscotti nel food-processor fino a ridurli in farina e, tenendo sempre acceso il food processor, aggiungere il burro fuso finché non sia stato tutto incorporato. Con questo impasto, foderare completamente una tortiera (meglio se di pyrex o di porcellana da forno, visto che comunque il dolce NON andrà sformato) da 23 cm di spazio interno utile, livellando bene e coprendo anche i bordi tutto intorno. Cuocere nel forno già scaldato a 170° statico per 20-30 minuti. Far raffreddare completamente.


Ripieno:
  • 2 lattine da 397 g di latte condensato
  • 8 tuorli
  • il succo e la scorza grattugiata di 5 lime
Mescolare delicatamente tutti gli ingredienti in una ciotola con una frusta manuale. Gli ingredienti si addenseranno naturalmente, cosa che a me, col latte condensato homemade, non è successo :-(
Colare questa crema nella crosta ormai completamente fredda, e rimettere in forno caldo a 150° statico per 20-30 minuti. Il ripieno si rassoderà ancora e sarà pronto quando al centro si presenterà morbido, ma non "ballonzolante".
Tirare fuori dal forno e far raffreddare completamente, l'ideale sarebbe farlo riposare in frigo tutta la notte.


Meringa italiana:
  • 7 albumi
  • 400 g di zucchero
  • 80 ml di acqua
  • 1/2 c di essenza di vaniglia
Mettere gli albumi nella ciotola dell'impastatrice e cominciare a montarli a neve con la frusta a filo. Nel frattempo, con l'acqua e lo zucchero preparare uno sciroppo. Quando sarà diventato trasparente, bisognerà cominciare a misurarne la temperatura. Appena questa sarà arrivata a 120°, lo sciroppo sarà pronto. Versarlo subito a filo negli albumi che, nel frattempo, saranno già diventati belli spumosi, senza smettere di mescolare con la frusta a filo che dovrà essere regolata ad una velocità medio alta. Aggiungere la vaniglia e continuare a mescolare alzando la velocità dell'impastatrice, anche dopo che lo sciroppo sarà finito, finché il composto non si sarà completamente raffreddato e avrà triplicato il volume, raggiungendo una consistenza molto soda. E' un'operazione lunga, non ho guardato attentamente l'orologio, ma direi che ci sono voluti ben più di 20 minuti.
Quando finalmente la meringa sarà pronta, disporla a cucchiaiate sulla pie, coprendola completamente... verrà una bella montagnola alta. Creare dei riccioli col dorso del cucchiaio.


Infornare nel forno già caldo a 150° statico per 20-30 minuti, e comunque finché la meringa non avrà preso un colore leggermente brunito.


Se non si hanno troppe paranoie sui possibili effetti dell'assunzione di uova parzialmente crude, si può fare anche la meringa semplice con lavorazione a freddo. Altrimenti, se si vuole risparmiare ancora più tempo e fatica, si possono montare 400 ml di panna fresca e coprire con questa la pie, eventualmente decorando con la buccia zestata di un altro lime.


Un incantevole incontro di dolce-acidulo, assolutamente da provare!

lunedì 2 maggio 2011

Frittata di agretti col caprino

Adoro gli agretti, quando arriva questo periodo dell'anno, praticamente faccio festa abboffandomi tutti i giorni di agretti e asparagi preparati in tutte le maniere.
Un modo facile, veloce e gustoso di impiegare gli agretti, per esempio, è con la frittata, arricchita con qualche rondella di formaggio caprino.


L'idea l'ho presa qui, e ormai non si contano più le volte che l'ho fatta. Per una frittata per 4 persone occorrono:
  • all'incirca mezzo mazzetto di agretti
  • 5 uova
  • parmigiano grattugiato
  • un paio di cucchiaiate di pangrattato
  • un po' di latte
  • circa 2/3 di una stecca di formaggio caprino, quello fresco spalmabile
  • olio evo, un paio di spicchi d'aglio, sale e un po' di peperoncino piccante se piace
Pulire e lavare bene gli agretti e lessarli o cuocerli al vapore (io generalmente preferisco questa seconda opzione). In un padellino antiaderente, far rosolare gli spicchi d'aglio e il peperoncino in un po' di olio evo, quindi toglierli e ripassare gli agretti nell'olio caldo aromatizzato, salando q.b.
Sbattere le uova con parmigiano, il pangrattato, il latte e un po' di sale. Ungere leggermente una pirofila da forno, meglio se di pyrex o di porcellana da forno, disporre gli agretti in modo da coprire tutto il fondo, colarvi sopra le uova sbattute roteando la pirofila in modo che copra dappertutto, poggiare qua e là le rondelline di formaggio e infornare in forno già caldo, a 180° statico per una mezz'oretta.


Porzionare e servire con qualche goccio di aceto balsamico.
Anche questa è stata una delle portate del mio pranzo di Pasquetta, e le fotografie sono sempre quelle fatte da una delle mie ospiti.

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