sabato 3 settembre 2011

Pizza parigina, che bontà!!!

La pizza parigina è una leccornia unica, qualcosa a cui solo un pizzaiolo napoletano poteva pensare (non si capisce perché l'abbia chiamata "parigina", ma a noi non ce ne frega niente! ;-P ), una meraviglia stratosferica che quando la mangi, non ne avresti mai abbastanza... se la pizza quella tradizionale è già buona di suo, questa ti manda letteralmente in visibilio.
La prima volta che ne ho sentito parlare è stato qui, dove viene data la ricetta per farla senza glutine, e già m'era iniziata un'ipersalivazione che non vi dico. Poi questa specialità mi è stata ulteriormente magnificata da Eugenia, napoletana DOC col marito pizzaiolo... no dico: secondo voi potevo ancora trovare qualche scusa per non provarla??? Oltretutto, se si è già abituati a fare la pizza, preparare la parigina non richiede chissà quale perizia addizionale, perché in fondo è solo una variante alla ricetta di base.

AGGIORNAMENTO: riporto qui di seguito alcune precisazioni su questa squisitezza, che un gentile visitatore mi ha lasciato nei commenti e per cui lo ringrazio.
"La parigina (senza pizza davanti) non è stata inventata da un pizzaiolo ma da un rosticciere (infatti si fa in teglia e si trova nelle rosticcerie, non nelle pizzerie, e in qualche panificio), non di Napoli ma di Afragola, con il nome di tramezzino, nel 1969. Il tizio in questione era l'allora titolare dell'antica rosticceria Sant'Antonio, situata quasi di fianco alla basilica."


Allora, per una bella teglia di pizza (diciamo delle dimensioni della leccarda del forno), servono
  • impasto per pizza come siete solitamente abituati a prepararlo, io ho voluto fare quello del chichì, ma non è importante, basta che vi piaccia
  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare, va benissimo quella comprata, io con la sfoglia non ho ancora avuto il coraggio di cimentarmi ;-)
  • prosciutto cotto a fette, quanto basta a coprire l'impasto steso nella teglia
  • provola, quantità idem come il prosciutto
  • polpa di pomodoro
  • 1 uovo
  • olio, sale, pepe e qualche odore a piacere, origano, basilico... quello che vi va
Dunque, come prima cosa ho dato una scottata al pomodoro, che altrimenti ho la sensazione che sappia di crudo. Quindi, molto velocemente, metto in un pentolino tutto insieme: un po' d'olio, il pomodoro, l'odore scelto e un po' di sale e faccio sobbollire per 5-10 minuti.
Metto un foglio di carta forno sulla leccarda e stendo per benino il mio impasto per la pizza. Quindi lo cospargo tutto per bene con la salsa di pomodoro e ci adagio il prosciutto cotto e la provola tagliata a fettine il più sottilmente possibile, lasciando un dito tutto intorno al bordo per poterlo meglio sigillare. Si può dare ancora una spolverata di origano o basilico, se lo si gradisce, un bel giretto d'olio, dopodiché si adagia sul tutto il rotolo di pasta sfoglia, ovviamente srotolata. Si rimboccano per bene i bordi tutto intorno, si buca un po' qua un po' là coi rebbi di una forchetta e si spennella con l'uovo sbattuto.
Cuocere nel forno già caldo a 200° per una mezz'ora circa, o comunque finché la pasta sfoglia non sia bella gonfia e dorata.


Quando è pronta, tagliatela a pezzi e servitela, cercando di resistere alla tentazione di addentarla subito per evitare ustioni di 2° grado a lingua, palato ed esofago, giù giù fino alla bocca dello stomaco!

7 commenti:

  1. Meravigliosa! L'ho sempre vista in giro e ora tu mi indurrai definitivamente a provarla!
    Unico dubbio: considerate le dimensioni del rettangolo di pasta sfoglia della DS (uno solo) quanta farina per la pizza servirebbe? A naso direi 300 gr?

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  2. Ciao Gagunga!!! :-)
    A naso direi anch'io che 300 g possano bastare, ma se vuoi avere delle indicazioni più precise con gli ingredienti GF, clicca sul primo link che metto nel post e andrai dritta dritta alla pizza fatta da Manu su CIS, così non puoi sbagliare ;-)
    Un bacione!

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  3. Ottima! Si trova nei bar e nelle rosticcerie di Napoli, ma è anche semplice da fare, brava! Bacioni, Laura

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  4. La parigina (senza pizza davanti) non è stata inventata da un pizzaiolo ma da un rosticciere (infatti si fa in teglia e si trova nelle rosticcerie, non nelle pizzerie, e in qualche panificio), non di Napoli ma di Afragola, con il nome di tramezzino, nel 1969. Il tizio in questione era l'allora titolare dell'antica rosticceria Sant'Antonio, situata quasi di fianco alla basilica.

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    1. Ciao Anonimo! Grazie per queste informazioni e questi cenni storici che sono sempre molto interessanti... appena trovo un attimo, aggiorno il post con le tue indicazioni.
      Posso chiederti chi sei? Arrivi per caso dalla Confraternita della Pizza? ;-)
      Ciao!

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  5. No. Sono solo un quasi-vicino di casa dell'inventore del tramezzino...

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    1. Bé, direi che tu sia attendibile quasi quanto l'inventore stesso allora ;-)
      Ancora grazie per la giusta precisazione :-)
      A presto!

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