giovedì 30 settembre 2010

La raffinata eleganza dei bicchierini... mousse al lime e ciocco bianco

Credo che servire per dessert i bicchierini monoporzione sia una maniera molto elegante per chiudere una libagione. Si presentano bene e contengono la giusta quantità per appagare la voglia di dolce dei commensali, senza risultare stucchevoli (va da sé che gli eventuali "sprocidati" possono sempre fare il bis, se ci sono bicchierini d'avanzo!).
Questa mousse al lime e ciocco bianco, di cui ho scovato la ricetta qui, è delicata e rinfrescante, soffice come una nuvola e "cremosamente scioglievole"... o "scioglievolmente cremosa", fate voi! Il gusto acidulo del lime smorza il dolce del ciocco bianco, creando un perfetto equilibrio di agrodolce. Un dessert molto pericoloso: per quanto mi riguarda, non mi stancherei mai di mangiarlo!

  • 200 g di ciocco bianco
  • 150 g di panna montata
  • 2 tuorli
  • 1/2 C di zucchero semolato
  • 2 lime, succo e scorza
  • frutti di bosco e foglioline di menta fresca per guarnire

Spezzettare il ciocco bianco e fonderlo a bagnomaria o nel microonde. Montare la panna. Grattugiare la buccia dei lime e spremerne il succo.
Montare i tuorli con lo zucchero, il succo e la scorza di lime. Quando appariranno belli montati (tuttavia non si addenseranno molto per via del succo), incorporare il ciocco fuso e quindi la panna montata, badando che il composto non sia ancora troppo caldo.
Ripartire nei bicchierini, con queste dosi sono venuti 8 bicchierini e 1/2, e guarnire con la frutta brinata (passare nell'albume leggermente sbattuto, quindi nello zucchero semolato) e le foglioline di menta.
Tenere in frigo fino al momento di servire. E' un dessert che va preparato con alcune ore d'anticipo, proprio perché il composto, che all'inizio potrebbe sembrare preoccupantemente fluido, ha bisogno di riposare al fresco per addensarsi bene.


E se siete invitati a cena e volete portare questa mousse per dessert, ma temete per il trasporto dei bicchierini? Allora preparate un bel guscio di pasta brisée come quello impiegato per fare questa cherry pie, lo cuocete in bianco, lo fate raffreddare e poi lo riempite con la mousse, decorandolo quindi coi frutti di bosco e le foglie di menta... un figurone!!!

mercoledì 29 settembre 2010

Quiche ai fiori di zucca ripieni

Adoro le quiches, le torte salate, i rustici e, in generale, tutto ciò che in qualche modo potrebbe rientrare nella categoria degli stuzzichini. Questa quiche in particolare, devo dire che è molto insolita, sia per il procedimento che per il risultato finale. E' un po' laboriosa da preparare, ma il tripudio di gusto alla fine ripaga ampiamente tutta la laboriosità dei preparativi. L'idea l'ho presa qui e messa in pratica quasi subito dopo averla vista... come potevo resistere?


Guscio di pasta brisée:
  • 250 g farina
  • 1 c sale
  • 1 c lievito istantaneo per torte salate
  • 100 ml acqua calda
  • 100 ml olio di semi
Ripieno:
  • 16 fiori di zucca (veramente a me ce ne sono voluti più di 30, ma erano piccoli)
  • 100 g prosciutto cotto (io 130 g ca)
  • 100 g provola fresca o altro formaggio analogo (io 130 g ca)
  • 2 C parmigiano grattugiato (io 3, uno anche nel battuto di uova e panna)
  • 1 C prezzemolo tritato
  • 200 ml panna da cucina
  • 2 uova (io anche il tuorlo che avanzava)
  • 1 albume
  • 1 bustina zafferano
  • sale e pepe

Preparare la pasta per il guscio buttando tutti gli ingredienti nella planetaria e impastando con la frusta a K (pala, foglia...). Io l'acqua l'ho aggiunta gradatamente, tuttavia l'ha raccolta tutta. Formare la palla, avvolgere nella pellicola e mettere in frigo. Questo passaggio io l'ho fatto la sera prima. Tritare nel mixer il prosciutto, la provola e 2 fiori di zucca (io 4-5, ripeto, erano piccoli), quindi mescolare coi 2 C di parmigiano, il prezzemolo e l'albume leggermente sbattuto. Con questo composto riempire i fiori di zucca e adagiarli ben stretti uno vicino all'altro nella pirofila foderata con l'impasto del guscio. Battere le uova con la panna, la bustina di zafferano, 1 C di parmigiano, sale e pepe e colare sopra la quiche, quindi infornare in forno caldo a 180° per 45-50 minuti.






Squisita... non mi vengono altre parole, semplicemente squisita!

lunedì 27 settembre 2010

Carbonara ai piselli...

... che non significa pancetta, o guanciale, AND piselli... no no, sono proprio i piselli che qui sottraggono al suino il suo ruolo di primadonna. E io che sono una fan della carbonara non potevo non provare questa versione semi-vegetariana, che riesce a conciliare i bisogni della gola con quelli del girovita!


L'idea l'ho presa dal blog di Forchettina Irriverente, e devo dire che, tranne che per il tipo di pasta usata, per una volta mi sono attenuta alla ricetta senza quasi apportare personalizzazioni di alcun genere.

  • 250 g di bucatini (la ricetta originale parla di spaghetti alla chitarra, ma non avevo voglia di ammassare)
  • 40 g di porro
  • 100 g di pisellini, anche surgelati vanno bene
  • 1 spruzzo di vino bianco e 1 tazzina da caffé di acqua
  • 1 filetto di aringa affumicata
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio colmo di pecorino grattugiato
  • 1 misurino di brodo granulare di pesce
  • 1 foglia di alloro, prezzemolo, timo, semi di finocchio, qualche fogliolina di basilico
  • olio evo, sale, pepe bianco
Affettare il porro sottilmente ad anelli e farlo rosolare dolcemente nell'olio con la foglia di alloro. Quando sarà appassito, aggiungere i piselli, i semi di finocchio un po' schiacciati e la spruzzata di vino e far evaporare, quindi portare a cottura con l'acqua. Togliere l'alloro, aggiustare di sale e pepe, aggiungere il prezzemolo e il timo tritati finemente e il basilico spezzettato con le mani. Spegnere la fiamma e tenere da parte.
Mettere a bollire l'acqua della pasta col brodo granulare di pesce e l'aringa. Salarla e buttare la pasta, quindi scolarla (eliminando l'aringa) e spadellarla coi piselli, eventualmente aggiungendo un po' della sua acqua di cottura. A parte avrete sbattuto le uova coi formaggi, quindi le unirete alla pasta mescolando bene, eventualmente tenendo ancora un po' sulla fiamma dolce se volete far addensare bene l'uovo.


Ora spero che i puristi non grideranno allo scandalo, che la carbonara è una sola e null'altro può fregiarsi di questa denominazione... si sa che in cucina un po' di creatività non guasta mai, e la creatività di Forchettina Irriverente in questo caso per me è stata molto intrigante. Questi bucatini mi sono piaciuti davvero tanto, replicherò senz'altro la ricetta e cercherò di farci gli spaghetti alla chitarra come previsto in origine... grazie Emanuela!

Teglia di verdure alla greca

Vedere la foto di questa teglia di verdure sul blog di Furfecchia e decidere di farla anch'io sono stati tutt'uno. A dirla proprio tutta, sono letteralmente andata in ipersalivazione! Perciò venerdì, spesa di ingredienti che mancavano, e sabato sono andata dritta in porta!
Sinceramente non lo so se è alla greca o no, è solo che, dovendo dare un titolo al post, dato che ci sono ben due ingredienti tipici della cucina greca, ho pensato di chiamarla così. Voi potete chiamarla come vi pare, tanto la bontà non cambia.


  • 1/2 kg di patate
  • 3 bei peperoni rossi "cornetto"
  • 1 cipolla e 1/2
  • 150 g di feta
  • 3-4 cucchiaiate di olive kalamata
  • olio evo, sale, pepe bianco, origano fresco (ma va bene anche secco)
Sbucciate le patate e sbollentatele appena (devono restare durette) per sigillarle. Prendete una pirofila da forno, ungetela e disponetevi in "bel disordine" i peperoni lavati, privati dei semi e tagliati a listarelle, le patate tagliate a spicchi (le mie erano piccole, quindi le ho tagliate solo a metà), le cipolle affettate sottilmente ad anelli, la feta a dadini e le olive. Salate, pepate e cospargete di origano, quindi irrorate ancora con un filo d'olio e infornate a 180° per un'oretta, dando una mescolatina verso metà cottura.

giovedì 23 settembre 2010

Pan de hojaldre

Ieri mi è arrivato il libro che avevo ordinato, Sfida al Mattarello, delle sorelle Simili. Avevo già sia Pane e Roba Dolce, che La Buona Cucina di Casa, mentre questo ancora mi mancava. Ora ho la collana completa e, ieri sera, mentre sfogliavo velocemente l'ultimo arrivato, si è aperto alla pagina con la fotografia del pan de hojaldre, il famoso pane sfogliato delle Simili. Immediatamente mi è tornata una forte nostalgia per questo pane tanto buono quanto scenografico, che tanta soddisfazione mi diede sin dal primo momento che lo feci (la fortuna del principiante?)


Lievitino
  • 100 g di farina (io ho usato metà manitoba, metà tipo 0)
  • 60 g di acqua
  • 4 g di lievito di birra
Impastare, coprire e lasciar raddoppiare (circa un'ora e mezza)


Impasto
  • 250 g di acqua
  • 1 c di malto (nella ricetta originale non c'è)
  • 1 C di olio evo
  • 20 g di lievito di birra
  • 250 g di farina manitoba
  • 250 g di farina tipo 0
  • il lievitino
  • 10 g di sale


Mettere tutti gli ingredienti nella MdP nell'ordine indicato, tranne il sale che verrà aggiunto quando saranno tutti belli amalgamati. Avviare il programma Impasto e lasciar lievitare. Scaravoltare l'impasto sul piano infarinato e dividerlo in 4 pezzi (qui mi sono un po' distaccata dal procedimento delle Simili, che prevede che l'impasto venga diviso in 2) e col mattarello stendere ogni pezzo assottigliandolo bene e dandogli una forma rettangolare. Ungerlo in superficie con olio evo (viene più facile col palmo della mano) e ripiegare in quattro (lembo superiore e lembo inferiore che si toccano al centro, e poi il tutto a libro) e farlo riposare. Ripetere l'operazione per gli altri 3 pezzi. Riprendere il primo, stenderlo di nuovo col mattarello (la tecnica, per capirci, richiama un po' quella dei "giri" per fare la pasta sfoglia), ungerlo ancora e arrotolarlo. Porlo sulla leccarda foderata di carta forno con la falda in basso e incidere in profondità con un coltellino affilato, tenendosi a 2-3 cm. di distanza dalle "chioccioline" alle estremità. Ripetere l'operazione anche per gli altri 3 pezzi. Mettere a lievitare per circa 45 minuti e cuocere in forno caldo a 200° per 30-40 minuti. Se necessario, abbassare la temperatura a 180°. Gli ultimi 5-10 minuti farli cuocere direttamente sulla griglia per farli colorire anche di sotto.


Eh sì, provo davvero una grande nostalgia... è ora di rifarlo!

Sformato di patate e asparagi in crosta di pasta fillo

Questo è un piatto favoloso del mitico Jamie Oliver, che ho trovato sul suo libro La Mia Cucina Naturale. Io l'ho fatto quando era stagione di asparagi, ma non credo ci siano controindicazioni a farlo con gli asparagi surgelati. E comunque, sta prendendo forma nella mia mente, l'idea di rifarlo, ma sostituendo gli asparagi con tutt'altro ingrediente, mumble mumble... quale ingrediente? eehhh no, mica vi svelo gli altarini senza aver prima provato!

  • 1 confezione di pasta fillo (270 g, 6 fogli)
  • 500 g. di patate (netto dopo la cottura)
  • 500 g. di asparagi (netto dopo la cottura)
  • 100 g. di formaggio cheddar (che io ho sostituito con parmigiano reggiano)
  • 100 g. di formaggio lancashire (che io ho sostituito con gruyére)
  • 100 g. di burro fuso
  • 3 uova grandi
  • 280 g. di panna densa da cucina
  • 1/4 di noce moscata
  • sale e pepe nero in grani da macinare

Lessate le patate, sbucciatele, schiacciatele e tenetele da parte.
Private gli asparagi della parte legnosa e lessateli 4 minuti (devono restare croccanti).
Fate fondere il burro e imburrate una pirofila da forno di poco più piccola di un foglio di pasta fillo. Stendete un primo foglio di pasta fillo, lasciando che strabordi un po' oltre il bordo, e spennellate col burro. Ripetete l'operazione per tutti gli altri fogli di pasta fillo e mettete da parte la pirofila.
Riprendete le patate schiacciate e grattugiateci dentro i formaggi (santa e benedetta microplane! ). Mescolate bene.
In un'altra zuppiera, battete con una frusta le uova e la panna. Colatele nelle patate col formaggio e mescolate bene. Incorporate la noce moscata, il pepe macinato e salate. Distribuite questo impasto nella pirofila sulla pasta fillo e livellate bene. Rimboccate i bordi tutt'intorno e infine adagiatevi sopra gli asparagi in bell'ordine. Spennellate col burro rimasto e infornate nel forno già caldo a 190° finché la pasta fillo tutt'intorno non diventa bella dorata. A me sono occorsi 30-35 minuti.


Fate riposare ancora 10 minuti prima di tagliare e servire.
A costo di sembrare ripetitiva... E' BUONISSIMO e, per chi fosse interessato, deliziosamente vegetariano!!!

mercoledì 22 settembre 2010

Trenette cucunci e pomodori secchi

Quando ho deciso di aprire questo blog, non avevo ben chiaro in mente quali dovessero essere le sue finalità, se dovevo considerarlo un angolo di condivisione, o una raccolta personale delle mie ricette preferite. E se devo dirla tutta, ancora non l'ho capito.
Comunque sapevo che, pur chiamandosi Muffins 4 All, non sarebbe stato un blog di sole dolcezze, anche se queste l'avrebbero fatta un po' da padroni.
Perciò finalmente posto la ricetta di un primo, una pastasciutta che mi piace molto perché è semplice, veloce e gustosa, un ottimo rimedio per una "spaghettata dell'ultimo minuto". L'idea nasce qui, più qualche piccolo tocco personale che mi capita quasi sempre di fare, strada facendo.


Ingredienti per 4
  • 400 g di trenette (o spaghetti)
  • 2 C colmi di pangrattato
  • 8-10 pomodori secchi
  • 2-3 filetti d'acciuga sott'olio
  • 20 cucunci
  • parmigiano grattugiato o a scaglie
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio evo, sale, pepe e origano fresco (o basilico fresco)
  • acqua e aceto
Mettere i pomodorini a rinvenire in acqua e aceto per almeno mezz'ora. Versare in una padella il pangrattato e l'aglio in camicia e far tostare sulla fiamma senza aggiungere grassi. Quindi sbucciare l'aglio, passarlo allo schiacciaaglio e aggiungerlo di nuovo al pangrattato insieme al sale e una macinatina di pepe. Intanto che l'acqua bolle, scolare i pomodorini, tagliarli a striscioline sottili e ammorbidirli in una padella con un po' d'olio, le acciughe e i cucunci, allungando con un po' d'acqua di cottura della pasta. Versarvi le trenette scolate, aggiungere il pangrattato tostato e aromatizzato e l'origano o il basilico tritato, spadellando bene. Impiattare e spolverare col parmigiano, oppure guarnire con le scaglie. Profumate e saporite, molto molto mediterranee!

Pain de mie

Per me, e credo non solo per me, fare la colazione con pane tostato, burro e una buona marmellata fatta in casa è un piacere impagabile. Il pane dev'essere rigorosamente un pancarré, e con questa ricetta di Pain de Mie si riesce ad ottenere un pancarré veramente divino.


  • 300 g di latte
  • 10 g max di alcool etilico 95° (quello che si usa per fare i liquori)
  • 15 g di lievito di birra
  • 1 c di malto
  • 20 g di zucchero a velo
  • 200 g di farina manitoba
  • 300 g di farina tipo 0
  • 10 g di sale
  • 60 g di burro a temperatura ambiente

Introdurre gli ingredienti nella MdP nell'ordine in cui sono elencati e avviare il programma Impasto. Chi avesse "litigato" con la MdP può usare l'impastatrice, e chi ha proprio un cattivo rapporto con la tecnologia, può andar giù di olio di gomito!
Al termine del programma, scaravoltare l'impasto sul piano leggermente infarinato, sgonfiarlo e ricavarne un salsicciotto bello lungo, all'incirca il doppio della lunghezza dello stampo che si userà per la cottura, non di più. Quindi ripiegatelo, intrecciatelo e adagiatelo in uno stampo da plumcake da 30 cm circa, foderato con cartaforno. Coprire e far lievitare ancora un'oretta, almeno fino al raddoppio. Prima di infornare, spennellare con un po' di latte.
Scaldare il forno a 220° e cuocere per circa 30 minuti, eventualmente abbassando il calore a 200° se vedete che il pane si sta colorendo troppo in fretta.
Far raffreddare bene prima di affettare... adoro questo pane, è di una sofficità paradisiaca!!!

martedì 21 settembre 2010

Sweet sweet cherry pie

Ve la ricordate la torta di Nonna Papera? Quella che lei metteva sempre a freddare sul davanzale della finestra, e inevitabilmente faceva una brutta fine, o mangiata di nascosto da Qui Quo Qua, o spiaccicata sulla faccia di Paperino? Ecco, questa potrebbe essere la torta di Nonna Papera, o perlomeno potrebbe far pensare a lei.


Lo so che la stagione delle ciliege è finita da un pezzo, ma mettiamola così: la cherry pie, quella vera, la American Cherry Pie, nasce con le amarene (sour cherries). E quando non è stagione di amarene, pensate che loro rinuncino alla cherry pie? ma neanche per sogno, usano le amarene sciroppate! Quindi, anche fuori stagione, è possibile gustare questa delizia.
Inoltre, la ricetta così come l'ho trovata io, sul libro di ricette della Hummingbird Bakery, in effetti nasce coi mirtilli (blueberry pie), e comunque l'impasto per la crosta ben si presta per svariati altri ripieni di frutta... ad esempio, avrei voluto fare un tentativo con un ripieno di albicocche, o di pesche, ma purtroppo non ne ho avuto il tempo. Tuttavia sto accarezzando l'idea di provare un ripieno di mele... una americanissima Apple Pie, perché no?
Vabbè, per ora beccatevi questa cherry pie, per le varianti ci sarà tempo!


Per la pasta brisée
  • 520 g di farina 00
  • 1 c di sale
  • 220 g di burro
  • 7-8 C di acqua fredda
Questa dose è sufficiente per foderare uno stampo da crostata da 23 cm, e per il disco di copertura.

Per il ripieno
  • 600 g di ciliege snocciolate (partite da un peso lordo di circa 850 g, se trovate le amarene sono ancora meglio, ma in quel caso credo dobbiate aumentare un po' lo zucchero)
  • 150 g di zucchero fino Zéfiro
  • 30 g di maizena o fecola di patate
  • 2 C di succo di limone
  • 2 c di scorza grattugiata di limone
  • 1 c di aroma di mandorla o liquore tipo maraschino o kirsch
  • 1 pizzico di sale

Preparate la brisée mettendo nella ciotola dell'impastatrice, frusta a pala ("K") tutti gli ingredienti meno l'acqua e avviate a bassa velocità. Quando gli ingredienti sono ben miscelati e hanno assunto un aspetto sabbioso, aggiungete l'acqua un cucchiaio alla volta, mettendoci il 5° solo se vedete che gli ingredienti proprio non legano. Alzate la velocità finché l'impasto non diventa bello compatto e liscio, quindi avvolgetelo nella pellicola da cucina e mettetelo in frigo per almeno un'ora. Lavate e snocciolate le ciliege (inutile negarlo, questa è l'operazione più noiosa), raccoglietele in un recipiente e mescolatele bene con gli altri ingredienti del ripieno. Conservate in frigo. Riprendete la brisée, dividetela a metà e stendete, su un foglio di cartaforno, un primo disco con cui fodererete lo stampo da crostata. Ritagliate i bordi in eccesso, riempite con le ciliege, quindi stendete l'altro disco, coprite e chiudete bene i bordi. Con l'eventuale brisée avanzata potete ritagliare piccoli decori per ornare il bordo. Praticate 3 tagli per permettere al vapore di sfiatare mentre è in cottura e rimettete in frigo per un'oretta. Per la cottura, io ho infornato nel forno preriscaldato a 180°, statico, per 1 ora e un quarto, la prossima volta infornerò a 200°, eventualmente abbassando la temperatura se cominciasse a colorirsi troppo presto. Comunque, oltre alla coloritura, controllate anche il ripieno che deve sobbollire piuttosto vivacemente. Fate stiepidire, quindi sformate sulla gratella e lasciate raffreddare completamente prima di tagliare.

Per gustare questo dolce in tutta la pienezza del suo sapore, è veramente VERAMENTE importante aspettare che si sia completamente freddato. Se poi siete bravi, e riuscite a farlo riposare una notte in frigo per gustarlo il giorno dopo, è veramente sublime... io ne ho mangiato un pezzo al giorno, e ogni giorno che passava, diventava più buono! 

Cherry Pie reloaded (riproposta nel 2017, con qualche tip in più).

Ancora muffin, ancora matcha

Era da un po' che mi stava nascendo la curiosità di conoscere il té matcha, che sempre più viene impiegato come ingrediente in cucina, e il colpo di grazia l'ho avuto quando ho visto questa ricetta sul blog Il Ricettario di Anna. Non ho fatto altro che impiegare farina glutinosa laddove Anna usa quella sglutinata.


Il procedimento non è quello tradizionale, secondo cui vengono mescolati gli ingredienti secchi da una parte, quelli liquidi da un'altra e poi combinati insieme, tuttavia il risultato non ne viene assolutamente inficiato.

Per 10 muffin
  • 150 g di zucchero di canna fine
  • 3 uova
  • 113 g di burro
  • 180 g di farina
  • 1 c di lievito in polvere per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 80 g di ciocco fondente al 70%
  • 1,5 c di cacao amaro in polvere stemperato in 2 C di latte freddo
  • 1,5 c di té matcha


Far fondere il burro e, in un altro recipiente, anche il cioccolato. Sciogliere il cacao in polvere col latte. Setacciare la farina col lievito e il pizzico di sale. Nella planetaria, montare con la frusta a K (a pala, a foglia, o come siete abituati a chiamarla) lo zucchero con le uova, finché il composto non diventa bello spumoso. Aggiungere quindi il burro fuso, sempre mescolando, e quando sarà tutto incorporato, aggiungere un cucchiaio alla volta la miscela di farina lievito e sale. Dividere il composto in due ciotole, ad uno aggiungere il ciocco fuso e il cacao, all'altro il té matcha.
Ripartire nei pirottini da muffin, sotto il composto verde e sopra quello marrone, o viceversa. Cuocere in forno pre-riscaldato a 180° per circa 30 minuti, fare la prova stecchino.


Sono davvero deliziosi, il gusto del matcha dà un tocco molto esotico a quello più deciso del cioccolato fondente, anche se devo riconoscere che, come connubio di gusti, preferisco quello col più delicato cioccolato bianco, come in questa ricetta.

lunedì 20 settembre 2010

Danish Tea Ring

Questo è uno dei lievitati più buoni che abbia mai mangiato (e prodotto). La ricetta la ebbi da una mia collega italo-sudafricana, era tutta in inglese e tradurla in italiano è stata una delle cose migliori che abbia fatto nella mia vita!



Ingredienti per l'impasto
  • 15 g di lievito di birra fresco
  • 200 ml di latte tiepido
  • 5 ml di zucchero Zefiro
  • 225 g di farina manitoba
  • 200 g di farina 00
  • 5 ml sale
  • 50 g di margarina (io ho usato il burro)
  • 25 g di zucchero Zefiro
  • 1 uovo
Ingredienti per il ripieno
  • 100 g di mandorle tritate molto finemente, ma non ridotte in farina
  • 100 g di zucchero Zefiro
  • 5 ml di cannella in polvere
  • 1 arancia
  • 1 uovo
  • 25 g di mandorle in scaglie
Ingredienti per decorare
  • 150 ml di zucchero a velo
  • 12,5 ml di succo d'arancia
  • scaglie di mandorle tostate



Fase 1: preparazione impasto Preparate il lievitino mescolando il lievito col latte e i 5 ml di Zefiro, aggiungere 125 g di farina, mescolare fino a formare una pastella liscia e morbida, coprire e mettere a lievitare per circa 30 minuti. Nella ciotola dell'impastatrice mettete i restanti 300 g. di farina, il sale, il burro a pezzi e i 25 g di Zefiro e mescolate. Sbattete l'uovo e aggiungetelo al lievitino che nel frattempo si è gonfiato, mescolate bene e versate anche questo nella ciotola. Mettete in moto la frusta a gancio e fate impastare per 15-20 minuti a bassa velocità, finché l'impasto non si stacca dalle pareti. Se dopo 15 minuti vedete che l'impasto non s'incorda, aggiungete ancora poca farina per volta, diciamo quella che verrebbe usata per infarinare il ripiano se uno dovesse impastare a mano. Coprite l'impasto e mettete a lievitare in un luogo caldo fino al raddoppio. Fase 2: preparazione ripieno Grattugiate la buccia dell'arancia e spremetela. In una ciotola sbattete l'uovo con una frusta a mano, incorporate le mandorle tritate, i 100 g di Zefiro, la cannella, la buccia grattugiata dell'arancia, quello che rimane del succo dopo aver tolto i 12,5 ml che servono per la glassa e le scaglie di mandorle. Mescolate bene il tutto. Fase 3: formazione del "ring" Riprendete l'impasto lievitato, pesatelo e dividetelo in due. Stendete una della due parti in un rettangolo e spalmateci sopra una metà del ripieno, tenendovi a circa 2 cm dal bordo, arrotolate dal lato più lungo e formate il salsicciotto. Chiudere le estremità. Ripetete l'operazione con l'altra metà dell'impasto. Intrecciate i due salsicciotti e disponete questa specie di treccia in uno stampo da ciambellone imburrato e cosparso di Zefiro. Coprite e mettete a lievitare in un luogo caldo fino al raddoppio. Scaldate il forno a 200° e mettete a cuocere per 40 minuti circa. Io, dopo 10 minuti, ho dovuto abbassare il forno a 180° perché si stava colorendo troppo in fretta. Gli ultimi 10 minuti l'ho coperto con un foglio d'alluminio. Fase 4: decorazione Sformate il dolce e lasciatelo raffreddare su una gratella. Preparate la glassa mescolando il succo d'arancia con lo zucchero a velo, spennellatela sul dolce freddo e cospargete con le scaglie di mandorle tostate.


Questo dolce lievitato è un tripudio di sapore e profumo, già mentre sta cuocendo in forno, gli effluvi di arancia e cannella che si spandono per casa preannunciano la soffice e aromatica libidine che sta per deliziare il nostro palato.
Direi che sia già passato troppo tempo dall'ultima volta che l'ho fatto... sì, è decisamente ora di replicare!

Semplici yogo-muffin con cuore marmellatoso

Ecco una ricetta di muffin davvero buoni nella loro semplicità, ottimi per quando si ha in frigo uno yogurt prossimo alla scadenza. Io ne avevo uno aperto a cui mancavano 2 cucchiaini (che mi erano serviti per fare la maionese), e siccome non impazzisco per gli yogurt bianchi, ho pensato di destinare la rimanenza ad una fine gloriosa, usandola per fare questi muffin.


  • 150 g di farina
  • 30 g di zucchero
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 1 uovo
  • 1 vasetto di yogurt
  • 40 g di olio di semi di arachidi
  • i semi di 1/2 baccello di vaniglia, o 1/2 c di estratto di vaniglia, o la scorza grattugiata di 1/2 limone
  • 25-30 g di granella di mandorle o nocciole (facoltativo)
  • marmellata a piacere per il "cuoricino"

Il procedimento per farli è noto: in una ciotola mescolare farina, zucchero, lievito, il pizzico di sale ed eventualmente la granella se ce la mettete. In un'altra ciotola battere con una frusta a mano l'uovo con lo yogurt, l'olio e l'aroma che avrete scelto di usare. Io ho messo i semi di vaniglia, adoro il profumo e non m'infastidisce che si vedano i "puntini". Unire gli ingredienti liquidi a quelli solidi, mescolando solo il necessario perché si amalgamino. Dicono che bisogna dare solo 12 giri di cucchiaio... bé, io con 12 giri non ci sono mai riuscita a raccogliere tutta la farina, ho sempre dovuto darne qualcuno in più!
Distribuire una cucchiaiata d'impasto nei pirottini di carta, preventivamente inseriti negli stampi da muffin. Con queste dosi a me sono venuti 7 muffin belli grossi. Quindi mettere un cucchiaino di marmellata su ciascuno, e coprire con un'altra cucchiaiata di impasto, avendo l'accortezza di non riempirli troppo.


Infornare nel forno già caldo a 180°, statico, per circa 30 minuti, o comunque fino a doratura.
Per farcire questi muffin ho usato la scrucchiata, che sarebbe la tipica marmellata d'uva abruzzese, ovviamente fatta da me. Nei prossimi giorni vi darò anche quest'altra ricetta, è un piccolo cimelio di famiglia che condivido volentieri per promuovere la conoscenza della tradizioni gastronomiche abruzzesi.

Ecco, non c'è niente di meglio di un buon muffin a colazione, per iniziare la giornata e la settimana con un bel sorriso!

domenica 19 settembre 2010

Cookie al ciocco bianco, anacardi e matcha

Sì, OK, già lo so che voi che state leggendo questo post starete pensando a 2 cose
  • ma questa sta fuori... chiama il suo blog Muffin 4 All e lo inizia con una ricetta di biscotti!
  • ecco, fantastico! un altro food-blog... se ne sentiva la mancanza!!!
Bé, per rispondere ai primi, è vero, sembra un controsenso, ma abbiate fede! le ricette di muffin arriveranno molto presto. Il motivo per cui inizio con una ricetta di biscotti, o cookie come preferisco chiamarli io in questo caso, è che li ho appena sperimentati ieri e mi sono piaciuti molto. Perciò la condivido subito subito!
Per rispondere ai secondi, ammetto che non ho mai avuto la pretesa di essere originale. Lo so che di food-blog è già pieno il web, e so anche che molte delle ricette che posterò saranno attinte proprio da loro, ma comunque ci sarà sempre qualcosa di mio che le renderà più personali. Di più non posso promettervi, a voi la libertà di scegliere se seguirmi oppure no. In entrambi i casi, amici come prima!

E ora, passiamo alle cose serie... la ricetta!


La ricetta originale l'ho trovata sul libro The Hummingbird Bakery Cookbook, però io mi sono presa la libertà di aggiungere il matcha e usare gli anacardi al posto delle noci pecan che non avevo.

  • 250 g di burro
  • 100 g di zucchero fine tipo Zéfiro
  • 200 g di zucchero di canna chiaro e sottile
  • 2 uova
  • i semi di 1/2 baccello di vaniglia
  • 400 g di farina
  • 1/2 c di sale
  • 1/4 di c di lievito in polvere
  • 100 g di cioccolato bianco tritato al coltello
  • 100 g di anacardi non salati tritati grossolanamente
  • 1 c di polvere di té matcha
Nella ciotola dell'impastatrice, con la frusta a K (o pala, o foglia, o come volete chiamarla ), battere bene il burro con gli zuccheri fino ad ottenere un impasto cremoso e soffice. Aggiungere le uova uno alla volta, quindi la farina a cui si saranno mescolati sale, lievito e vaniglia, un po' alla volta, e battere fino ad ottenere un impasto liscio, quindi incorporare il ciocco bianco e gli anacardi. Dividere l'impasto a metà, lasciandone una parte nella ciotola, e aggiungere il matcha, impastando fino al completo assorbimento. Formare due salamotti, uno col cuore bianco e la corona verde, e uno che sia l'inverso. Avvolgerli nella pellicola e, a questo punto, si può scegliere di seguire due strade
  • metterli entrambi in freezer per un paio d'ore, oppure fare come me e
  • metterli in frigo per tutta la notte.
Scaldare il forno, 160° ventilato per la cottura contemporanea di 2 leccarde. Affettare i due salamotti a fette di circa 2 cm di spessore e disporli sulle leccarde foderate di carta forno, ben distanziati perché in cottura si spanderanno. Infornarli per 10-15 minuti, fino alla doratura dei bordi. Lasciarli intiepidire sulle leccarde, quindi trasferirli su una gratella per farli raffreddare del tutto.


Questi cookie, come tutti quelli delle ricette della Hummingbird Bakery, dovranno risultare leggermente croccanti fuori, e morbidi dentro... chewy, come dicono loro. A me piace molto il sapore che dà il matcha, ma torno a dire, la ricetta originale non lo prevede, per cui se non è di vostro gradimento, sono perfetti anche senza!

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