giovedì 31 marzo 2011

Conoscete FoodBloggers.it?

E' un nuovo aggregatore di food-blog italiani, in cui mi sono imbattuta per caso e a cui ho avuto il piacere di inviare la richiesta di iscrizione per Muffins 4 all, richiesta che è stata prontamente accolta nel giro di poche ore.
Il sito mi è piaciuto subito per la struttura della sua homepage e la chiarezza e facilità di navigazione.
Tra le altre cose, FoodBloggers.it propone un'iniziativa simpatica, il contest mensile "FoodBlogger del Mese", che in pratica si svolge assegnando un ingrediente diverso ogni mese. I blog interessati a partecipare lo dovranno fare con una ricetta contenente tale ingrediente, e la ricetta migliore farà guadagnare al proprio blog la nomination di FoodBlogger del Mese, con esposizione in homepage.
Insomma, se non conoscete ancora questo aggregatore, vi consiglio di farvici un giro ed iscrivere il vostro blog! ;-)

mercoledì 30 marzo 2011

No-knead bread con grano saraceno

Forse qualcuno di voi si ricorderà di questo post e di come la ciabatta di cui si discetta fosse stata frutto di un errore di percorso, un felice errore, devo dire.
Bene, dato che non avevo ancora finito la farina di grano saraceno, c'ho voluto riprovare, solo che stavolta ho voluto tirare dritto per realizzare una pagnotta, quindi ho diminuito un po' il contenuto di liquidi, non tantissimo comunque, perché in ogni caso volevo un pane con una bella alveolatura ampia ed ariosa.
Il risultato? Giudicate voi



Era esattamente ciò che volevo, una bella pagnotta con un bell'aspetto rustico, dei bei buchi nella mollica e una crosta spessa e croccante, un po' come un pane di campagna.
La ricetta non è molto differente da quella della volta precedente, come dicevo, ho ridotto un po' il contenuto di acqua e ho aggiunto un cucchiaio di olio evo e il malto, ecco le dosi
  • 1 cup di farina di grano saraceno
  • 1 cup di farina tipo 0
  • 1 cup di manitoba
  • 1 e 1/4 c di sale aromatizzato homemade
  • 3-4 g di lievito di birra fresco, sciolti in
  • 1 cup e 1/2 circa di acqua tiepida
  • 1 c di malto, da diluire nell'acqua col lievito
  • 1 C di olio evo
Per il procedimento del no-knead bread, preferisco continuare a rimandarvi al video che lo illustra molto più chiaramente di quanto possa fare qualsiasi spiegazione verbosa. L'unica raccomandazione che vi posso aggiungere è quella di infarinare abbondantemente il piano di lavoro quando andrete a fare le pieghe all'impasto, perché col grano saraceno sarà comunque molliccio e appiccicoso, ammenoché non decidiate di diminuire i liquidi in maniera ancora più sensibile. Però evitate di incorporare altra farina nell'impasto, limitatevi ad usarla solo per maneggiare meglio il vostro "blob" ;-)

lunedì 28 marzo 2011

Red Velvet Cupcakes

E' passato un sacco di tempo dall'ultima volta che ho provato una ricetta del mio libro di dolci preferito... questa era una di quelle che mi facevano più gola, e non mi sbagliavo.


Per le cupcakes:
  • 60 g di burro non salato a temperatura ambiente
  • 150 g di zucchero fino tipo Zéfiro
  • 1 uovo
  • 10 g di cacao amaro in polvere
  • 20 ml di colorante alimentare rosso (l'autore del libro consiglia Dr. Oetker che qui da noi credo non si trovi, io ho usato Rebecchi)
  • 1 c di essenza di vaniglia
  • 120 ml di latticello (io non lo trovo, quindi ho fatto qualcosa di simile mischiando in parti uguali yogurt bianco e latte)
  • 150 g di farina
  • 1/2 c di sale
  • 1/2 c di bicarbonato di sodio (non ce l'avevo, ho usato il lievito per dolci)
  • 1 e 1/2 c di aceto di vino bianco
Per il frosting:
  • 300 g di zucchero a velo
  • 50 g di burro non salato a temperatura ambiente
  • 125 g di formaggio Philadelphia
Introdurre il burro e lo zucchero nella ciotola dell'impastatrice con la frusta a K (pala, foglia... ) e battere a velocità media finché gli ingredienti non sono ben miscelati. Alzare un po' la velocità e introdurre l'uovo, facendolo incorporare bene.
Nel frattempo, in un altro recipiente, mescolare la polvere di cacao col colorante e l'essenza di vaniglia, in modo da ottenere una pastella densa e scura che andrà aggiunta alla mistura di burro zucchero e uovo, mescolando finché l'impasto non si sarà colorato uniformemente.
Abbassare la velocità dell'impastatrice e aggiungere metà latticello, lasciar assorbire, quindi aggiungere metà farina setacciata col bicarbonato e il sale. Quando questa sarà del tutto incorporata, aggiungere il resto del latticello e della farina. Mescolare bene a velocità sostenuta, finché l'impasto non sarà liscio e vellutato, quindi abbassare di nuovo la velocità e aggiungere l'aceto. Alzare di nuovo la velocità e lasciar impastare ancora per un paio di minuti.
Ripartire l'impasto in 12 pirottini da muffin riempiendoli fino a 2/3, inseriti a loro volta negli stampi, e infornare a 170° statico (regolarsi col proprio forno, io avrei potuto usarlo anche a 180°) per 20-25 minuti (30 per me). E comunque, fare sempre la prova stecchino.
Togliere le cupcakes dagli stampi e lasciar raffreddare completamente su una gratella. Ecco come appaiono le cupcakes prima del "make-up": come vedete, non hanno la tipica cupoletta dei muffin, è così che devono essere



Per preparare il frosting, introdurre nella ciotola dell'impastatrice con la frusta a K (pala, foglia... ) il burro e lo zucchero a velo, mescolando a velocità medio-bassa finché non sono ben amalgamati, quindi aggiungere il Philadelphia, freddo di frigo, tutto in una volta. Mescolare finché non viene del tutto incorporato, quindi alzare la velocità a medio-alta e battere finché il composto non appare soffice e spumoso, e comunque non oltre 5 minuti perché potrebbe liquefarsi.
Con questa crema, decorare le cupcakes e tenerle in frigo fino al momento di servirle.


Volete che vi dica come sono? ecco, mi mancano le parole... sinceramente non saprei proprio come trasferire verbalmente il senso di goduria che ho provato quando mi sono messa in bocca il primo pezzo di cupcake col suo bel frosting sopra... e ad ogni nuovo pezzo mi sembrava ancora più buono!
Uno sguardo all'interno


ancora più da vicino


Solo una raccomandazione: è preferibile usare il bicarbonato di sodio come agente lievitante, come suggerito dalla ricetta, perché io percepisco il retrogusto del lievito.

venerdì 18 marzo 2011

Lohipiirakka, or Salmon Pie

Non m'ero resa conto che con questa, stavo postando ancora una ricetta a base di salmone subito dopo quella precedente. Il fatto è del tutto casuale, il punto è che ero molto incuriosita da questa ricetta della cucina lappone, che non si riesce a capire bene se sia una torta salata o un piatto unico. Io l'ho fatta discostandomi un po' dall'originale per alcuni piccoli trascurabili particolari.


Innanzitutto, la ricetta originale prevede che questa cosa venga fatta con la pasta sfoglia e che assomigli un po' ad un grande calzone ripieno. Io ho usato la pasta fillo al posto della sfoglia, perché amo complicarmi la vita e perché ne avevo una confezione in congelatore che volevo far fuori, e invece di darle le sembianze di un calzone, l'ho cotta in teglia. Al posto della panna ho usato la panna acida, che secondo me s'accosta alla grande col salmone, usandone ben più del 1/2 dl suggerito dalla ricetta, e ho messo solo un cucchiaino colmo di aneto anziché 1 dl, che secondo me è un errore della ricetta... 1 dl di aneto è una cifra!


Quindi, in sintesi, ecco come l'ho fatta io:
  • 1 confezione di pasta fillo (nella mia c'erano 10 fogli, ma direi che anche 6 possano bastare)
  • un filetto di salmone fresco da 500 g abbondanti (tenete conto che toglierete la pelle)
  • 4 uova
  • 1 dl di riso a chicco corto (io ho usato il carnaroli)
  • 180 ml di panna acida
  • 1 cucchiaino colmo di aneto triturato
  • 1/2 cucchiaino di pepe bianco macinato
  • sale
  • burro per ungere
Lessare il riso al dente in acqua salata e far rassodare le uova, lasciando raffreddare il tutto. Sgusciare le uova e triturarle grossolanamente con una forchetta dentro una ciotola, quindi aggiungere il riso, 2/3 della panna acida, l'aneto triturato, il pepe e il sale. Mescolare bene tutti gli ingredienti e tenere da parte.
Togliere la pelle al salmone e affettarlo come se si volesse fare un carpaccio, ma non è necessario che le fette vengano tanto sottili, l'importante è che se ne abbiano a sufficienza da poter fare uno strato.


Spennellare con un po' di burro una pirofila da forno e cominciare a disporvi i fogli di pasta fillo, spennellando ogni foglio col burro prima di sovrapporne un altro. Io ho sovrapposto 7 fogli, quindi c'ho versato dentro il composto di uova e riso, livellando bene, ho adagiato sopra i filetti di salmone coprendo bene tutta la superficie, l'ho spalmato con quel che restava della panna acida, quindi ho finito di sovrapporre gli ultimi 3 fogli di pasta fillo, sempre imburrando tra l'uno e l'altro, e ho rimboccato i bordi tutto intorno. Spennellare la superficie con dell'uovo sbattuto e infornare a 200° statico per 40-45 minuti. Io ho dovuto coprire con un foglio di cartaforno dopo circa 20 minuti perché la pasta fillo si era già dorata, e dopo mezz'ora ho abbassato la temperatura a 180°.
Lasciar stiepidire un po' prima di servire.


Adesso immagino che vorrete sapere se sia buono... io dico di sì, premesso che abbiate una discreta apertura mentale verso sapori molto distanti dai nostri gusti mediterranei. Il sapore di questo "tortino" io lo definirei "algido", mi evoca pack attraversati da navi frangighiaccio e aurore boreali. Insomma, piace se piacciono i sapori nordici. A me è piaciuto, ma io non faccio testo... a me piace (quasi) tutto!!!

domenica 13 marzo 2011

Cake al salmone affumicato e aneto

Eccomi di nuovo qui con la ricetta di un altro cake salato assolutamente da provare. La prima volta lo feci per la cena della vigilia di Natale scorsa, da servire con gli antipasti... è sparito in un nanosecondo! Ora, posso anche capire che i miei ospiti avessero fame, ma la velocità con cui l'hanno fatto fuori aveva un che di sovrannaturale. Insomma, io sono riuscita ad assaggiarne giusto un pezzettino, tanto che per capire meglio che sapore avesse, sono stata costretta a rifarlo pochi giorni fa, e ora che l'ho potuto assaporare meglio, posso anche capire meglio il successo che ha riscosso tra i miei commensali.


La ricetta originale, in versione gluten free, l'ho vista su Cucina In Simpatia. Io l'ho fatto con farina glutinosa.


  • 3 uova
  • 120 g di latte
  • 60 g di olio di arachidi
  • 100 g di parmigiano grattugiato
  • 180 g di farina
  • 2 c belli colmi di aneto fresco o secco (io ho usato quello secco, triturato con l'omogeneizzatore del K-Chef)
  • pepe bianco macinato q.b.
  • un pizzico di sale
  • 100 g di carpaccio di salmone affumicato
  • 1 bustina di lievito per pizze e torte salate

Con la frusta a mano mescolare le uova col latte e l'olio, quindi aggiungere il parmigiano, la farina setacciata col lievito, l'aneto, il sale e il pepe. Per ultimo aggiungere il salmone tagliato a pezzettini, distribuendolo bene con un cucchiaio di legno. Versare tutto in uno stampo da plumcake lungo 19-20 cm (usando uno stampo più lungo rimarrebbe troppo basso) unto e infarinato e infornare in forno caldo a 180° ventilato per 35-40 minuti, abbassando eventualmente la temperatura se dovesse cominciare a colorire troppo presto. Testare la cottura facendo la solita prova stecchino.


Soffice, umido al punto giusto e gustoso, una vera delizia per il palato, e anche per l'olfatto!

mercoledì 9 marzo 2011

Cranberry madeleines

Innanzitutto, poche parole di scusa per il fatto che ultimamente non passo più dai vostri blog... tra lavoro e casa, sono abbastanza infognata tra mille cose e il tempo è sempre più traditore. Faccio fatica a trovarlo anche per continuare ad aggiornare il mio blog... appena mi posso ritagliare un momento, me ne scrivo 2-3 e pianifico la messa online, e mentre scrivo questo post, che è l'ultimo in ordine temporale, mi sto già chiedendo tra quanto potrò scriverne un altro... vabbé, speriamo presto!
Comunque vi ringrazio di cuore per il fatto che voi continuiate a passare da me e prometto che, appena possibile, anch'io tornerò a farvi visita, e magari a "rubarvi" qualcuna delle vostre ricettine! ;-)


E ora, parliamo di madeleines. Se dovessi cercare una parola per definire l'aspetto delle madeleines, sceglierei "simpatico". Sì, mi ispirano simpatia, non so perché... forse per la loro buffa forma che ricorda tanto un rimorchiatore, con la carena arrotondata e ondulata e quella gobbetta che fa pensare alla cabina del timoniere... i rimorchiatori mi hanno fatto sempre una gran tenerezza, ogni volta che ne vedevo uno tirarsi dietro un mastodonte di transatlantico pensavo "povero, chissà che fatica!!!".
Ecco, forse è per questo che le madeleines mi ispirano simpatia, o forse è perché stanno in una mano, le mangi con due, max tre morsi e sono tanto buone. Boh, non lo so proprio... so solo che mi stanno tanto simpatiche, e queste in particolare, coi mirtilli rossi, sono ancora più simpatiche!
La ricetta è di Adriana di CIS e l'ho sempre seguita abbastanza fedelmente, devo dire che non mi ha mai riservato spiacevoli sorprese.


  • 3 uova
  • 150 g di zucchero Zéfiro
  • 1 c di essenza di vaniglia
  • 50 g di latte
  • 250 g di farina
  • mezza bustina di lievito
  • 125 g di burro fuso
  • 100 g di mirtilli rossi disidratati 
Mettere i mirtilli nel latte per farli reidratare un po' e intanto pesare gli altri ingredienti. Nella ciotola dell'impastatrice con la frusta a K (pala, foglia... ) mescolare le uova con lo zucchero, aggiungere l'essenza di vaniglia, il latte in cui si sono messi a rinvenire i mirtilli e, un po' alla volta, la farina setacciata col lievito. Aggiungere il burro fuso, anch'esso un po' alla volta, e per ultimo i mirtilli rossi.


Versare l'impasto negli stampi da madeleines e mettere a riposare in frigo per un paio d'ore. E' anche possibile lasciare l'impasto nella ciotola e quindi versarlo negli stampi dopo il riposo in frigo, scegliendo la soluzione che appare più pratica.
Infornare in forno ventilato a 180° per 6 minuti, poi abbassare a 160° e finire di cuocere finché non diventano dorate.



Sono burrosamente soffici e divine!

lunedì 7 marzo 2011

Crostata agli amaretti

La ricetta di questa crostata è di Kika di Cucina in Simpatia, anche se io da lei ho preso in prestito solo le indicazioni per fare il ripieno, perché la frolla è, come sempre, quella friabile di Maurizio Santin, l'unica che mi soddisfi veramente e che difficilmente cambio con altre.
Ne avevo già dato la ricetta qui, quindi non sto a copiarla di nuovo ;-)



Per il ripieno invece occorrono:
  • 200 g di amaretti
  • 150 g di farina di mandorle
  • 3 albumi
  • 1 bicchierino di maraschino
  • un po' di marmellata di limoni, o arance, o quello che avete

Gli albumi vanno montati a neve fermissima. Gli amaretti vanno sbriciolati e mescolati insieme alla farina di mandorle, allungando con il liquore. Quindi vanno aggiunti gli albumi, mescolando piano dal basso verso l'alto.
Foderate la vostra bella teglia da crostata con la frolla tirata, tenendone sempre un po' da parte per fare la griglia. Quindi stendete sulla frolla un velo di marmellata e rovesciateci dentro il ripieno di amaretti e farina di mandorle.
Spennellare i bordi e le strisce con dell'albume leggermente sbattuto con la forchetta e infornate a 180° statico per 35-40 minuti, abbassando la temperatura a 170° se i bordi dovessero cominciare a dorare troppo in fretta.
Far stiepidire, quindi sformare a finire di far raffreddare su una gratella.


Io l'ho trovata di una raffinatezza squisita, una crostata davvero superlativa!

sabato 5 marzo 2011

Tagliatelle con funghi e verdure di Alda e Mariella

Ero seria l'altro giorno quando scrivevo da Alda e Mariella che avrei sicuramente provato la loro ricetta delle mafaldine con funghi e verdure... ero serissima anzi. Ed ero serissima anche quando ho scritto che avrei provato ad usare quel condimento per le tagliatelle all'uovo, e infatti... tadàààà


la variopinta padella col condimento pronto, e naturalmente la porzione


In effetti, non nascondo la mia passione per i condimenti per pasta a base di verdure, e vederne uno così ricco e vario mi ha fatto subito venire voglia di provarlo, anche perché è di una rapidità disarmante.
Vabbé, vi dico come faccio la tagliatelle solo per dovere di cronaca, perché tanto questa è una di quelle cose per cui ognuno segue usanze e tradizioni proprio a cui difficilmente si rinuncia. Per ogni uovo uso 100 g di farina, metà tipo 0 e metà semola rimacinata, più ovviamente tutta la farina che si raccoglie in corso di lavorazione, e questa in genere è solo semola rimacinata. Faccio impastare al Ken, quindi quando ha raggiunto la durezza giusta, avvolgo la palla nella pellicola e la metto a riposare in frigo. Quest'operazione in genere la faccio la sera prima, quindi lascio che riposi un'intera nottata. Quindi la mattina dopo riprendo l'impasto e comincio a passarla alla sfogliatrice, nel caso di queste tagliatelle sono arrivata alla tacca N° 4 perché le volevo piuttosto spesse e rustiche.
Per il condimento invece occorrono:
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 bella manciata di piselli
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 carciofo
  • 200 g di funghi (io avevo in congelatore dei porcini e dei finferli, ma Alda e Mariella hanno usato dei comuni champignon)
  • olio evo, sale, pepe, prezzemolo
Pulire il carciofo, tagliarlo a spicchi e tuffarlo in acqua acidulata con un po' di limone.
In una padella, rosolare la cipolla affettata sottile, quindi aggiungere la carota pelata e tagliata a dadini e i piselli. Salare, pepare, allungare con una mestolata di vino bianco e acqua e portare a cottura.
In un'altra padella rosolare l'aglio passato allo schiacciaaglio. Quindi aggiungere gli spicchi di carciofo e far rosolare anch'essi, e infine i funghi. Anche qui, salare, pepare, incoperchiare e portare a cottura. Quindi mescolare tutte le verdure in un'unica padella, lasciare ancora che s'insaporiscano qualche minuto e cospargere col prezzemolo tritato.
Nel frattempo avrete lessato la pasta, che scolerete al dente e spadellerete nel condimento pronto.
Servire con una spolverata di parmigiano grattugiato.
E se per caso, ma proprio per caso, dovessero avanzarvi un po' delle verdure, anche come contorno non sono affatto da disprezzare... grazie ad Alda e Mariella!

giovedì 3 marzo 2011

Le brioches di Julia Child

Queste brioches sono senz'altro posizionate nella Top 5 dei miei dolci lievitati preferiti. Un utilissimo passo passo fotografico per capire bene il procedimento si può trovare sul blog Mollica di Pane. Devo dire anzi, che senza il passo passo, avrei avuto qualche problema a capire come fare, perciò ringrazio Tinuccia.


Éponge:
  • 85 g di latte intero tiepido
  • 20 g di lievito di birra fresco o una bustina di lievito disidratato
  • 1 uovo
  • 360 g farina tipo 0
Sciogliere il lievito nel latte tiepido, aggiungere l'uovo e mescolare bene con una frusta, quindi incorporare 180 g di farina e amalgamare bene per qualche minuto. Tutto questo si può fare già nella ciotola dell'impastatrice. Quindi, cospargere i rimanenti 180 g di farina su questo lievitino, in modo da coprirlo tutto, SENZA INCORPORARLO. Questa è la lavorazione dell'éponge di Julia Child. Coprire la ciotola e mettere a lievitare per una quarantina di minuti.


Impasto:
  • èponge
  • 70 g di zucchero (io 100 g)
  • 1/2 c di sale
  • 4 uova sbattute
  • 200 g farina tipo 0 (180 g da aggiungere, 20 g da conservare in caso di necessità)
  • 1 c di essenza di vaniglia (mia aggiunta, si può omettere o sostituire con altro aroma)
  • 170 g di burro a temperatura ambiente

Riprendere l'éponge, che apparirà gonfio sotto la farina che avrà formato le crepe, e versarvi sopra lo zucchero, le uova sbattute con una forchetta, il sale, l'essenza e 180 g di farina. Mettere in moto l'impastatrice col gancio, facendo andare per 20-25 minuti. Se l'impasto non si stacca completamente dalla pareti, aggiungere poco alla volta i 20 g di farina di riserva. Quando l'impasto si presenta bello elastico, aggiungere il burro un po' alla volta, non metterne ancora finché il pezzo precedente non è stato completamente assorbito. Rimettere l'impasto a lievitare per 2-2,5 ore, oppure nella parte meno fredda del frigo per 5-6 ore, max tutta la notte.
Formare le brioches, rimetterle a lievitare per un'oretta, quindi spennellarle con del tuorlo d'uovo (io con miele d'acacia sciolta in 2-3 c di grappa) e cuocerle in forno statico preriscaldato a 180° per 15-20 minuti, e comunque fino a doratura.


Io ho formato delle palline di 85 g/cad, all'interno delle quali ho messo 1 c di nutella. Poi ho messo le palline negli stampi da mini-savarin. Con un po' d'impasto avanzato, ho formato due cannoli di 70 g/cad circa, anche questi con della nutella spalmata all'interno.


Che dire? Soffici come una nuvola, sono semplicemente paradisiache!

martedì 1 marzo 2011

Il babà rustico di Iris

Ecco una di quelle cose di cui ci s'innamora a prima vista... appena ebbi modo di vederlo sul blog di Iris, tra me e lui c'è stato il classico colpo di fulmine, impossibile resistere alla tentazione di provarlo!
Delle due versioni, ho provato a fare quella "light" che, insomma, è un po' più leggerina di quella tradizionale, ma 'nzomma... anche lei le sue belle calorie cellà!!!
L'ho già fatto due volte, la prima seguendo rigorosamente le indicazioni di Iris, la seconda riducendo ancora di più il lievito e allungando i tempi di lievitazione.


Il secondo tentativo m'è piaciuto più del primo, perciò vi trascrivo questo:
  • 250 g di latte parzialmente scremato
  • 100 g di olio evo
  • 1 cucchiaino di malto 
  • 5-6 g di lievito di birra fresco
  • 2 uova
  • 500 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di sale
  • una macinatina di pepe nero
per l'imbottitura ho usato
  • 100 g di mortadella a dadini
  • 100 g di salame a grana fine a dadini
  • 200 g di provola
  • 100 g di parmigiano grattugiato
Introdurre nel cestello della macchina del pane tutti gli ingredienti tranne quelli che servono per l'imbottitura, nell'ordine in cui li ho elencati, avviare il programma Impasto e lasciar lievitare per almeno 8 ore. Io ho programmato l'avvio della macchina verso mezzanotte e la mattina dopo ho trovato l'impasto tutto bello gonfio e bollicinoso. Quindi riprenderlo e aggiungere gli ingredienti dell'imbottitura. Per meglio incorporarli, ho messo l'impasto nella ciotola nell'impastatrice e fatto andare il gancio. Quindi versare l'impasto in uno stampo da ciambella (io ho usato quello da kougelhupf in silicone, quindi non ho né unto né infarinato), coprire con la pellicola e rimettere a lievitare finché non abbia quasi raggiunto il bordo. Ci vorranno diverse ore tenendolo nel forno con la temperatura al minimo, diciamo all'incirca 5 ore e più. Se non volete aspettare tutto questo tempo, potete usare mezzo panetto di lievito, però secondo me, quello con meno lievito e tempo di lievitazione più lungo è ancora più soffice.
Scaldare il forno a 180° statico e far cuocere per quasi un'ora, abbassando a 170° dopo 30-40 minuti se vedete che si sta colorendo troppo. Lasciar raffreddare e sformare.


Il profumo è irresistibile e al tatto è di una sofficità incredibile, proprio come un babà!
GRAZIE IRIS!!!

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