mercoledì 19 gennaio 2011

Stringozzi umbri

Ogni volta che metto in cantiere qualche ricetta che prevede solo l'uso dei tuorli, se mi avanza un singolo albume lo cuocio velocemente nel microonde e lo spezzetto nella pappa dei mici, ma se sono più di uno, in genere li metto nei vasetti vuoti dello yogurt, appositamente lavati e tenuti da parte per tale scopo, in genere 2 albumi al max per vasetto, e li schiaffo in freezer.
Fatalmente, dopo un po' finisco per ritrovarmi il cassetto del freezer invaso dai vasetti di albumi, e allora comincio a spaccarmi la testa pensando a come impiegarli.
Una fine ben gloriosa è per la realizzazione degli amaretti di Voltaggio, oppure dei pasticcini di noci e mandarance di cui ancora non vi passo la ricetta, però... insomma... non è che si possa far sempre dolci, altrimenti qua la glicemia sale alle stelle!
E quindi, pensa che ti pensa e cerca che ti cerca, cosa ti trovo alla fine? Questo fantastico suggerimento di Jo di Cucina in Simpatia, che a sua volta ha preso l'idea in prestito da Anice & Cannella, a dimostrazione del fatto che in cucina, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasmette di blog in blog, di forum in forum, di blog in forum, etc...
Gli stringozzi umbri sono un tipo di pasta fresca, bianca, fatta per l'appunto solo con gli albumi, al limite con un po' d'acqua se ce ne fosse la necessità.


Le proporzioni prevedono che s'impieghi una quantità doppia di farina rispetto al peso degli albumi, in altre parole, per 230 g di albumi (il numero non è scelto a caso, era il peso degli albumi che ho usato io) s'impiegheranno 460 g di farina, di cui l'80% farina bianca e il restante 20% semola di grano duro rimacinata. In corso di lavorazione, sia mentre facevo impastare al Ken e sia mentre sfogliavo, ho sentito la necessità di aggiungere ancora dell'altra farina, e in questo caso ho preferito usare la semola, ma è una scelta soggettiva.
La ricetta di CIS suggerisce di sfogliare fino alla tacca N° 4, io ho voluto sfogliare metà impasto fino alla 4, e per l'altra metà mi sono voluta fermare alla 3, ottenendo così degli stringozzi più paccuti e rustici, molto più simili alla chitarra abruzzese.
Questi sono quelli più sottili


e questi sono quelli più paccuti


Un nido di quelli più paccuti l'ho fatto fuori il giorno stesso che li ho prodotti, a pranzo, conditi molto semplicemente con un pesto di pistacchi che avevo già pronto


Sono molto buoni, belli sodi e hanno un gusto molto semplice che esalta quello del condimento.
Gli altri nidi ovviamente sono finiti in congelatore... insomma, fuori gli albumi, dentro la pasta!!!

1 commento:

  1. Adoro letteralmente gli strngozzi umbri, troppo buoni

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