sabato 30 aprile 2011

Muffin agli spinaci e feta

Un blog che s'intitola Muffins 4 all e che non ha ancora proposto una ricetta di muffin salati, è una grave mancanza a cui ho finalmente deciso di porre rimedio, proponendo questa ricetta tratta dalla raccolta "Tutto quello che avete sempre voluto sapere sui muffin, ma non avete mai osato chiedere". Occhio quando li fate... sono pericolosamente buoni e possono creare dipendenza!


Ancora una volta i credits per le foto vanno all'amica che è venuta a pranzo da me il giorno di Pasquetta.
 
Ingredienti solidi
  • 150 g. di farina
  • 1/2 bustina di lievito per pizze e torte salate
  • 1/2 c di sale
Ingredienti liquidi
  • 1 uovo
  • 1 vasetto (125 g.) di yogurt
  • 2 C di olio evo
e poi
  • 2 cubelli di spinaci surgelati (o 100 g. di spinaci freschi)
  • 100 g. di feta
  • un po' di burro
Scongelare gli spinaci, tagliuzzarli, passarli in un padellino col burro e salare. Altrimenti, se sono freschi, pulirli e saltarli direttamente nel burro, tagliuzzandoli dopo.
Tagliare la feta a dadini.


Setacciare la farina col lievito, aggiungere il sale e mescolare.
Sbattere l'uovo con la frusta a mano, mescolarci lo yogurt, l'olio, la feta e gli spinaci. Unire il tutto alla farina. Se l'impasto dovesse risultare tanto asciutto da non riuscire ad incorporare tutta la farina, allungare con un goccio di latte (ma proprio un goccio, non di più!).
Mescolare velocemente e distribuire nei pirottini (nel mio caso 9) inseriti negli stampi da muffin.


Infornare per mezz'ora nel forno ventilato a 170°.
Buoni! Buoni! Buoni!

giovedì 28 aprile 2011

Spaghetti agli asparagi e formaggio caprino

Questa è una ricetta che ho casualmente trovato su questo blog e che mi ha subito incuriosito per l'impiego del caprino, su cui nutrivo qualche perplessità a causa del suo sapore abbastanza forte e pungente. Devo riconoscere invece che, combinato alla crema di asparagi, il sapore viene molto mitigato e, pur mantenendo una forte personalità, acquista anche una grande delicatezza.
Le splendide foto sono state fatte da un'amica che ho avuto ospite a pranzo la scorsa Pasquetta quando, per l'appunto, ho preparato questi spaghetti.


Per condire adeguatamente 350 g di spaghetti (per 4 persone) occorrono:
  • 500-600 g di asparagi (peso lordo)
  • 100 g di formaggio caprino, quello fresco spalmabile
  • 1 scalogno
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • un po' di latte per stemperare
  • qualche foglia di basilico
  • sale, pepe, olio evo
Pulire gli asparagi privandoli della parte dura e cortecciosa e tagliarli a pezzi, mantenendo sane le cimette. Tritare la cipolla e metterla ad appassire nell'olio, quindi aggiungere gli asparagi e far rosolare. Allungare col vino bianco, aggiungere le foglie di basilico, salare, pepare, coprire e portare a cottura, mescolando di tanto in tanto. Se s'asciuga troppo, aggiungere un po' d'acqua.


Quando gli asparagi saranno morbidi, frullarli col minipimer aggiungendo un po' di latte per ridurre meglio in poltiglia. Conservare integre le cimette che serviranno a guarnire le porzioni. Allungare ancora con del latte il "frullato" intanto che lo si tiene sulla fiamma ad insaporire.
Nel frattempo, lessare gli spaghetti e appena sono al dente, spadellarli nel condimento aggiungendo anche il caprino, mescolando bene fino a completo scioglimento del formaggio. Ancora, se vi dovesse sembrare troppo asciutto potete allungare con un altro goccio di latte o con l'acqua di cottura della pasta.


Servire decorando ogni porzione con una cimetta di basilico.

martedì 26 aprile 2011

Metti un lunedì di Pasqua a pranzo (vegetariano) con le amiche

Importante premessa: quest'anno, il 25 aprile, ovvero la Festa della Liberazione, per coincidenza è stato anche Pasquetta. Per quanto mi riguarda, l'ordine è proprio questo
1. Festa della Liberazione
2. Pasquetta
Ciò detto, io ho approfittato della festività per invitare a pranzo a casa mia tre amiche che non vedevo da un bel po'. L'impegno era quello di realizzare un pranzo totalmente cruelty free... niente sacrificio di animali almeno per un giorno. Mission impossible? ma neanche per sogno, e ve lo dimostro, con l'aiuto delle magnifiche fotografie scattate da una delle mie ospiti ;-)
Da spizzicare nell'attesa che si lessino gli spaghetti, accompagnati con un bicchiere di Pecorino d'Abruzzo bello fresco, questi muffin con spinaci e feta


ma anche queste torte salate portate da una delle mie ospiti, rispettivamente cicoria e uvetta


e asparagi e funghi


con accompagnamento di pomodorini secchi sott'olio (spiacente, di questi niente foto), ovviamente fatti in casa.
Nel frattempo, gli spaghetti hanno finito di cuocere e sono stati degnamente gemellati con un delicatissimo quanto saporito condimento di asparagi e formaggio caprino


A seguire, una gustosa frittata di agretti con formaggio caprino (essì, niente capretto per noi, solo caprino! ;-) )


accompagnata da cipolle arrosto con pinoli tostati


Come pane, dei Cottage Dill brotchen


E per finire, un sontuoso Key Lime Pie con topping di meringa italiana



della mia solita Hummingbird Bakery.
Visto? Checcevò? mangiare bene e alzarsi da tavola con un soddisfacente senso di sazietà, anche senza dover per forza ingurgitare parti di un animale morto, è possibile.
Comunque ci tengo a precisare che non sono vegetariana. Ho eliminato alcune tipologie di animali dalla mia alimentazione perché mi fa star troppo male il pensiero di mangiarli, e cerco di limitare il più possibile il consumo degli altri tipi di carne. Perciò non sono un'ortodossa, ho fatto una scelta parziale, che non è migliore né peggiore di altre, non critico nessuno e rispetto le scelte altrui. Ergo, per favore risparmiatemi i soliti pistolotti sul fatto che l'uomo è onnivoro e bla bla bla, OK? Grazie! ;-)


domenica 24 aprile 2011

Coconut and pineapple cupcakes

Dopo la prima sperimentazione di cupcake perfettamente riuscita, prosegue la voglia di provare le ricette della Hummingbird Bakery con un altro tipo di cupcake dal gusto molto tropicale.


Devo essere sincera, ogni volta che sono in corso di realizzazione di una delle ricette di questo libro, mi viene da chiedermi se il risultato finale mi piacerà, perché va oggettivamente riconosciuto che questi dolci si discostano parecchio dai gusti a cui sono abituati i nostri palati italici, però poi, ogni volta che finisco per affondare i denti in un loro dolce, assaporandolo in uno stato di quasi-estasi, mi domando come potrei aver mai dubitato...


Queste cupcake sono davvero semplici da fare, e gli ingredienti sono facili da reperire. Per 12 cupcake occorrono:
  • 120 g di farina
  • 140 g di zucchero fino tipo Zéfiro
  • 1,5 c di lievito in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 40 g di burro non salato a temperatura ambiente
  • 120 ml di latte di cocco
  • 1 c di essenza di vaniglia
  • 1 uovo
  • 9 fette di ananas nel loro succo naturale, tagliate a pezzi (secondo me sono troppe, io non le ho usate tutte)
  • cocco disidratato e grattugiato per decorare
Per fare il frosting serve:
  • 250 g di zucchero a velo
  • 80 g di burro non salato a temperatura ambiente
  • 25 ml di latte di cocco
Scaldare il forno a 170° statico.
Nella planetaria mescolare la farina con lo zucchero, il lievito e il sale, quindi aggiungere il burro e avviare la frusta a K (pala) mescolando a bassa velocità finché il tutto non è ben mischiato e assume una consistenza sabbiosa. Mescolare insieme il latte di cocco con l'essenza di vaniglia, quindi aggiungere agli ingredienti nella planetaria mescolando a velocità media. Aggiungere l'uovo e continuare a mescolare finché il tutto non è ben amalgamato.
Suddividere i pezzi di ananas nei 12 pirottini, infilati a loro volta negli stampi da muffin. Quindi colare in ognuno l'impasto ottenuto, riempiendo per 2/3, infornare e lasciar cuocere una mezz'oretta. Ecco l'aspetto che hanno da "nude"


Far freddare bene (secondo me è meglio prepararle il giorno prima), e intanto preparare il frosting mescolando nella planetaria a velocità medio-bassa il burro con lo zucchero a velo. Quando sono ben combinati, abbassare la velocità al minimo e aggiungere il latte di cocco un po' alla volta. Quando sarà stato del tutto assorbito, alzare a velocità alta e far battere per 5-10 minuti, finché il composto non abbia un aspetto leggero e spumoso.


Decorare ogni cupcake con questa crema e spolverare col cocco disidratato, ponendo un pezzettino di ananas al centro di ognuno.
Mettersi comodamente seduti e... addentare!!!

venerdì 22 aprile 2011

Vellutata di porri con pinoli profumata al timo

Per far fuori poco più di 100 g di porri che altrimenti rischiavano di riempirsi di muschi e licheni, ho preparato questa vellutata resa più sfiziosa dall'impiego dei pinoli. La ricetta l'ho trovata qui, anche se io sono andata un po' per approssimazione per via della scarsa quantità di porri.


Per 2 porzioni:
  • 116 g di porro
  • 150 g di patate (peso lordo con la buccia)
  • una manciata di pinoli
  • 2 rametti di timo
  • 4 mestoli di brodo vegetale
  • olio evo
  • un po' di latte
  • sale, pepe nero macinato fresco, timo e pinoli per guarnire
Affettare sottilmente il porro. Sbucciare e tagliare a dadini la patata. Metterli in un tegame di coccio con la manciata di pinoli, i rametti di timo, un po' d'olio evo e far rosolare, quindi coprire col brodo vegetale e quando giunge a bollore, abbassare la fiamma e lasciar cuocere finché il liquido non è quasi del tutto evaporato. Minipimerare, aggiungere il latte, se necessario aggiustare di sale e lasciar restringere un po'.
Nel frattempo, in una padella antiaderente far tostare leggermente i pinoli che serviranno per guarnire le porzioni, senza aggiungere grassi.
Servire la vellutata nelle fondine con una macinata di pepe nero, i pinoli tostati, qualche rametto di timo fresco e qualche goccia di olio evo a crudo.


Delicatissima!

mercoledì 20 aprile 2011

Meat & vegetable mini-pies

Le meat pies sono un must della cucina anglosassone, anche se per fare le mie non ho seguito nessuna ricetta in particolare, ma molto il mio estro, spinta dalla necessità di far fuori un  rotolo di pasta sfoglia e la voglia di fare qualcosa di diverso dalla solita quiche o torta salata. Per la base di carne macinata, mi sono ispirata molto a questa ricetta che mi era piaciuta tantissimo.


Dosi per 8 mini-cocottine da forno:
  • 300 g di macinato di manzo o vitellone
  • 1 salsiccia
  • 2 carote medio-grandi
  • 1 porro medio-grande
  • una manciata di piselli
  • 6 cucchiaiate di polpa di pomodoro
  • uno spruzzo di vino bianco
  • 1 paio di mestoli d'acqua calda
  • 1 cucchiaiata colma di farina
  • 1 cucchiaino di dragoncello
  • 1 cucchiaino di paprika dolce
  • olio evo e sale q.b.
  • formaggio tipo camoscio d'oro
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 1 uovo per spennellare

Fare una dadolata con le carote e affettare molto sottilmente il porro. Scaldare l'olio in una padella e mettere carota e porro ad appassire, quindi aggiungere il macinato e la salsiccia sbriciolata e far rosolare bene. Sfumare col vino bianco, aggiungere il pomodoro, i 2 mestoli d'acqua in cui si sarà stemperata la farina, i piselli, il dragoncello e la paprika. Portare a cottura fino a completa evaporazione del liquido. Il tutto dovrà risultare denso, ma non asciutto. Salare se necessario.
Scaldare il forno a 200° statico.


Ripartire questo composto, fatto preventivamente freddare (io consiglio di prepararlo il giorno prima) nelle cocottine, riempiendole per 2/3, e su ognuno mettere un quadrotto di formaggio. Stendere il rotolo di pasta sfoglia e con l'aiuto di un coppapasta, ritagliare a misura i "coperchi" e adagiarli su ogni cocottina. Coi ritagli di pasta, divertirsi a ricavare coi tagliabiscotti delle formine con cui decorare i "coperchi", spennellare ogni "coperchio" con l'uovo sbattuto, infornare e lasciar cuocere per una mezz'oretta, finché i "coperchi" non saranno dorati.


Lasciar stiepidire prima di gustare, se non volete ustionarvi il cavo orale e l'esofago fino alla bocca dello stomaco.
Una simpatica idea per un secondo alternativo, ma anche per un antipasto caldo, a me sono piaciuti!

lunedì 18 aprile 2011

Gattò di Santa Chiara

Questa torta salata lievitata è una delle più buone che abbia mai mangiato e ogni volta che la faccio assaggiare a qualcuno, mi fa fare un figurone. E' una nuvola di sofficità, per niente asciutta e dal sapore ricco e delicato al tempo stesso, una grande risorsa per un buffet salato o un aperitivo/antipasto. La ricetta l'ho trovata sul blog di Forchettina Irriverente, anche se strada facendo ho cambiato qualcosa.


Ingredienti
  • 160 g di patate lesse
  • 100 g di manitoba (+ 2 cucchiai)
  • 150 g di farina tipo 0 (+ 2 cucchiai)
  • 125 g mozzarella fiordilatte
  • 100 g prosciutto cotto a fette
  • 2 uova medio/grandi
  • 12 g lievito di birra fresco
  • 50 ml di acqua tiepida
  • 35 g di olio evo
  • 1 cucchiaino malto d'orzo (o zucchero)
  • 1 cucchiaino di sale non troppo colmo
  • una grattatina di noce moscata
Procedimento
Preparare il lievitino sbriciolando il lievito nell'acqua e mescolandolo con il malto e i 4 cucchiai (2 + 2) di farina. Coprire con pellicola trasparente e farlo riposare in un luogo tiepido fino al raddoppio.
Lessare la patata con la pelle e, quando è cotta, scolarla, spellarla e passarla allo schiacciapatate.
Nella ciotola dell'impastatrice mescolare la farina con l'olio, la patata schiacciata, le uova, il sale, la noce moscata e, solo alla fine, anche il lievitino. Quindi unire il prosciutto tagliato finemente al coltello e la mozzarella a dadini. Impastare per avere un composto omogeneo che risulterà essere molto morbido.
Ricoprire con carta forno uno stampo a cerniera di 22 cm. di diametro, e ungere e infarinare i bordi.



Metterci il composto, livellarlo e coprire con un foglio di pellicola, rimettendo nuovamente a lievitare (il composto dovrà arrivare alla pellicola). Scaldare a 180° il forno, togliere la pellicola dallo stampo e infornarlo per circa 40 minuti (fare la prova stecchino). Sfornare e gustare... magnifico!

venerdì 15 aprile 2011

Rollé di pollo con patate cotti nel sacchetto forno

Brutta cosa il pregiudizio... quanta reticenza la prima volta che mi parlarono di questi sacchetti della Cuki per cucinare al forno senza aggiungere grassi! La mia maggiore perplessità era che avrei finito per tirare fuori dal sacchetto una coscia di pollo lessa, piuttosto che bella rosolata com'è d'uopo.
Però poi ho sentito anche i pareri di altre persone che avevano provato la cottura senza grassi aggiunti dentro questi magici sacchetti, ed i pareri continuavano a moltiplicarsi, ed erano tutti entusiasti, come l'amica Iris, tanto per citare una persona a caso ;-)
Bé, a quel punto il pregiudizio cominciò ad vacillare, lasciando il posto ad una più sana, felina e muliebre curiosità ;-P , e facendomi ricordare quel sacchetto che la collega mi volle regalare per invitarmi a provarlo, e che io avevo riposto in un cassetto, vittima di quel pregiudizio di cui sopra... se mi leggerai, perdonami Annalisa! non metterò mai più in dubbio i tuoi suggerimenti! ;-)
Bene, sta di fatto che alla fine mi decisi a comprare un paio di cosce di pollo per provare finalmente questo sacchetto. La mia sorpresa e soddisfazione furono totali quando tirai fuori dal forno due cosce perfettamente rosolate, con una pellicina abbrustolita e croccante e la carne morbida e succosa! Perché la meraviglia è proprio questa: non solo la parte esterna viene bella dorata, ma l'interno si mantiene di gran lunga più morbido di quando si cuoce nel forno in maniera tradizionale!
Vabbé, inevitabile che si sia subito scatenata la caccia alla ricerca di questi fantasmagorici sacchetti (non crediate che sia così facile trovarli! :-( ), e quando finalmente li ho avuti, ho voluto metterli alla prova con qualcosa di un tantino più complicato di una coscia di pollo, per cui ci ho cucinato un rollé di pollo di circa 500-600 g con tanto di contorno di patate a tocchetti... sì sì, tutto insieme!!!
Meraviglia delle meraviglie...


No, dico... avete visto la rosolatura? e quelle patate, le avete viste??? e senza metterci neanche una goccia d'olio! Il rollé aveva già di suo il rametto di rosmarino, io ho insaporito aggiungendo solo due spicchietti d'aglio scamiciati e tagliati a metà, una bella spolverata di dragoncello, una decina di bacche di ginepro leggermente schiacciate e sale aromatizzato fatto da me. Sacchetto legato con l'apposito laccetto, bucato in un punto per la fuoriuscita del vapore e cotto a 230° ventilato per un'ora e mezza.
E guardate che bella faccia che aveva l'interno



E ancora, altro aspetto da non sottovalutare, niente stoviglie incrostate da lavare!!! solo una leggerissima fuoriuscita di grasso che di sicuro non mi ha complicato la vita come tutte le volte che ho dovuto sgrassare una pirofila!
Insomma, una meravigliosa novità di cui non farò mai più a meno... grazie Cuki, e grazie soprattutto a coloro che me ne hanno parlato bene!!! 

§§§§§§§§§§§§§§§ 

27-04-14, AGGIORNAMENTO PER ME: cottura nel microonde, con funzione combinata micro + ventilato, 30 minuti a 180° (max consentito per questa funzione), rigirare il sacchetto, altri 30 minuti a 160°. Perfetto! :-)

mercoledì 13 aprile 2011

Gaufres de Liége con cranberries (mirtilli rossi)

Delle svariate ricette di gaufres provate, ma che non ho trovato appaganti perché ben poco avevano da spartire col gusto che ricordavo delle gaufres mangiate in Belgio, mentre erano molto più simili alle cosiddette "pizzelle al ferro" nostrane, finalmente ho trovato questa ricetta che mi dava la sensazione di essere quanto di più vicino si potesse trovare ad una ricetta originale, fermo restando che "Belgio che vai, gaufre che trovi", nel senso che ogni località ha la sua ricetta, ma che insomma, bene o male tra di loro si somigliano molto, mentre sono distanti anni luce dalle pizzelle che si usano fare qui da noi.
La cosa più difficile è trovare il parelsuiker, o sucre perlé, o zucchero in perle, che qui da noi proprio non esiste, però ho seguito l'indicazione di Toni di provare con la granella di zucchero, e devo dire che si è comportata abbastanza bene.


Ecco il procedimento per fare 10-12 gaufres (io ho leggermente modificato dosi e procedimento dati da Toni).
  • 12 g di lievito di birra fresco
  • 1/2 tazza di acqua tiepida
  • 250 g farina 0 + 2 C
  • 30 g zucchero semolato
  • 2 uova
  • 150 ml di latte tiepido
Sciogliere il lievito nell'acqua con lo zucchero e 2 C di farina 0 (in aggiunta ai 250 g previsti dalla dose). Far riposare questa miscela per 5 minuti, quindi aggiungervi il resto della farina, alternando col latte e le uova. Si otterrà una pastella abbastanza fluida. Coprire con la pellicola e mettere in un luogo riparato a lievitare fino al raddoppio.
A questo punto, aggiungere a questo pre-impasto:
  • 200 g di farina 00, a cui sarà stato setacciato
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci e
  • un pizzico di sale
quindi aggiungere anche
  • 1 c di essenza di vaniglia
Far lavorare il gancio dell'impastatrice e quando gli ingredienti saranno tutti ben amalgamati, incorporare
  • 240 g di burro a temperatura ambiente
un pezzo alla volta, aggiungere il pezzo successivo solo dopo che quello prima sarà stato del tutto assorbito. Lasciare che il gancio strapazzi ben bene l'impasto e, solo in ultimo, per evitare che possano sciogliersi, aggiungere anche
  • 180 g di zucchero in grani
Una volta che anche lo zucchero in grani sarà ben disperso nell'impasto, scaldare la gaufriére e procedere con la cottura.


Così si ottengono le gaufres classiche. Per la variante coi mirtilli rossi che ho realizzato ultimamente, servono
  • 90-100 g di mirtilli rossi disdratati, fatti rinvenire nel latte
che andranno aggiunti all'impasto alla fine, tra il burro e lo zucchero in grani, il quale andrà ridotto e portato a 150 g, o anche un po' meno se lo si preferisce.


Sono una vera delizia, fragranti, burrosi... assolutamente niente da spartire con le nostre tradizionali pizzelle, se non l'aspetto.

lunedì 11 aprile 2011

Code di gamberoni saltate con verdure e soia

Niente di più di una variante di questa ricetta che avevo già postato che desideravo provare da tanto tempo. Finalmente mi sono decisa, ed è stata una bella decisione!


Ingredienti e procedimento sono identici a quelli della ricetta col petto di pollo, ma per comodità di lettura ve li trascrivo di nuovo.
Per 2 porzioni:
  • 300 g. circa di code di gamberoni
  • 2 carote
  • 2 zucchine
  • 50 g. di germogli di soia freschi
  • 2 cipolle medie
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • salsa di soia a volontà
  • 1 bicchiere (150 ml) di riso basmati
  • 2 bicchieri (300 ml) di acqua
Fare una julienne con la carota e la zucchina, affettare sottilmente la cipolla e infarinare leggermente le code di gamberoni, facendole rosolare nel cucchiaio d'olio, l'ideale sarebbe dentro un wok. Appena prendono colore, aggiungere la salsa di soia e far evaporare mescolando continuamente.
A questo punto mettere da parte i gamberoni (se si usa il wok, va benissimo la sua griglietta) e buttare nel wok le verdure, i germogli e altra salsa di soia, cuocere a fuoco vivace col coperchio, controllando e mescolando di tanto in tanto.
Quando le verdure cominciano ad appassire, ri-tuffarci dentro le code di gamberoni, mescolare e far cuocere ancora pochi minuti, eventualmente aggiungendo ancora un po' di salsa di soia. La cottura dev'essere molto veloce perché le verdure devono rimanere croccanti. Assaggiare e, se necessario, salare (improbabile perché la salsa di soia è già parecchio saporita di suo).


Mettere sul fuoco un pentolino con i 2 bicchieri d'acqua e, quando bolle, tuffarci il riso, mescolare e abbassare la fiamma. Lasciare che cuocia finché l'acqua non sarà stata completamente assorbita. Probabilmente il riso sembrerà ancora troppo al dente... fa niente. Incoperchiare il pentolino e lasciar riposare 5 minuti, il riso continuerà a cuocere.


Servire nel piatto irrorando con salsa di soia e coi gamberoni e le verdure di lato.

sabato 9 aprile 2011

Rollatine di tacchino alle castagne

Certo, adesso voi mi direte che questo non è tempo di castagne e che questa ricetta arriva leggermente "fuori tempo massimo".
E' vero, lo ammetto, però vi dico anche che non è un'idea del tutto peregrina quella di organizzarsi quando è la stagione di castagne, per averne una piccola scorta anche in altri periodi dell'anno. Certo, non tante da farsene le scorpacciate come quando è il tempo di accompagnarle col vino novello, ma giusto quella quantità che torna utile avere per poter realizzare ricette come questa.
Non è troppo complicato da fare, io di solito faccio lessare 25-30 castagne con una fogliolina di alloro, le sbuccio, le metto su un vassoio ben distanziate le une dalle altre e le ficco nel congelatore, e quando sono bell'e che ibernate, le chiudo in un sacchettino e le tengo nel congelatore per future necessità... semplice come bere un bicchier d'acqua!
Ma se si fosse sprovvisti della scorta homemade, si possono sempre comprare un po' di castagne secche, lessarle, ed ecco che si possono fare queste deliziose rollatine di tacchino!


E dunque, per 2-3 bocche da sfamare avete bisogno di procurarvi:
  • 3 fette di fesa di tacchino
  • 3 cubelli di spinaci
  • 1 e 1/2 salsiccia
  • una decina di castagne lessate
  • farina, olio EVO, vino bianco, brodo caldo, sale q.b.
Stendete le fettine di fesa e adagiate su ognuna un cubello di spinaci fatto preventivamente scongelare, ben strizzato e tagliuzzato. Salate leggermente e poi sbriciolate, sempre su ognuna, mezza salsiccia e 3 castagne. Pressate delicatamente questo ripieno con le dita, avvolgete la fettina ben stretta a formare un involtino (che poi sarà un involtONE perché sarà bello pieno) e fermate con degli stuzzicadenti.


Infarinate leggermente (non scuotete via la farina in eccesso, che servirà a far venire una salsina bella densa) e mettete a rosolare in una padella antiaderente con un po' d'olio evo. Sfumate col vino bianco, aggiungete 2-3 mestoli di brodo e portate ad ebollizione, quindi abbassate la fiamma, coprite tenendo il coperchio leggermente sollevato in modo da far uscire il vapore e cuocete girando le rollatine di tanto in tanto. Spegnete quando la salsina si sarà addensata (lasciatela un po' fluida), fate stiepidire e servite a fette.


Gli spinaci li ho lasciati "nature", ma niente impedisce di passarli prima in padella con un po' di burro o olio.
Io, che pure non amo particolarmente la fesa di tacchino, ho trovato queste rollatine davvero molto gustose, oltre che facili e veloci da preparare. E vi dirò di più: una volta ho provato a farle con le fettine di petto di pollo... bé, non c'è storia! Le fettine di fesa di tacchino risultano essere molto meno stoppacciose, senz'altro le preferisco di gran lunga!

giovedì 7 aprile 2011

Risotto al pesto genovese di Jamie Oliver

Forse qualcuno di voi penserà che non ci voleva uno chef della perfida Albione per inventare un risotto col pesto genovese.
Io dico la verità, quand'ero ragazza, ricordo che a casa mia si faceva il riso bollito condito col pesto, e di solito era la pietanza dell'ultimo minuto, quando non si aveva il tempo per fare qualcosa di più elaborato. Semplicemente, si lessava il riso al posto delle trenette.
Però l'idea di condire col pesto un risotto propriamente detto non m'era mai venuta, finché non l'ho visto sul libro Jamie's Italy. Un risotto delizioso, da preparare in poco tempo (ovviamente il tempo necessario a preparare un risotto come si deve!) e di sicura riuscita.


Fate il risotto come siete soliti farlo, preferendo un bel brodo vegetale dal gusto delicato. Come riso, Jamie ovviamente consiglia di usare il carnaroli. Quando avete ultimato la cottura e mantecato col burro, impiattate e al centro di ogni porzione mettete una bella cucchiaiata di pesto
  • preparato al momento
  • tolto dal freezer (quello buonissimo che avete preparato la scorsa estate col basilico fresco del vostro balcone)
  • in mancanza di una delle due alternative di cui sopra, comprato... ma che sia l'ultima volta!!!
Guarnite il piatto con una manciata di pinoli passati un minuto al grill o su una padella antiaderente SENZA farli tostare (Jamie dice che scaldandoli se ne esalta il gusto e suggerisce di trattare così anche i pinoli che si usano per fare il pesto), una spolverata di parmigiano grattugiato e, se è stagione e ce l'avete, qualche fogliolina di basilico.


Buono, semplice e profumato, a me è piaciuto tantissimo... grazie Jamie!

martedì 5 aprile 2011

Fregola con le arselle

Posto che esiste una diatriba senza fine sul fatto se le "arselle" siano le "telline" o le "vongole", io ho tagliato la testa al toro decidendo per queste ultime ed impiegando, nella fattispecie, le vongole dell'Adriatico, anche dette nostrane oppure "lupini". La ricetta, tipica della cucina sarda, l'ho trovata su Giallo Zafferano.


  • 250 g di fregola
  • 1 kg di vongole
  • 200 g di passata di pomodoro
  • 1 l di fumetto di pesce bollente (io purtroppo non avevo la materia prima per farlo, allora ho preparato un brodo col granulare di pesce)
  • olio evo, aglio, prezzemolo, sale, pepe, peperoncino fresco (mia aggiunta)
Lasciare le vongole in un bagno d'acqua salata almeno per un paio d'ore, cambiando l'acqua un paio di volte, per farle spurgare eventuale sabbia residua. Far rosolare uno spicchio d'aglio in un cucchiaio di olio evo, buttarci le vongole scolate, incoperchiare e lasciare che si aprano a fuoco vivo. Quindi separarle dai gusci (conservarne qualcuna col guscio per la presentazione), filtrare l'acqua e tenere da parte sia le une che l'altra.
In un tegame, mettere a rosolare un altro spicchio d'aglio con del prezzemolo tritato, quindi aggiungere la passata di pomodoro e qualche pezzetto di peperoncino, mescolare e allungare sia con l'acqua filtrata delle vongole che con un paio di mestoli di fumetto. Quando prende a bollire, buttare la fregola e mescolare. Lasciare che cuocia controllando spesso e allungando con altro fumetto quando tende ad asciugarsi. Quasi a fine cottura, aggiungere anche le vongole ed eventualmente aggiustare di sale (ma se le vongole sono fresche, dubito che ce ne sarà bisogno, io infatti non ce l'ho messo).


Spegnere quando assaggiando, si sentirà che la fregola è al dente e lasciar riposare un minuto prima di impiattare, quindi servire con una spolverata di pepe macinato sul momento e una manciata di prezzemolo tritato su ogni porzione. La minestra deve rimanere un po' brodosa, quindi non far asciugare tutta l'acqua di cottura.

domenica 3 aprile 2011

Muffin alla banana con sorpresa

E dopo tanto, ari-eccomi con un'altra ricetta di muffin... ci sarà stato pure un motivo per aver intitolato il blog proprio a loro, no? ;-)
Questi risultano essere particolarmente profumati, e la presenza della banana li rende belli umidi, ma comunque soffici. Ottimi per la prima colazione.


Per 12 muffin:
  • 140 g di farina 00
  • 140 g di farina integrale
  • 100 g di zucchero
  • 1/2 bustina di lievito
  • 1 uovo
  • 1 vasetto di yogurt alla banana
  • 100 g. di burro
  • 1 banana
  • una bella spolverata di cannella in polvere
  • succo e scorza di 1 limone
  • marmellata a piacere per la "sorpresa" (io ho usato per alcuni fragole-marsala-aceto balsamico, per altri limone-cardamomo-limoncedis, entrambe homemade)
Schiacciare la banana, irrorarla col succo e la scorza di limone e tenerla da parte. Fondere il burro.
In una ciotola setacciare le farine con lo zucchero, il lievito, la cannella.
In un'altra ciotola, sbattere insieme con una frusta a mano l'uovo, lo yogurt e il burro fuso, a cui si aggiungerà anche la banana mescolando bene.
Aggiungere gli ingredienti liquidi a quelli solidi, mescolare lo stretto necessario per farli incorporare, quindi metterne una cucchiaiata in ogni pirottino, un po' di marmellata e ancora impasto per coprire.


Cottura in forno ventilato a 170°-180°, come sempre regolarsi col proprio forno, per una mezz'oretta circa. Comunque fare sempre la prova stecchino.

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